di Dott. Sandro Sabatini
Di primissimo piano sono state le personalità internazionali che sono intervenute coraggiosamente a sostegno della Resistenza e del Presidente Eletto Maryam Rajavi, donna di grandissimo carisma e molto amata dal suo popolo. Infatti vi erano delegazioni provenienti da tutto il mondo (molte decine di loro hanno ricoperto ruoli di primissimo piano nei governi e nei parlamenti Usa ed europei) e di Istituzioni importanti quali il Parlamento Europeo. Tra gli ospiti è stato molto apprezzato il discorso del sindaco Rudolph Giuliani, il quale ha sostenuto la richiesta del Presidente Rajavi di cancellare i Mojaheddin del Popolo dalla lista dei terroristi in virtù di una storica sentenza internazionale in tal senso, così come ribadito da molti altri ospiti illustri, criticando apertamente i tentennamenti del Presidente Usa Barack Obama e del Segretario di Stato Hillary Clinton. L’intervento più sentito è stato quello del Presidente Maryam Rajavi, il cui grido di libertà è risuonato in tutto l’Iran grazie alla diretta televisiva che ha portato la sua voce ed il suo volto nelle case degli iraniani, mettendo in serissima difficoltà il regime degli ayatollah. Infatti la stampa e le tv internazionali hanno dato molto risalto alla manifestazione di Villepinte. In Italia ne hanno parlato il principale quotidiano, il Corriere della Sera e la Tv di Stato ha mandato in onda un’intervista al vicepresidente del Senato, Sen. Emma Bonino, uno degli oratori più applauditi dai resistenti iraniani, la quale a Villepinte ha criticato fortemente la mancanza decisionale del Segretario di Stato Usa in merito alla questione iraniana.
L’indomani il candidato presidenziale Usa Newt Gringrich, impossibilitato a partecipare alla manifestazione di Villepinte per un problema di volo aereo, ha portato il suo saluto al Presidente Rajavi ed al popolo iraniano, significando come oramai tutto il mondo consideri la Resistenza iraniana quale unico interlocutore ed alternativa valida all’attuale regime sanguinario di Khamenei e Ahmadinejad.
Mi ha colpito molto la dignità dei resistenti e della loro sofferenza che viene mantenuta nei limiti della loro sfera privata. Molti di loro non hanno più notizia dei figli, spersi da qualche parte tra Ashraf e Camp Liberty. La loro dignità è di esempio per tutti.
Personalmente è stato un grandissimo onore conoscere la Presidente Eletta dell’Iran Maryam Rajavi ed essere ricevuto, insieme al Maestro Reza Olia, dalla Signora Aziz Rezai, uno dei simboli più conosciuti della lotta della Resistenza per la libertà di tutto il popolo iraniano, la madre dei cosiddetti “Fratelli Cervi iraniani”. I suoi racconti sulla situazione iraniana e dei suoi difficili incontri con Khomeini sono stati molto toccanti ed esemplificativi del dramma del suo popolo.
Voglio ringraziare il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana per l’invito rivolto a me e a mio fratello e per il bellissimo rapporto umano instaurato con molti di loro. Mi auguro che le attuali condizioni geopolitiche ed il sempre più espresso sostegno internazionale alla Resistenza possano permettere un radicale cambio di regime in Iran, ormai non più procrastinabile soprattutto in virtù del pericolo nucleare; di sicuro gli uomini della Resistenza sono pronti ad assumersi importanti responsabilità storiche e di governo.
Roma, lì 26 giugno 2012. Dott. Sandro Sabatini
