HomeNotizieIran NewsThe Hill: “I senatori insistono per sanzioni più dure contro il regime...

The Hill: “I senatori insistono per sanzioni più dure contro il regime iraniano”

Un gruppo bipartisan di senatori americani, ha presentato una legge molto attesa, per colpire il regime iraniano.

I senatori Bob Corker (R-Tenn.), Robert Menendez (D-N.J.), Marco Rubio (R-Fla.) e Joe Manchin (D-W.Va.), tutti contrari all’accordo sul nucleare dell’anno scorso, hanno annunciato mercoledì che avrebbero presentato una proposta per estendere ed espandere le sanzioni contro il regime iraniano, ha riportato The Hill. 

“In assenza di risolutezza da parte della Casa Bianca, e con il pieno sostegno dei membri di entrambi i partiti, sono fiducioso che il Congresso agirà nei prossimi mesi per approvare questa legge dura, per contrastare l’aggressione iraniana”, ha detto in un comunicato Bob Corker, Presidente del Comitato Affari Esteri.

Secondo un comunicato dell’ufficio di Corker, la proposta imporrà sanzioni obbligatorie agli individui legati al programma sui missili balistici di Teheran, alle Guardie Rivoluzionarie o “a qualunque attività significativa dell’Iran che minacci la sicurezza della rete”.

La proposta prevede un prolungamento di 10 anni dell’Iran Sanctions Act, la cui scadenza attualmente è prevista per la fine dell’anno.

Manchin ha detto che la legge confermerà “la pressione delle sanzioni sul regime iraniano fino a tutto il 2026, per migliorare al situazione dei diritti umani e impedire all’Iran l’acquisizione di missili balistici”.

Questa legge richiederà al presidente di bloccare i patrimoni di individui legati alla fornitura, alla vendita o al trasferimento “di armi proibite e dei relativi materiali” e vieterà a qualunque presidente di ritirare le sanzioni previste in questa legge, nell’ambito di qualunque futuro accordo con il regime iraniano.

Corker aveva detto all’inizio di quest’anno, di ritenere che Obama stesse usando alcune rinunce alla sicurezza nazionale, che gli danno più flessibilità nell’applicazione delle sanzioni, “in una maniera che il Congresso non ha mai inteso”.

Questa legge giunge approssimativamente un anno dopo l’annuncio dell’accordo sul nucleare tra il regime iraniano, gli Stati Uniti e altre cinque nazioni.

Nonostante il partito repubblicano non sia riuscito a fermare l’accordo al Congresso, i suoi membri hanno continuato a criticare l’accordo. Hanno inoltre dato voce alla loro frustrazione per una serie di tests sui missili balistici e alle preoccupazioni che Teheran possa essere indirettamente aiutato dagli istituti finanziari americani.

I legislatori hanno discusso per mesi su come far approvare una nuova legge sull’Iran, con il leader di maggioranza Mitch McConnell (R-Ky.) che li ha avvertiti che non farà passare questa legge a meno che non abbia appoggi sufficienti a scavalcare il veto presidenziale.

Corker aveva previsto lo scorso anno, che una estensione dell’Iran Sanctions Act avrebbe ottenuto 67 voti, ma i democratici avevano presentato le loro proposte all’indomani dell’accordo.

I senatori Tim Kaine (D-Va.) e Chris Murphy (D-Conn.) hanno presentato una legge a Maggio che estenderebbe l’Iran Sanctions Act fino a che il presidente non fosse in grado di certificare al Congresso che il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) “non ha raggiunto una conclusione assoluta… che il materiale nucleare in Iran è impiegato in attività pacifiche”.

Ciò potrebbe provocare l’abrogazione della legge sulle sanzioni nel “transition day” dell’accordo o, più o meno otto anni dopo l’adozione del accordo sul nucleare.

Ma il Sen. Ben Cardin (D-Md.), ranking member del Comitato Affari Esteri, ha presentato una legge l’anno scorso, che i democratici dicono sia incentrata sul rafforzamento dell’accordo.

Cardin finora non ha firmato la legge di Corker e mercoledì sera ha spiegato che la sta ancora studiando.

“Ne ho parlato con loro… Molto di quello che è contenuto nella legge sono argomenti che ho trattato nella legge che ho presentato io”, ha detto a The Hill. “Alcune norme che non sono là sono più provocatorie”.