mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Reporters Without Borders: “L’Iran è una delle più grosse prigioni del mondo per i giornalisti”

Mercoledì 26 Aprile Reporters without Borders ha riferito che l’Iran continua ad essere una delle cinque più grosse prigioni per gli attivisti dei media e che Khamenei è ancora sulla lista dei nemici della libertà di stampa.

Il rapporto indica che il regime iraniano ha arrestato decine di giornalisti e di web bloggers con le presunte accuse di “atti contro la sicurezza nazionale” e persino “corruzione morale”.

A causa delle orribili condizioni carcerarie e del fatto che ai detenuti vengono negate le cure mediche, molti prigionieri di coscienza e giornalisti devono ricorrere allo sciopero della fame per chiedere il rispetto dei loro fondamentali diritti. Per questa ragione, almeno dieci giornalisti hanno rischiato la vita nel corso dell’ultimo anno.

Secondo Reportes Without Borders, la libertà dei media fu una delle prime richieste della rivoluzione che cacciò lo Scià e portò al potere nel 1979 l’ayatollah Khomeini, ma questa è una promessa che non è mai stata mantenuta. I media sono per la maggior parte sotto lo stretto controllo del regime islamico e non c’è stata nessuna attenuazione della persecuzione dei giornalisti indipendenti, dei giornalisti locali e dei mezzi di comunicazione. Gli operatori dei media sono costantemente esposti ad intimidazioni, arresti arbitrari e a lunghe pene detentive, imposte dai tribunali rivoluzionari alla fine di processi ingiusti. Nonostante un certo miglioramento nelle sue relazioni internazionali, l’Iran continua ad essere una delle cinque più grosse prigioni del mondo per gli operatori dei media.

 

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