sabato, Dicembre 3, 2022
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Un attivista iraniano per i diritti umani: “L’esecuzione di massa dei sunniti è un crimine contro l’umanità”

CNRI – In un’intervista ad Al Arabiya, il Dr. Mohammad Maleki, primo rettore dell’Università di Teheran dopo la rivoluzione iraniana, ha condannato con forza l’esecuzione di massa dei prigionieri politici sunniti, compiuta all’inizio di questo mese, e il massacro dei prigionieri politici del 1988, definendo questi atti “crimini contro l’umanità” che possono essere perseguiti di fronte ad un tribunale. 

Nella sua intervista del 6 Agosto, questo illustre difensore dei diritti umani ha detto: “Tutti i massacri avvenuti dal primo giorno e fino ad oggi sono tutti illegittimi, illegali e possono essere perseguiti in una corte di giustizia come crimini contro l’umanità”.

Maleki ha criticato il silenzio della comunità internazionale di fronte all’aggravarsi della situazione dei diritti umani in Iran e ritiene che fino a che questo regime resterà al potere, la repressione e le durissime misure di sicurezza rimarranno intatte. Maleki ha espresso la sua speranza che il popolo iraniano porti al potere, il più presto possibile, uno stato democratico, amante della libertà e che rispetti i diritti del popolo.

Circa 30.000 prigionieri politici, principalmente affiliati al principale gruppo di opposizione, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI o MEK), sono stati massacrati nell’estate del 1988 in Iran.

Quello che segue è il testo di alcuni brani dell’intervista telefonica della redazione di Al Arabiya Farsi, al Dr. Maleki:

Al-Arabiya: Quale pensa sia stato l’obbiettivo del regime quando ha giustiziato in massa i prigionieri politici nel 28° anniversario del massacro dei prigionieri politici del 1988?

Dr. Maleki: Principalmente, sin dal primo giorno la cosiddetta “repubblica islamica dell’Iran” ha adottato un approccio violento nei riguardi del popolo. Sin dal principio questo regime ha giustiziato la gente con accuse legate alla droga e personaggi politici, ha compiuto il massacro del 1988 ed ucciso i suoi dissidenti all’estero. Io personalmente sono stato perseguitato e incarcerato per cinque anni, dal 1981 al 1986. Io ho visto come sono state giustiziate queste persone e come il regime ha concesso 2 minuti di processo. Circa 30.000 persone sono state giustiziate (nel 1988). Erano state tutte processate e i tribunali inizialmente le avevano condannate a pene carcerarie, non all’esecuzione. Erano tutti detenuti che stavano scontando la loro pena ed alcuni l’avevano persino già finita di scontare per intero. Perciò, tutti i massacri compiuti dal primo giorno, a tutt’oggi e fino a questo momento, sono illegittimi, illegali, i responsabili possono essere perseguiti e possono essere considerati un crimine contro l’umanità.

I difensori e le organizzazioni per i diritti umani, e anche vari attivisti curdi giustiziati, dicono tutti che questi prigionieri sono stati vittime delle “false accuse” degli organi di sicurezza, che avevano l’obbiettivo di dipingere il movimento sunnita iraniano come estremista. Qual’è la sua opinione a riguardo?

Dr. Maleki: Anch’io sono stato prigioniero. Principalmente tutti gli arresti e le accuse sono illegali e nient’altro che supposizioni senza nessuna base reale… I nostri amici loro compagni di cella e con i quali ho parlato, hanno detto che non avevano nessuna relazione con l’ISIS, con il terrorismo o qualunque altra cosa del genere. Erano tutti religiosi devoti e spesso facevano preghiere comuni. In ogni caso, questi crimini che questo regime compirà fino al suo ultimo giorno al potere, hanno lo scopo di cementare un clima di paura nella società.

Considerando l’accordo raggiunto tra l’Occidente e l’Iran, come giudica la posizione della comunità internazionale nei confronti del peggioramento della situazione dei diritti umani in Iran? Secondo lei, la situazione dei diritti umani, come dicono molti, e divenuta vittima di questo accordo?

Perché restano in silenzio? Non pensano che ogni giorno in più che questo governo resta al potere sia a danno del popolo iraniano?

Dr. Maleki, come valuta la situazione della proteste interne e anche delle relazioni dell’Iran con la regione unite alla sua ingerenza guerrafondaia?

Tutti gli operai, gli agricoltori, gli insegnanti, gli studenti universitari, i commercianti e vari altri gruppi stanno comprendendo di essere oggetto di una grande crudeltà. Le tasse che gli vengono estorte e il denaro che gli viene chiesto viene speso tutto in paesi come l’Iraq, la Siria e lo Yemen. Io spero che il popolo iraniano riesca, il più presto possibile, ad avere al potere uno stato realmente democratico e amante della libertà che rispetti i diritti umani.

L’Alto Commissario per i Diritti Umani Zeid Ra’ad al-Hussein, ha condannato le recenti esecuzioni in Iran. Secondo lei, è sufficiente la semplice condanna dell’ONU delle violazioni dei diritti umani, per fermare la repressione e l’atmosfera di stato di polizia in Iran? Qual’è il suo messaggio alla comunità internazionale a questo riguardo?

Queste condanne sono necessarie, ma non sono sufficienti. Io credo che l’ONU e le altre organizzazioni internazionali per i diritti umani debbano seriamente combattere questi crimini.

 

Prologo

Martedì 2 Agosto il regime fondamentalista dei mullah in Iran ha mandato al patibolo 25 prigionieri sunniti nel famigerato carcere di Gohardasht, situato a Karaj, città a nord-ovest di Teheran.

 

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