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Subordinare la rimozione dalla lista del MEK alla chiusura di Ashraf è il desiderio del regime dei mullah richiesto agli Stati Uniti attraverso Maliki

● Larijani, Portavoce del Parlamento dei Mullah: “La Repubblica Islamica non darà alcuna possibilità agli Stati Uniti di fare i suoi giochi infantili ….”
● Larijani:“Gli Stati Uniti e l’Occidente hanno appoggiato Saddam per anni e alla fine si sono resi conto di avere di fronte una realtà potente. Così hanno rinunciato alla strategia del rovesciamento militare. Hanno solo cercato di approfittare dell’influenza fornita dalle istituzioni internazionali …. Possiamo vedere esempi di questo comportamento in Bahrein e in Siria

 Contrariamene a quanto espresso nella sentenza del 1° Giugno della Corte di Appello del Distretto di Columbia, il Dipartimento di Stato americano ha collegato la revoca della ingiusta designazione terroristica alla chiusura di Campo Ashraf a suo dire “la principale base paramilitare dell’OMPI/MEK”, ed insiste su questo. Il 6 Luglio, in una teleconferenza a questo riguardo, l’Ambasciatore Daniel Benjamin, il Coordinatore Anti-Terrorismo del Dipartimento di Stato, ha insistito su questa questione. Anche la portavoce del Dipartimento di Stato ha reiterato questo punto ieri 25 Luglio: “La collaborazione dei Mujahedin-e Khalq (MEK) nella chiusura di Campo Ashraf, la principale base paramilitare del MEK, continua ad essere il fattore chiave nella imminente determinazione del Dipartimento riguardo allo status di Organizzazione Terroristica Straniera del MEK”.
Nel frattempo Larijani, il portavoce del Parlamento Iraniano ha avvertito gli Stati Uniti ieri, a seguito di un’ondata di orribili attentati in Iraq, che: “La Repubblica Islamica non darà alcuna possibilità agli Stati Uniti di fare i suoi giochi infantili….”(FARS News, agenzia di stampa del’IRGC- 25 Luglio 2012)
Oltre a ciò, Oday Khedran, Governatore della città di Khalis in Iraq, alla cui periferia è situato Ashraf e che è anche membro della forza Quds iraniana, in un sito web appartenente ai servizi segreti dei mullah, Habilian, ha chiesto che Maliki usi “forza e durezza” per chiudere Ashraf, perché  sono un “gruppo terroristico”. (sito web Habilian – 25 Luglio 2012)
Secondo documenti e informazioni ottenuti recentemente dalla Resistenza Iraniana da fonti all’interno del regime, il collegamento della rimozione dalla lista con la chiusura di Campo Ashraf è una precisa richiesta del regime dei mullah inoltrata attraverso Maliki. L’OMPI fornirà queste informazioni e i documenti nella probabile prossima udienza della corte, se necessario.
La definizione arbitraria di “principale base paramilitare” per Ashraf, viene inventata nonostante il fatto che le forze statunitensi abbiano disarmato l’OMPI e ispezionato Ashraf centimetro per centimetro, 9 anni fa. A quel tempo il governo americano, a seguito di 16 mesi di indagini da parte di 9 agenzie americane diverse, riconobbe ai residenti lo status di “Persone Protette” secondo la Quarta Convenzione di Ginevra.
Ora, ancora una volta, allo scopo di neutralizzare qualsiasi cospirazione del regime iraniano e dei suoi agenti iracheni, i residenti di Ashraf chiedono una completa perquisizione di Ashraf, prima della loro partenza finale, ma il Dipartimento di Stato si rifiuta.
Nel suo comunicato del 7 Luglio 2012, il CNRI, nel riconoscere l’autorità del Segretario di Stato sul reinserimento nella lista, ha precisato che: “Subordinare la rimozione dalla lista dell’OMPI alla chiusura di Ashraf, è una sfida alla legge e alla sentenza della corte” e che “I residenti rimasti di Ashraf si trasferiranno immediatamente a Camp Liberty se i requisiti umanitari verranno realizzati”.
Lo stesso comunicato specifica le minime necessità umanitarie che farebbero scattare l’immediato trasferimento di tutti i residenti di Ashraf a Liberty. Questi erano stati inizialmente formulati in dieci punti in un comunicato rilasciato dal capo del comitato internazionale “In Search of Justice”, rappresentante 4000 parlamentari, a seguito di ripetuti incontri tenuti con i rappresentanti dei residenti, personalità delle due sponde dell’Atlantico e anche rappresentanti degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite.
Il 15 Luglio, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, dopo il trasferimento di alcune cose da Ashraf a Liberty con due mesi e mezzo di ritardo, ha sottolineato il fatto che il Governo dell’Iraq si rifiuta ancora di soddisfare 8 delle dieci richieste umanitarie minime enunciate nel comunicato del 7 Luglio. Il 23 Luglio, in una lettera congiunta al Segretario Generale delle Nazioni Unite, i residenti di Ashraf hanno ripetuto gli 8 punti rimanenti. Questi impegni non rispettati, sui quali i residenti hanno ricevuto continue promesse mai mantenute, rappresentano le vitali necessità quotidiane di 3300 persone. Sono cose come il trasferimento dei generatori, pompe per l’acqua, veicoli passeggeri e di servizio, muletti, materiali e strumenti per costruire marciapiedi, tende parasole e aree verdi con una temperatura di 57°C (135°F). Se il Governo dell’Iraq smettesse di impedirlo, tutto potrebbe essere fatto immediatamente e completamente a spese dei residenti. Nessuna delle necessità umanitarie specificate rappresenta un lusso o è eccessiva e sono tutte all’interno del MoU del 25 Dicembre 2011,  nonché nella lettera del 28 Dicembre dell’Ambasciatore Kobler ai residenti.
Se si vuole impedire un terzo massacro, diversamente da Martin Kobler, non dovrebbe elogiare il Governo dell’Iraq e gettare tutta la responsabilità del ritardo nel trasferimento a Liberty sui residenti, preparando la via e dando il segnale di via libera ad un altro attacco. Il modo corretto di impedire un altro attacco è sottolineare e puntare sulle leggi umanitarie internazionali, sulle leggi per i rifugiati e le leggi internazionali sui diritti umani, per costringere il Governo dell’Iraq a rispettare i suoi impegni e obblighi internazionali così la smetterà con il suo ostruzionismo nel soddisfare le minime necessità umanitarie dei residenti. I residenti di Ashraf, come hanno ripetutamente dichiarato in passato, andranno tutti a Liberty non appena queste minime richieste verranno soddisfatte.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
26 Luglio 2012

 

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