mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Struan Stevenson condanna le violenze in Iran e Iraq

Il Presidente della “European Iraqi Freedom Association (EIFA)” ha condannato l’ingerenza iraniana in Iraq e le enormi violazioni dei diritti umani in entrambi questi paesi. 

Struan Stevenson ha criticato gli Stati Uniti per aver compiaciuto il regime iraniano sulle violazioni dei diritti umani, ed ha elogiato la leader della Resistenza Iraniana, Maryam Rajavi, e la sua “versione democratica e tollerante dell’Islam”, che può avere un ruolo cruciale nell’isolare il regime iraniano.

Durante una conferenza a Bruxelles in occasione della Giornata Internazionale per i Diritti Umani Stevenson ha detto: “Non tutti i giorni è la Giornata per i Diritti Umani in Iran e Iraq. Per troppo tempo la comunità internazionale è rimasta in silenzio di fronte alle violazioni dei diritti umani in Iraq e in Iran.

“Maliki ha usato la scusa di combattere una guerra contro il terrorismo per assicurarsi il controllo del potere e l’Occidente ci è cascato.

“Quando Maliki è salito al potere, passo dopo passo il suo governo si è allontanato da Washington e si è avvicinato a Tehran. Un chiaro segnale di questo è stato l’atteggiamento di Maliki verso la principale opposizione iraniana, i membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK).

“3500 membri del PMOI avevano vissuto in Iraq per quasi 25 anni. Dal primo giorno seguente alla caduta di Saddam, Tehran ha cospirato per massacrare i suoi acerrimi nemici e per per distruggere Ashraf, ed in Nouri al-Maliki ha trovato uno strumento disponibile”.

“Il risultato, prevedibile, si è concretizzato nella forma di sei brutali massacri avvenuti tra il 2009 e il 2013. Avevamo avvertito gli U.S.A., l’ONU e l’UE tante e tante volte che questi massacri sarebbero avvenuti. Ma le nostre grida sono cadute nel vuoto”.

Ed ha aggiunto: “La versione democratica e tollerante dell’Islam del PMOI e di Maryam Rajavi può avere un ruolo cruciale nell’isolare il regime iraniano e la sua ideologia islamica distorta in Iran”.

E dell’Iraq ha detto: “Ha una storia spaventosa in fatto di diritti umani e ora è al terzo posto solo dopo la Cina e il vicino Iran per il numero di persone giustiziate. Nonostante gli enormi introiti derivanti dal petrolio, lo stipendio pro-capite è di soli 1000 dollari l’anno, il che lo rende uno dei paesi più poveri al mondo”.

“La situazione per le donne in Iraq è tragica. Le donne subiscono stupri, aggressioni e violenze. L’Iraq ha 5 milioni di vedove e 5 milioni di orfani, ma solo 120.000 di essi ricevono aiuto dallo stato.

“Il mondo guarda ora ad Haider al-Abadi perché prenda il controllo e ripristini l’ordine in Iraq. Deve epurare dall’esercito i mercenari iraniani e tutti quelli reclutati da Maliki in base alla sua politica settaria, reintegrare ufficiali patrioti e trasformarlo in un esercito professionale e nazionale.

“Il nuovo Primo Ministro dovrà anche rivelare al popolo iracheno i nomi di coloro che hanno compiuto esecuzioni, massacri, bombardamenti e attacchi missilistici contro gente innocente e i responsabili della povertà e della corruzione di stato. Tutti dovranno risponderne di fronte ai tribunali. Deve ristabilire l’indipendenza della magistratura, rimuovere quelli che hanno trasformato il sistema giudiziario iracheno in uno strumento politico maneggiato da Maliki. Deve anche arrestare ed incriminare gli autori dei sei massacri a Campo Ashraf e Camp Liberty”.

 

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