mercoledì, Novembre 30, 2022
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Washington Post: Una registrazione audio rivela nuovi aspetti del massacro dei prigionieri politici avvenuto in Iran nel 1988

CNRI – “Un file audio emerso questa settimana e pubblicato da un sito web gestito dai sostenitori di Hossein Ali Montazeri, il successore prescelto di Ruhollah Khomeini, il fondatore del regime teocratico, si propone di offrire un nuovo sguardo al suo ultimo, disperato tentativo di limitare il numero dei morti durante il massacro del 1988 dei prigionieri politici in Iran”, ha riportato The Washington Post il 12 Agosto. 

Secondo the Washington Post, “Montazeri era stato scaricato come successore prescelto di Khomenei. In seguito sarebbe stato dichiarato nemico dello stato e sottoposto agli arresti domiciliari per sei anni”.

“Un resoconto completo sulla cosiddetta ‘commissione della morte’, creata da Khomeini deve ancora essere effettuato. Ma in migliaia morirono, impiccati, fucilati o in luoghi come il carcere di Evin a Teheran”, ha riferito The Washington Post.

“Circa 30.000 prigionieri politici, che stavano scontando la loro pena, la stragrande maggioranza dei quali erano attivisti dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI o MEK), vennero giustiziati nel giro di pochi mesi”.

The Washington Post aggiunge:

“Secondo me, il più grosso crimine commesso dalla Repubblica Islamica, per il quale la storia ci condannerà, è stato commesso da voi”, dice Montazeri nella registrazione del Luglio 1988 ad un gruppo di alti esponenti della magistratura e dell’intelligence, tra cui uno dei capi dello spionaggio interno, Mostafa Pourmohammadi, che ora ricopre la carica di ministro della giustizia nel governo del presidente Hassan Rouhani.

“Fate attenzione fra 50 anni, quando il popolo giudicherà il leader (Khomeini) e dirà che era un leader brutale, omicida e sanguinario… Io non voglio che la storia lo ricordi così”, aggiunge Montazeri, che era stato uno dei più fedeli alleati di Khomeini per decenni, prima che le loro strade si dividessero.

La traduzione di una registrazione di 40 minuti è stata fornita da un gruppo di opposizione, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, che possiede uffici a Washington ed in altre città. Traduzioni simili sono state fatte da diversi organi di informazione, come il BBC’s Persian Service.

The Washington Post aggiunge inoltre:

Maryam Rajavi, leader del gruppo di opposizione del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha sollecitato i procuratori internazionali ad utilizzare la registrazione come prova a carico per la formulazione delle accuse per il massacro dei prigionieri politici della fine degli anni ’80. Maryam Rajavi ha precisato che alcuni funzionari che contribuirono ad eseguire il massacro, come Pourmohammadi e gli altri che si incontrarono con Montazeri, “sin dalla nascita di questo regime e fino ad oggi , hanno ricoperto cariche ai più alti livelli degli apparati della magistratura, della politica e dell’intelligence”.

Secondo The Washington Post, il figlio di Montazeri, Ahmad, avrebbe detto che i funzionari dell’intelligence iraniano gli avrebbero ordinato mercoledì di rimuovere questo file audio dal sito web, ma la notizia della registrazione e delle sue rivelazioni, ha provocato un’ondata di schock nel panorama politico iraniano, riaccendendo enormi discussioni sul massacro dei prigionieri politici del 1988.

Il massacro dei prigionieri politici del 1988, un crimine contro l’umanità, è rimasto praticamente sconosciuto negli ultimi tre decenni. Esso rappresenta una delle macchie più oscure della storia recente dell’umanità e una delle meno denunciate e discusse.

 

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