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“Molto rumore per nulla” La 41a bozza ripetitiva e inadeguata in 7 mesi per incatenare l’opposizione iraniana nella prigione di Liberty, l’ultimo regalo di Martin Kobler chiamato “road map”

Il 22 Luglio, Martin Kobler, Rappresentante Speciale per l’Iraq del Segretario Generale dell’ONU (SRSG), ha scritto una lettera richiedendo un incontro con Maryam Rajavi, Presidente eletto del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, sottolineando : “Siamo in contatto con il governo iracheno per una roadmap (un piano d’azione) per trasferire Campo Ashraf”. Il giorno seguente, Kobler ha inviato un’altra e-mail intitolata “BOZZA – Roadmap 23 Luglio”.
Il 24 Luglio, è stato lanciato un circo mediatico dal SRSG per annunciare che: “La missione statunitense in Iraq oggi ha presentato una roadmap al Governo [dell’Iraq], suggerendo una serie di passi da fare per completare il pacifico trasferimento degli esuli iraniani da Campo Ashraf a Camp Hurriya”.
Martin Kobler ha aggiunto nel suo comunicato: “Per faciliare i restanti trasferimenti che porteranno alla chiusura di Campo Ashraf, l’UNAMI ha chiesto ai residenti di ‘iniziare la preparazione del prossimo trasferimento senza ulteriore ritardo’, e ha chiesto al Governo dell’Iraq ‘di essere generoso e attento, quando avverrà, alle necessità umanitarie dei residenti e di continuare a ricercare una pacifica soluzione a questa questione in qualunque circostanza’ ”.
1.I residenti di Ashraf e i loro rappresentanti, come al solito, sono stati tenuti all’oscuro dei negoziati sul loro destino tra il “coordinatore” delle Nazioni Unite e il governo iracheno, e sulla versione finale della roadmap, e questo perché il governo iracheno non ha mai accettato l’idea di instaurare un vero dialogo con i rappresentanti di Ashraf fuori dall’Iraq. Il Governo dell’Iraq (GoI) preferisce piuttosto i negoziati “sotto tiro”, minacciando la controparte di arresto ed estradizione verso l’Iran (con riferimento al comunicato dell’ICJDA del 2 Giugno 2012).
Lo scorso Dicembre Maryam Rajavi, annunciò di essere pronta a recarsi a Baghdad per negoziare con il Governo dell’Iraq su questa questione, ma il Governo dell’Iraq non accettò la proposta (Comunicato del CNRI del 21 Dicembre 2012).
Il 2 Gennaio 2012, Maryam Rajavi mise in guardia contro i tentativi approntati dalla parte irachena, sponsorizzata dal regime iraniano, per sovvertire la soluzione pacifica in crisi. E nel ricordare tutti i precedenti appelli del Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon agli stati membri dell’ONU “di sostenere e agevolare l’implementazione di qualunque accordo che sia accettabile per il Governo dell’Iraq e per i residenti del campo” allo scopo di trovare una soluzione pacifica e reciprocamente accettabile”, propose che venisse convocata una conferenza speciale a Parigi, Bruxelles o Ginevra, presieduta dal Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU (SRSG) a cui avrebbe partecipato lei stessa o i rappresentanti dei residenti di Ashraf, funzionari iracheni debitamente autorizzati e le altre parti in causa (Comunicato del CNRI del 2 Gennaio 2012).
Maryam Rajavi ha nuovamente sottolineato la necessità di convocare una conferenza internazionale presieduta dal Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU, con la partecipazione dei rappresentanti dei residenti di Ashraf, del Governo dell’Iraq e degli Stati Uniti, dell’Unione Europea, dell’UNHCR e del Parlamento Europeo, per far rivivere le speranze di una pacifica soluzione a questa crisi. (Comunicato del CNRI – 9 Gennaio 2012). Il GOI e il SRSG hanno di nuovo rifiutato questa proposta.

2.La bozza della roadmap del 23 Luglio, inviata ai rappresentanti dei residenti, è per loro totalmente inaccettabile e non contiene nulla di nuovo nella sostanza.
Questa è la versione finale di oltre 40 bozze e lettere circolate tra Martin Kobler e il rappresentanti dei residenti nei sette mesi passati. E’ la graduale erosione dei diritti fondamentali dei residenti iniziata il 18 Dicembre, e durante la quale Kobler ha, passo dopo passo, o ignorato i loro diritti fondamentali o li ha consumati il più possibile in modo che la pazienza del governo iracheno non si “consumasse” ancora di più.
3.Immediatamente dopo aver ricevuto la roadmap del 23 Luglio, il rappresentante dei residenti ha replicato: “Questo documento non è altro che la presentazione da parte dell’UNAMI dei piani e degli scopi del GOI e  del regime iraniano; specialmene perché nella sua lettera del 22 Luglio ha dichiarato che “Noi siamo in contatto con il governo per una roadmap per trasferire Campo Ashraf”. E ha aggiunto: “Senza l’implementazione dei requisiti minimi che ancora non sono stati implementati, come sottolineato nel comunicato del CNRI del 15 Luglio, nessun ulteriore trasferimento da Ashraf a Liberty sarà possibile”.
4.In questa roadmap, come in quelle precedenti, tutti i requisiti umanitari dei residenti, come: acqua, elettricità, veicoli personali e di servizio e muletti, sono stati relegati ad  una non meglio specificata data e ad un vago accordo. L’esperienza ha dimostrato che gli iracheni non li implementeranno mai. Anche in altre bozze, c’è un’ininterrotta ed inutile ripetizione di vuote affermazioni sul governo iracheno che concorda con la vendita delle proprietà o il trasferimento dei generatori elettrici da Ashraf a Liberty, “secondo le necessità”, ma in pratica il GOI si rifiuta di rispettare tutti questi impegni e accordi e, allo stesso tempo, incassa i ringraziamenti e gli apprezzamenti del SRSG al Consiglio di Sicurezza. Per esempio:
•Nelle bozze precedenti, Liberty avrebbe dovuto essere allacciato alla rete idrica cittadina prima dell’inzio del mese di Ramadan (iniziato il 20 Luglio), ma nella roadmap non c’è menzione di una data specifica. La roadmap afferma: “Un comitato tecnico si incontrerà Martedi 24 Luglio 2012 in CL [Camp Liberty] con la partecipazione dell’UNAMI, per discutere i dettagli sulle attrezzature e progettuali del futuro sistema idrico”.
•Tuttavia, Martedi 24 Luglio, nonostante la deplorevole mancanza di acqua, l’UNAMI ha informato i rappresentanti di Liberty, che l’incontro dell’apposito comitato non si era tenuto e che i tecnici del Ministero delle Risorse Idriche, che avevano incontrato gli osservatori delle Nazioni Unite per circa 10 minuti il giorno precedente, hanno detto che nella migliore delle ipotesi loro avrebbero bisogno di tre mesi per montare le infrastrutture per pompare l’acqua dal fiume vicino come richiesto dai residenti.
•Nella roadmap non si fa menzione dei sei grossi generatori ad Ashraf, i cui documenti di proprietà sono stati presentati a Martin Kobler e ai funzionari iracheni quattro mesi fa. Sarà impossibile generare elettricità e pompare acqua senza trasferire questi sei generatori.
•Dopo sette mesi, ai residenti di Ashraf non è stato consentito di vendere nemmeno un dollaro delle loro proprietà, a causa del fatto  che ai commercianti e gli acquirenti è vietato entrare ad Ashraf e ancora la roadmap non dice nulla sulla rimozione di questo divieto. E questo nonostante i residenti siano stati obbligati a spendere più di $2 milioni di dollari di carburante negli ultimi cinque mesi, per far funzionare dei piccoli generatori dato che il Governo dell’Iraq non permette loro di acquistare il carburante sul mercato iracheno da quattro anni e quindi sono stati costretto ad importare carburante da altri paesi a prezzi più alti di diverse volte.
5. Questa roadmap è un chiaro tentativo di costringere i residenti a rinunciare alle loro davvero minime richieste umanitarie. Complessivamente 2000 residenti sono stati trasferiti in cinque gruppi, uno dopo l’altro, senza che le loro minime necessità umanitarie venissero soddisfatte, basandosi solo su promesse scritte o orali che dicevano che questi requisiti minimi sarebbero stati forniti con il prossimo gruppo, con continue violazioni di queste promesse.
Ora, con questa roadmap, Martin Kobler vuole ripetere ancora una volta lo stesso scenario per sfrattare forzatamente e trasferire alla prigione di Liberty i residenti rimasti, basandosi su false promesse e senza il soddisfacimento delle loro minime necessità umanitarie . In pratica, questo è lo stesso piano che il regime iraniano e i suoi collaborazionisti iracheni hanno orchestrato per costringere l’opposizione iraniana ad arrendersi alla dittatura iraniana di Tehran.
6. Questa roadmap è il risultato di un meschino accordo bilaterale tra il SRSG e la parte irachena, laddove qualsiasi roadmap dovrebbe risultare naturalmente, da colloqui trilaterali, e accettata sia dai residenti che dal Governo dell’Iraq, come dichiarato in diverse occasioni dal Segretario Generale dell’ONU. Che  strana roadmap è una che non contiene nessun accordo preciso né una scsdenza per la risoluzione delle questioni più importanti come quella dell’acqua, dell’elettricità, della vendita delle proprietà mobili ed immobili dei residenti, ed accordi e condizioni per l’evacuazione di Ashraf e la sua ispezione? Perché non si fa menzione delle questioni fondamentali come proibire il coinvolgimento del regime iraniano nel destino di questi dissidenti, la determinazione dello status legale e dei diritti dei residenti di Liberty ed una scadenza per il processo di determinazionae dello status di rifugiati in un posto noto come Luogo di Transito Temporaneo (TTL), che doveva durare solo pochi giorni, settimane o mesi? Perché non si fa cenno alla fine del crudele stato di assedio posto da quattro anni dagli iracheni sulle fondamentali necessità  umanitarie, che rappresenta una grave violazione di tutte le leggi internazionali? Perché ai residenti viene negato il loro diritto a svolgere lavori e attività imprenditoriali legali e gli viene negata ogni libertà di circolazione?
Sembra che questa roadmap abbia il solo scopo di evacuare Ashraf a qualunque prezzo e di ammassare i residenti in ambienti angusti nella prigione di Liberty qualunque siano le conseguenze per la loro salute e il loro benessere.
Come ha affermato nel suo rapporto al Consiglio di Sicurezza e di nuovo nel suo comunicato di ieri, Martin Kobler ripone le sue speranze nella “generosità dell’Iraq”. Le leggi internazionali, le leggi sui rifugiati, la Legge Umanitaria Internazionale, le leggi internazionali sui diritti umani, tutti i principi conosciuti delle Nazioni Unite e dell’UNHCR e il principio della Responsabilità a Proteggere, così tanto sottolineati dal Segretario Generale dell’ONU, vengono tutti ignorati e abusati dal SRSG.
7. L’utilità immediata di questa roadmap per il “generoso” Governo dell’Iraq, è stata che ha minacciato immediatamente e apertamente che agirà se i residenti non si arrenderanno a questa roadmap. (AFP 24 Luglio)
8. A prescindere dalle inesattezze, questa roadmap è piena di inganni scioccanti, falsità e affermazioni stravolte.
•Questa roadmap, che avrebbe dovuto guardare ai passi futuri da intraprendere, inizia invece col vantare il trasferimento dei 300 condizionatori d’aria degli stessi residenti, di 10 dei loro generatori e di ciò che era rimasto dei convogli 4 e 5, e che avrebbe dovuto essere trasferito più di due mesi e mezzo fa, e questo per arrivare alla conclusione che la maggior parte delle richieste dei residenti sono state soddisfatte.
E’ stato fatto per sembrare come se il “generoso” Governo dell’Iraq, che fino ad ora ha saccheggiato decine di milioni di proprietà del MeK e stritolato 22 residenti di Ashraf sotto i suoi veicoli blindati Humvee, avesse  fatto una donazione di 382 generatori e migliaia di condizionatori d’aria che in realtà appartengono interamente ai residenti. Se Martin Kobler non si aspettava nemmeno questo dal Governo dell’Iraq e lo considera frutto della “generosità” del GOI, allora prima di tutto deve riconoscere che non c’è governo della legge nel Paese, ma che è governato piuttosto dalla legge della giungla e del banditismo.
•Invece di sottolineare il diritto a costruire le strutture necessarie nel campo e le aree verdi che sono state concordate nel MOU e nelle lettere del SRSG, viene affermato: “Gli alloggi sono pronti …. Gli hotels sono pronti…..”.
•Riguardo alla questione dell’acqua, la roadmap fa sembrare come se il Governo dell’Iraq stia attualmente fornendo 200 litri d’acqua al giorno a persona e afferma:
“Il GOI continua a garantire 200 litri al giorno a persona a CH. Gli osservatori dell’ONU riferiranno giornalmente sulla fornitura d’acqua”.
Ignora deliberatamente il fatto che i residenti sono costretti a trasportare l’acqua a Liberty accettando enormi spese e aspettando ore in code lunghissime a 55°C, da una distanza di 12 kilometri e affrontando per questo terribili problemi.
9. Martin Kobler riceve regolarmente rapporti giornalieri sulla vita a Camp Liberty. Ad esempio il rapporto del 24 Luglio riguardante  l’acqua e gli altri requisiti umanitari è abbastanza illuminante:
“Nelle ultime 24 ore, con la rottura di un’altra stazione di pompaggio nella zona dell’aeroporto, le autobotti provenienti da altri settori della zona dell’aeroporto si sono riversate alla stazione di pompaggio utilizzata dai residenti. Perciò, tra le 02:00 e le 04:00 del mattino di oggi, orario in cui si pensava che i residenti potessero approfittare di un momento non congestionato alla stazione per portare l’acqua al campo, si sono trovati davanti dalle 16 alle 20 autobotti in coda. Oltre alla massacrante attesa alla stazione di pompaggio, oggi gli autisti delle autobotti sono stati costretti ad attendere un’ora-un’ora e mezza verso l’una del pomeriggio, l’ora più calda della giornata, al checkpoint del campo per avere il permesso di partire ed avere una scorta. Avevano dovuto anche aspettare 8 ore per riempire le loro autobotti. E tutto questo con una temperatura di oltre 56 gradi e nonostante gli autisti stiano digiunando in osservanza al rituale religioso di questo mese”.
– Oggi, gli osservatori dell’UNAMI hanno informato il rappresentante dei residenti che Sadeq, del Comitato del Primo Ministro, ha completamente respinto il piano per la realizzazione di portici fuori della zona residenziale per impedire che tempeste di polvere possano entrare nelle zone dove si trovano gli anziani ed in particolare i pazienti con problemi di asma. Ha chiesto ai residenti di realizzare un altro modello da fargli vedere e su cui decidere. Quindi, circa quattro mesi dopo che il progetto del portico è stato dato al rappresentante del GOI; dopo tutti gli andare e venire e i cambiamenti dei progetti e la costruzione del prototipo ….anche questo progetto non va da nessuna parte e Sadeq, come sempre, sta tormentando i residenti, proprio come in tutti gli altri progetti presentati dai residenti al Comitato e a Sadeq.
– Da Giovedi scorso, quando i residenti hanno richiesto il muletti promessi per spostare i carichi pesanti arrivati in 28 camion da Ashraf, il Comitato del Primo Ministro non ha ancora dato nessun muletto ai residenti. E questo nonostante, secondo i documenti trasmessi dall’UNAMI a tutto il mondo “… il GOI ha già reso disponibili due muletti che saranno manovrati da autisti iracheni. Gli autisti potranno essere forniti in qualsiasi momento dalle ore 08:00 alle ore 18:00. Il Goi fornirà un terzo muletto se necessario”. E’ ovvio che tutte queste vane promesse e questi impegni servono a mascherare l’opposizione del Goi al trasferimento di cinque muletti di proprietà dei residenti da Ashraf a Camp Liberty. E adesso, con questo caldo insopportabile, i residenti sono costretti a trasferire cose pesanti arrivate da Ashraf, come i condizionatori d’aria, a mani nude da un posto all’altro provocando ferite fisiche a molti residenti come accaduto finora.
– Oggi è il sesto giorno che gli agenti in borghese di Sadeq trattengono al checkpoint i semi per piante acquistati dai residenti, rifiutandosi di farli entrare. E questo nonostante i semi vegetali non pongano   problemi di sicurezza e non abbiano alcun duplice uso e non è chiaro perché i semi vengano trattenuti.

I residenti hanno ripetutamente chiesto al Comitato di presentargli una lista delle cose a loro proibite  in modo che possano saperlo prima; ciononostante, ogni volta con pretesti vari, il Comitato si rifiuta di dare questa lista ai residenti, così possono proibire arbitrariamente l’ingresso delle cose ogni volta che lo desiderano in un infinito schema di molestie e ritardi.
– Oggi è il 127° giorno che l’ingegner Bardia Amir Mostofian, un residente di Ashraf morto a seguito delle pressioni  esercitate dal GOI durante il suo trasferimento a Camp Liberty, è deceduto; e il GoI ancora si rifiuta di consegnare il corpo ai suoi parenti per la sepoltura”.
10. Il 23 Luglio, in due differenti lettere al Segretario Generale dell’ONU, i residenti di Campo Ashraf e Camp Liberty hanno ancora una volta reiterato la loro richiesta dei requisiti umanitari minimi che devono essere soddisfatti prima della continuazione del loro trasferimento da Ashraf a Camp Liberty (Comunicato del CNRI del 24 Luglio). Questi requisiti minimi sono solo parte delle ragionevoli e legittime richieste dei residenti di Ashraf, che sia loro che i loro rappresentanti stanno sollecitando dal Dicembre 2011. I residenti in passato hanno  coscienziosamente lasciato cadere alcune delle loro richieste sui loro diritti, su richiesta del  SRSG e del Rappresentante del Dipartimento di Stato americano. In ogni caso, nessuna roadmap è accettabile senza che i requisiti minimi vengano implementati e garantiti.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
25 Luglio 2012

 

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