martedì, Dicembre 6, 2022
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Terzo giorno di sciopero della fame in Svezia, per attirare l’attenzione sul massacro dei prigionieri politici in Iran

CNRI – Gli iraniani residenti in Svezia sono oggi al terzo dei tre giorni di sciopero della fame svoltosi a Stoccolma in solidarietà con le vittime della recente esecuzione di massa in Iran. Chiedono al governo svedese che il rispetto dei diritti umani in Iran sia una priorità, prima di migliorare i suoi rapporti con il regime dei mullah. 

I membri della comunità iraniana in Svezia hanno iniziato un sit-in di tre giorni giovedì a  Mynttorget, Stoccolma, per evidenziare l’allarmante situazione dei diritti umani in Iran e condannare la recente esecuzione di massa dei prigionieri politici sunniti avvenuta nel paese.

Molti manifestanti sono da tre giorni in sciopero della fame per esprimere la loro solidarietà ai prigionieri politici iraniani, sottoposti a pesanti pressioni dal regime e a cui vengono negate le cure mediche come mezzo di tortura.

I sostenitori iraniani in Svezia del principale gruppo di opposizione iraniano, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI o MEK), hanno anche commemorato il 28° anniversario del massacro di 30.000 prigionieri politici avvenuto nel 1988 in Iran. Questi prigionieri politici erano soprattutto affiliati al PMOI (MEK).

Il manifestanti di Stoccolma stanno sollecitando il governo svedese a riconoscere questo massacro del 1988 come un crimine contro l’umanità e ad agire insieme all’Unione Europea e alle Nazioni Unite per chiedere che i responsabili di questo odioso crimine vengano assicurati alla giustizia e processati dalla Corte Penale Internazionale.

La comunità iraniana in Svezia ha chiesto al governo svedese e al ministro degli esteri Margot Wallström di condannare la recente esecuzione di massa dei prigionieri politici sunniti e di fare maggiori pressioni sul regime dei mullah per la fine immediata delle esecuzioni, delle torture e degli arresti arbitrari in Iran.

Il 2 Agosto il regime ha giustiziato in massa almeno 25 prigionieri politici sunniti. Il 9 Agosto ha impiccato un altro prigioniero politico , Mohammad Abdollahi.

La scorsa settimana Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha definito l’esecuzione di massa dei prigionieri politici nel carcere di Gohardasht, compiuta nell’anniversario del massacro dei prigionieri politici avvenuto nel 1988 in Iran, “un agghiacciante crimine contro l’umanità”. “Questo regime sta cercando, invano, di contenere l’instabile atmosfera che aleggia nella società e le proteste popolari, terrorizzando la gente”, ha detto.

 

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