mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Lo spregevole piano per il trasferimento dei residenti dei campi di Ashraf e Liberty in hotel con la mediazione dell’ambasciata del regime iraniano a Baghdad è il risultato della visita a Tehran di Faleh Fayyaz e Martin Kobler

 in risposta al fallimento del progetto sul TTL

La Resistenza Iraniana rivela i documenti per l’affitto dell’Hotel Yamamah a Baghdad da parte dell’ambasciata del regime iraniano dall’inizio del 2011, che ora porta il nome di “Organizzazione dell’Haj e pellegrinaggio dell’Iran” ed è controllato dal Ministero dell’Intelligence dei mullah

Sono ormai due mesi che il Consigliere per la Sicurezza Nazionale del governo iracheno, Faleh Fayyaz, e il Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU (SRSG), Ambasciatore Martin Kobler , in un piano d’azione che avevano offerto ai residenti dei campi di Ashraf e Liberty, parlano di hotel  “pronti ad accogliere i residenti rimasti”. Questo spregevole piano è il risultato della visita a Tehran di Fayyaz e Kobler. Ed intende mascherare il fallimento del piano sul TTL, un piano discutibile e oscuro fin dall’inizio per distruggere l’opposizione al regime iraniano.

1-La Resistenza Iraniana in un comunicato del 21 Febbraio 2012 dichiarava che: “…aveva ottenuto l’accesso a documenti interni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane (IRGC), i quali mostrano che l’ufficio del Primo Ministro iracheno ha dato assicurazione alla Forza Quds e all’Ambasciatore del regime iraniano a Baghdad che, dopo il trasferimento del primo gruppo da Ashraf a Liberty, i membri dell’OMPI saranno paralizzati. Questo documento scioccante, che non lascia alcun dubbio che il progetto del trasferimento dei residenti di Ashraf a Liberty, serva a perseguire gli obbiettivi e le intenzioni del regime dei mullah e mira a distruggere la legittima opposizione democratica a questo regime”.

Questo documento afferma che: “Noi (il governo iracheno) poniamo le nostre condizioni ai membri dell’organizzazione e vogliamo che loro alla fine vi si sottomettano…. In molti casi le Nazioni Unite giustificano le condizioni irachene e chiedono ai membri dell’OMPI di accettarle. Perché Liberty è solo un luogo di transito e il loro soggiorno là sarà breve”.
Secondo su questo documento il Governo dell’Iraq si lamenterebbe che “non tutte le missioni delle Nazioni Unite sono in totale accordo con il Governo dell’Iraq. In ogni caso, il SRSG Kobler in particolare, concorda cone le richieste del governo iracheno. Noi riteniamo che egli non voglia opporsi al governo iracheno e complicare le sue relazioni con il governo iracheno per il bene dell’OMPI”. L’OMPI ha sollevato alcune richieste “Noi mostriamo una reazione positiva a queste richieste per collaborare con le Nazioni Unite, ma queste richiese non verrano mai accordate. Il governo iracheno e i suoi negoziatori hanno solo accettato di discutere le questioni minori e meno importanti. Le questioni che non hanno gravi implicazioni in questa situazione, come nell’ambito delle visite mediche o delle delegazioni, che sono questioni molto meno importanti. Il Governo dell’Iraq reagirà decisamene ad alcune delle richieste poste dai residenti … il nuovo campo dovrà basarsi sulle necessità del governo iracheno e non sulle necessità dei membri dell’Organizzazione. Il governo iracheno non cederà sulle questioni principali”.

2- Faleh Fayyaz, dopo il suo ritorno dall’Iran, in un’intervista con la televisione ufficiale irachena il 24 Aprile 2012 ha detto: “Martin Kobler, Rappresentante Speciale per l’Iraq del Segretario Generale dell’ONU, ha discusso nei dettagli con le parti irachena e iraniana, attraverso l’Ambasciata Iraniana e altri canali di comunicazione con l’Iran, allo scopo di fornire i requisiti per l’implementazione dell’intesa concordata  tra lui e l’Iraq di chiudere Campo Ashraf e porre fine alla presenza di questa organizzazione sul territorio iracheno. I colloqui hanno riguardato i meccanismi e il ruolo dell’Iran in ciò che deve essere fatto per risolvere questa questione …..”.

3- Due giorni dopo il trasferimento del 5° convoglio di residenti a Liberty, Martin Kobler è partito per l’Iran. Il Comitato Internazionale “In Search of Justice” (ISJ), che comprende oltre 4000 parlamentari di diversi paesi del mondo, in una lettera a Ban Ki-moon il 24 Maggio scriveva: “Il recente viaggio a Tehran del SRSG Martin Kobler, il suo elogio per il ruolo del fascismo religioso al governo in Iran, nella sicurezza dell’Iraq, e i rapporti ricevuti sul suo incontro con il Ministro dell’Intelligence dei mullah riguardo all’OMPI, ci ha scioccati. Siamo al corrente che egli intendeva visitare l’Iran già da qualche tempo e che il regime iraniano gli ha concesso il visto per entrare in Iran solo dopo il trasferimento del quinto convoglio di residenti di Ashraf a Liberty”.

In un altra lettera al Segretario Generale dell’ONU del 12 Giugno, ISJ ha ripetuto:
Martin Kobler “in pratica ha ricevuto il suo visto dopo che i due terzi dei residenti sono stati trasferiti”.

4- Il 31 Maggio, Kobler e George Bakoos, il consigliere politico di Maliki, si sono incontrati con i rappresentanti dei residenti di Liberty. Il consigliere di Maliki in risposta alle rimostranze dei residenti ha suggerito ai 1200 residenti rimasti ad Ashraf, di andare in un hotel e che lui avrebbe garantito che tutte le loro richieste sull’acqua, l’elettricità, il cibo e i servizi medici sarebbero state soddisfatte giorno e notte. Kobler, che secondo le sue stesse dichiarazioni è rimasto sorpreso dall’offerta, ha appoggiato l’idea e ha detto che i residenti del quinto convoglio che si erano lamentati del mancato trasferimento dei loro beni, del ritorno ad Ashraf dei veicoli di servizio e che stavano cercando anche loro di tornare ad Ashraf, potevano invece andare in hotel.
I rappresentati di Liberty hanno definito immediatamente questo piano un complotto del regime iraniano, organizzato in risposta al fallimento del progetto del TTL. Hanno chiuso l’incontro e stavano per uscire, ma Kobler li ha pregati di restare e di continuare i colloqui. Bakoos ha detto a Kobler che l’idea dell’hotel poteva essere accantonata e che era solo un suggerimento.
5- A seguito di ciò, il rappresentante dei residenti fuori dall’Iraq ha scritto a Kobler il 3 Giugno: “Sono rimasto sconcertato dalla proposta apparentemente spontanea da parte sua e del rappresentante del GoI, di trasferire tutti i residenti e i disabili negli hotel di Baghdad, lanciata nell’incontro che era stato organizzato per rivedere gli continui problemi infrastrutturali di acqua, elettricità, fognature ecc. a Camp Liberty. Ma nella sua nota, lei ha ignorato la parte principale della risposta fornita dai rappresentanti dei residenti. Loro hanno risposto a questa proposta dicendo che questo piano non è nuovo, viene perseguito dal regime iraniano da tre anni allo scopo di annientare i residenti ed era già stato studiato dal regime, per coloro che vogliono tornare in Iran”.

Il rappresentante dei residenti nella sua lettera a Kobler ha aggiunto:
“Considerando l’antecedenza della questione dell’hotel, l’averla sollevata all’incontro del 31 Maggio fà venire in mente che questo piano sia stato ideato da Tehran e dal regime dei mullah. Lei è certamente al corrente della situazione dell’Hotel Mohajer, che è stato trasformato in un ufficio del Ministero dell’Intelligence Iraniano (MOIS). Il GoI vi ha ospitato quelli che hanno lasciato Ashraf negli anni passati consegnandoli praticamente nelle mani dell’Ambasciata Iraniana a Baghdad e ad agenti del MOIS come, Haj Ali Navidi, Naseri e Nobakhti, tutti scoperti da noi negli anni scorsi. Questo piano intendeva costringere le persone a ritornare in Iran e a collaborare con la Gestapo dei mullah.
Ad ogni modo, il piano di trasferire i residenti in hotel, mostra molto bene che il TTL è un progetto fallito e questo è ciò che avevamo scritto a lei e al UNSG qualche tempo fa. Dovrebbe ricordare in particolare che, quando ha firmato il MoU, lei ha cancellato il periodo di tempo di 6 mesi stabilito per il TTL nella bozza iniziale, e lo ha fatto perché questo era il desiderio del GoI”.

6- Secondo documenti e rapporti provienti dall’interno del regime iraniano, all’inizio di Luglio, Kobler ha ordinato all’UNAMI di Baghdad di affittare tutto l’Hotel Yamameh. Questo hotel era stato citato dal Consigliere iracheno per la Sicurezza, come un altro TTL, nel Memorandum di  Intesa firmato da Kobler.
Dall’inizio del 2011, con un contratto ufficiale, questo hotel fu affittato dall’ “Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran a Baghdad – Consiglio del Commercio”. Il contratto che riporta la firma della “Repubblica Islamica dell’Iran – Ministro del Commercio – Consiglio del Commercio – Baghdad” è stato firmato per un anno da uno degli agenti del MOIS (Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza dell’Iran), Mehdi Nejatnia, con un’enfasi che si può riconoscere. (il documento è allegato e comprende una copia di un accordo con l’Hotel Yamameh di Baghdad, riportante l’emblema della Repubblica Islamica – Ministero del Commercio – Consiglio del Commercio – Iraq – Baghdad).
Questo hotel è ancora affittato alla “Organizzazione Pellegrinaggi dell’Iran” come copertura del MOIS.
Secondo i rapporti provenienti dall’interno del regime iraniano, l’UNAMI ha proposto un prezzo superiore per un anno di affitto di questo hotel per sistemare 400 membri dell’OMPI e per incoraggiare gli iracheni a passare dal contratto con la Organizzazione Pellegrinaggi, ad un nuovo contratto con l’UNAMI.

Dichiarando il suo massimo disgusto per questo piano vergognoso che è solo in favore del fascismo religioso al governo in Iran, la Resistenza Iraniana chiede al Segretario Generale dell’ONU di mettere in guardia l’UNAMI sul suo ruolo in questo tipo di complotti e azioni vergognose, e di obbligarlo a garantire le minime necessità umanitarie a Camp Liberty.
Questi obblighi e requisiti minimi non soddisfatti, fondamentali prima di qualunque ulteriore trasferimento di convogli da Ashraf a Liberty, come indicato nel comunicato del CNRI datato 15 Luglio, comprendono:
1. Allacciare Liberty alla rete idrica cittadina o trasferire da Ashraf l’attrezzatura necessaria per pompare acqua da un fiume a 150 metri da Liberty;
2. Trasferire tutti i generatori di corrente presenti ad Ashraf, in particolare i sei principali;
3. Trasferire a Camp Liberty i sei veicoli di servizio (per acqua, liquami e carburante), che appartenevano al quinto convoglio;
4. Trasferire i veicoli speciali per i disabili;
5. Trasferimento di cinque muletti per trasportare carichi pesanti che ora vengono portati a mano e a spalla dai residenti;
6. Trasferimento di cinquanta veicoli per trasporto passeggeri o, in alternativa, un numero adeguato di autobus per 2000 persone. (In precedenza sono stati trasferiti trenta veicoli per 1200 persone);
7. Permesso di costruzione a Liberty, compresa la realizzazione di marciapiedi, portici, tende da sole, rampe, strutture speciali per i disabili e aree verdi;
8. Per risolvere la questione della vendita delle proprietà mobili ed immobili, permettere ai commercianti o eventuali compratori, di avere accesso ad Ashraf.
● Bisognerebbe ricordare che il Governo dell’Iraq si rifiuta di restituire due containers con gli effetti personali dei convogli 4 e 5, del valore di $120.000, confiscati tre mesi fa. Tutti questi beni sono legali e civili e moltissimi verranno distrutti dalla temperatura di 50°C a cui sono mantenuti.

Il 23 Luglio, migliaia di parlamentari della Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa e dei parlamenti di 46 paesi di 5 continenti, hanno rilasciato un comunicato mettendo in guardia contro la trasformazione di Camp Liberty in una prigione, sottolineando che:
“Noi abbiamo esplicitamente sollecitato il Governo degli Stati Uniti, l’Unione Europea e le Nazioni Unite a prendere iniziative allo scopo di soddisfare queste minime richieste e di astenersi dal risolvere i problemi a spese dei residenti, come accaduto in passato. Qualunque soluzione basata su un tale approccio sarebbe insostenibile ed incoraggerebbe solo il regime iraniano e il governo iracheno a ricorrere alla violenza e ad accrescere la violazione dei diritti dei residenti”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
24 Luglio 2012
 

 

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