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Nuove Misure del Governo Iracheno per Trasformare Liberty in una Prigione, Violazione delle Leggi Internazionali e del Memorandum di Intesa

Il blocco di ingresso al cibo imposto a Liberty e il divieto al trasferimento di un gruppo di residenti presso l’UNHCR per le interviste in programma
Il governo dell’Iraq, per conto del regime iraniano, sta prendendo nuove misure per trasformare Camp Liberty in una prigione ed imporre restrizioni ai residenti del campo.

Campo Liberty-No 44

1. Domenica 18 Giugno, le forze irachene al comando di Mohammad Kazim Sadeq, hanno bloccato un veicolo dell’UNHCR che portava alcuni residenti presso la vicina sede dell’agenzia per le interviste e li ha fatti ritornare a Liberty. Questa disposizione è basata sul MoU firmato dal Governo dell’Iraq ed è proseguita negli ultimi 140 giorni. E tutto questo nonostante l’UNHCR abbia ripetutamente dichiarato durante l’anno passato che i residenti di Ashraf e Liberty sono “richiedenti asilo” e “beneficiari” che godono dei diritti e della protezione internazionale. Interferire in questo processo in presenza dell’UNHCR è una sfida insolente alle leggi internazionali sui rifugiati ed una grave violazione del MoU.
2. Sono 20 giorni che le forze irachene stanno imponendo ai residenti di Liberty un blocco senza preavviso all’ingresso del cibo. In questo lasso di tempo, dopo i ripetuti interventi delle Nazioni Unite, solo un carico di cibo ha avuto il permesso di entrare nel campo. Tutta la mole di cibo contenuta in questo carico, dopo essere stata 11 giorni all’aperto con una temperatura di 50°C (130°F), è marcita ed è divenuta inutilizzabile.
Da Martedi 13 Giugno le forze irachene, a dispetto degli accordi presi tra i rappresentanti delle Nazioni Unite e il Comitato del Primo Ministro iracheno incaricato della repressione dei residenti di Ashraf, impediscono ad un  camion di cibo l’ingresso al campo. Questo camion trasporta farina, riso, fagioli e olio per il valore di oltre 70.000 dollari. Anche dopo che gli iracheni avevano raggiunto un accordo con i rappresentanti delle Nazioni Unite per permettere al camion di entrare nel campo, Sadeq lo ha impedito. Ha detto che tutti i sacchi dovevano essere scaricati uno ad uno dal camion per poterne ispezionare attentamente il contenuto.
Scaricare 20 tonnellate di cibo con il caldo e poi ricaricarle nel camion, senza l’uso di attrezzi come un muletto, dovrebbe essere considerato come lavoro forzato e distruggerà il cibo con le attuali condizioni atmosferiche. I rappresentanti dell’UNAMI hanno ripetutamente sottolineato agli iracheni che c’è abbastanza spazio nel camion per le ispezioni e non c’è alcun bisogno di scaricarne il contenuto. Inoltre il carico era stato già ispezionato al confine nel passaggio alle dogane, e poi a Liberty dalle unità cinofile e da apparecchi scanner e sonar. In realtà non c’è bisogno di ispezionarlo di nuovo. Ma queste spiegazioni sono inutili dato che queste ispezioni intendono solo ostacolare e torturare i residenti.
Dall’8 Luglio, gli agenti in borghese di stanza a Liberty, le cui identità non sono note e la cui missione è quella di tormentare i residenti, hanno iniziato ad indossare uniformi fingendo di far parte delle truppe regolari. Sono stati piazzati nel campo dal 2 Giugno e sono le stesse forze coinvolte nelle disumane torture psicologiche dei residenti nei tre anni e mezzo passati, e che sono in contatto diretto con le forze Quds iraniane.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
9 Luglio 2012

 

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