venerdì, Gennaio 27, 2023
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Iran: Secondo la legge e la sentenza della Corte non è il caso di collegare l’inserimento nella lista terroristica i Mojahedin del Popolo con l’abbandono di Ashraf

Se le più elementari richieste umanitarie dei residenti di Ashraf verranno esaudite, i restanti si trasferiranno a Liberty 

Non c’era e non c’è alcun equivoco sulla facoltà del segretario del Dipartimento dello Stato nel reinserimento nella lista 

 Ciò che ha causato il trasferimento delle successive colonne da Ashraf è la mancanza delle  risposte ai bisogni umani elementari denunciati. Dall’anno scorso le centinaia di comunicati  non riguardano affatto la sentenza della Corte. Se il Dipartimento di Stato intende collegarli, deve insistere sugli standard internazionali calpestati continuamente dal governi iracheno. Ammonire e collegare continuamente l’abbandono di Ashraf con il depennamento dalla lista terroristica da parte del Dipartimenti di Stato, che omette i diritti umani dei Mojahedin di Ashraf e Liberty, non ha alcuna base legale ed è inaccettabile. Se non fosse così, la Corte d’Appello di Washington l’avrebbe considerato. Non c’era e non c’è alcun equivoco sulla facoltà del segretario del Dipartimento dello Stato nel reinserimento nella lista. La Segretaria può reinserire oggi stesso e i Mojahedin del popolo potranno presentare la denuncia domani e sfidare la decisione della Segretaria. Se il Dipartimento di Stato avesse avuto documenti o validi motivi, così come riporta la sentenza della Corte, non avrebbe causato un “grave ritardo” di 600 giorni, e non avrebbe indugiato nel reinserimento.
 

La designazione del MEK, come riconosciuto da numerosi  legislatori e funzionari statunitensi, fu di natura politica e concepita per compiacere la dittatura religiosa che governa l’Iran. Un alto funzionario dell’Amministrazione Clinton dicharò al Los Angeles Times nell’Ottobre 1997 che la designazione del MEK fu intesa come un “gesto di buona volontà” verso il regime iraniano. La presenza del MEK nella lista è proseguita come conseguenza di questa politica. Esiste un vasto consenso bipartisan tra i legislatori e i funzionari statunitensi sul fatto che questa designazione sia stata la causa della repressione del MEK in Iran e del massacro dei residenti di Ashraf in Iraq.

I residenti e la leadership di Campo Ashraf hanno detto  e ribadito più volte che se  verranno forniti i minimi mezzi di sostentamento necessari, loro si trasferiranno immediatamente a Liberty. Questi requisiti umanitari sono basati sul Memorandum di Intesa che l’Iraq ha firmato con le Nazioni Unite e che il Segretario Clinton, nel suo comunicato del 25 Dicembre, ha appoggiato. Il governo iracheno ha ripetutamente violato questo Memorandum. Malauguratamente, il governo degli Stati Uniti è rimasto in silenzio di fronte a queste violazioni.

Il Vice-Presidente del Parlamento Europeo ha compilato una lista di queste necessità umanitarie dopo aver tenuto molti meeting con i rappresentanti dei residenti ed illustri personalità politiche internazionali.
Si riportano di seguito:
1. Trasferimento di 300 condizionatori d’aria da Ashraf a Liberty
2. Trasferimento di tutti i generatori elettrici, che sono attualmente a Campo Ashraf, a Camp Liberty. Se ci dovesse essere qualche disputa sulla proprietà dei generatori, potrà essere risolta in futuro.
3. Trasferimento di 25 camion contenenti i beni lasciati dal quarto e dal quinto convoglio e di sei veicoli di servizio sui quali c’era già stato un accordo.
4. Trasferimento di cinque muletti da Ashraf a Liberty per movimentare i beni dei residenti.
5. Trasferimento di tre veicoli e sei roulotte appositamente realizzate per i disabili.
6. Trasferimento di 50 autoveicoli per trasporto passeggeri, intendendo un’automobile ogni  40 persone.
7. Permesso di costruzione, compresa la realizzazione di marciapiedi, portici, tendoni, rampe, strutture speciali per i disabili e aree verdi.
8. Allacciamento  per Liberty alla rete idrica di Baghdad. In alternativa ai residenti dovrà essere permesso di ingaggiare ditte irachene per fornire l’acqua a Liberty da un canale vicino e purificare l’acqua.
9. Consentire l’accesso ad Ashraf a commercianti o acquirenti  per contrattare ed acquistare le proprietà mobili nel più breve tempo possibile e  poter pagare anticipatamente ed iniziare i pagamenti parziali ai residenti prima della ripresa del trasferimento del prossimo convoglio.
10. Iniziare le trattative tra i residenti, i loro rappresentanti finanziari e il Governo dell’Iraq per vendere i beni e le proprietà immobili, o e con terze parti (il governo iracheno dovrà dare il permesso) per la firma degli accordi necessari. I pagamenti parziali dovranno essere fatti prima del trasferimento. Almeno 200 residenti rimarranno ad Ashraf per occuparsi della manutenzione delle proprietà fino a che non siano state completamente vendute.
Tutte queste voci rientrano nel quadro del Memorandum e nessuna di esse rappresenta un lusso. E’ disumano che, invece di appoggiare queste minime richieste, qualcuno voglia rifiutarle.

Prima che il quinto gruppo di residenti partisse da Ashraf, gli Stati Uniti diedero assicurazione che l’Iraq aveva promesso “di trasportare alcune auto di servizio e roulottes per i disabili; ….. di allacciare l’acqua e l’elettricità di Camp Liberty alle reti irachene; di essere  d’accordo, in linea di principio, a trasportare alcuni generatori ed di [assicurare] lo svolgimento della vendita delle proprietà mobili e legali”. Tutto questo non si è mai concretizzato. Ciò che è peggio, è che con un atto di banditismo, sei veicoli di servizio che accompagnavano il convoglio non sono arrivati mai a Liberty, essendo stati dirottati a metà strada.

L’Ambasciatore Fried dice che le necessità del MEK, come il trasferimento delle auto private a Liberty, non sono fondamentali.

E’ vergognoso che l’Ambasciatore Fried neghi esplicitamente il diritto di proprietà ai residenti di Ashraf sui loro beni. Secondariamente, i residenti hanno richiesto di trasferire solo il cinque per cento dei loro veicoli a Liberty, cioè un auto ogni 40 persone. Queste automobili, specialmente con una temperatura di 55° c, non sono necessità fondamentali umanitarie? Queste automobili sono necessarie per i 1000 residenti feriti e disabili che sono stati feriti negli attacchi  del Luglio 2009 e dell’Aprile 2011 mentre le forze americane assistevano immobili.

Non è chiaro come mai, parallelamente all’ambasciatore del regime iraniano in Iraq, questi due funzionari del Dipartimento di Stato stiano spingendo per l’attuazione della ridicola scadenza del 20 Luglio, per sfrattare 1.200 esseri umani inermi, con temperature di 55°c e alla vigilia del mese del digiuno. Nessuna delle 10 succitate voci è stata rispettata. Non appena lo saranno, tutti i residenti si trasferiranno a Liberty.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
7 luglio 2012

 

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