sabato, Dicembre 3, 2022
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Iran: Gli autotrasportatori di Teheran condannano l’esecuzione di massa dei prigionieri politici sunniti

CNRI – Un gruppo di autotrasportatori della zona meridionale della provincia di Teheran, ha condannato l’esecuzione di massa della scorsa settimana dei prigionieri politici sunniti in Iran.

In un comunicato dell’inizio di questa settimana gli autotrasportatori hanno detto: “Nel 28° anniversario del massacro (del 1988) compiuto dal brutale regime dei mullah, 25 dei nostri cari sono stati giustiziati ancora una volta. Il regime dei mullah deve sapere che non può calpestare il sangue dei nostri cari. Verrà il giorno che questi atti brutali li perseguiteranno e quel giorno non è lontano. 

Noi porgiamo le nostre condoglianze alle famiglie dei giustiziati. Noi chiediamo alla comunità internazionale e agli organismi dell’ONU per i diritti umani di combattere i crimini del regime dei mullah e di assicurare gli autori di questi crimini alla giustizia di fronte alle corti internazionali”.

7 Agosto 2016 – Il gruppo degli autotrasportatori della zona sud della provincia di Teheran”.

Il 2 Agosto il regime ha giustiziato in massa almeno 25 prigionieri politici sunniti. Il 9 Agosto ha impiccato un altro prigioniero politico , Mohammad Abdollahi.

La scorsa settimana Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha definito l’esecuzione di massa dei prigionieri politici nel carcere di Gohardasht, compiuta nell’anniversario del massacro dei prigionieri politici avvenuto nel 1988 in Iran, “un agghiacciante crimine contro l’umanità”. “Questo regime sta cercando invano, di contenere l’instabile atmosfera che aleggia nella società e le proteste popolari, terrorizzando la gente”, ha detto.

“E’ giunto il momento che il Consiglio dell’ONU per i Diritti Umani e il Consiglio di Sicurezza dell’ONU rompano il loro silenzio e presentino il caso dei crimini del regime iraniano alla Corte Penale Internazionale. Ali Khamenei e gli altri leaders del regime, nonché i diretti responsabili di questi crimini, devono essere assicurati alla giustizia”, ha ribadito Maryam Rajavi.

Nell’estate del 1988 il regime dei mullah ha massacrato circa 30.000 prigionieri politici in Iran. Questi prigionieri politici erano soprattutto affiliati al principale gruppo di opposizione 

 

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