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Maryam Rajavi: il ruolo chiave delle donne nella Resistenza Iraniana è il risultato della complessa e costante lotta intrapresa contro la più malvagia tirannia del mondo

CNRI – In una conferenza senza precedenti tenutasi a Parigi il 10 Marzo 2012, donne accorse da diversi continenti, hanno invocato l’appoggio per le donne che si sono sollevate nel mondo arabo a lottare contro la tirannia e il fondamentalismo e anche per le donne della Resistenza Iraniana a Campo Ashraf e Camp Liberty in Iraq che stanno affrontando delle gravi minacce. Questa conferenza si è tenuta nel momento in cui un secondo gruppo di 400 residenti di Ashraf, si è trasferito a Camp Liberty in Iraq. Il discorso di Mrs. Maryam Rajavi – Giornata Internazionale della Donna – Parigi

Cari Amici,

Mie care sorelle,

sono felice di avervi qui a questa conferenza nella Giornata Internazionale della Donna e di vedere una tale prestigiosa riunione di rappresentanti elette di diverse nazioni, pensatori, difensori del movimento per l’uguaglianza e difensori dei diritti umani.

La presenza delle mie sorelle dell’Afghanistan, della Giordania, della Palestina, del Marocco, della Siria, dell’Italia, della Germania, del Regno Unito, Canada, di Stati Uniti e Francia rende questa conferenza più produttiva.

La Giornata Internazionale della Donna riporta alla mente la lotta e la determinazione delle donne.

Quindi, prima di tutto, ci dobbiamo congratulare con le donne che oggi, proprio in questo momento, sono impegnate nella lotta.

Perciò, mi congratulo con le mie care sorelle che si trovano negli epicentri della rivolta, intrisi del sangue del popolo della Siria, ad Homs e Baba Omar, Rastan e Der’a, gli stupefacenti palcoscenici di una eroica resistenza di fronte ad un “crimine contro l’umanità”.

Quest’anno le Nazioni Unite, in maniera molto appropriata, hanno nominato la Giornata Internazionale della Donna la “Giornata delle Donne Siriane”.

Quindi alziamoci tutti e applaudiamo per un minuto in segno di solidarietà e per lodare il sacrificio delle donne in Siria.

Salutiamo anche le donne coraggiose di Tunisia, Egitto, Libia e Yemen.

E salutiamo le donne di Ashraf che hanno resistito all’attacco degli Humvee iracheni e dei carri armati a mani nude l’8 Aprile 2011. Onoriamo Saba, Asyeh, Shahnaz, Marzieh, Fatemeh, Fa’ezeh, Mahdiyeh e Nastaran, che sono state assassinate a sangue freddo dai militari iracheni invasori.

E salutiamo le donne insorte e che stanno resistendo nelle prigioni di Khamenei in Iran, ad Evin, Gohardasht, Vakil Abad, Sanandaj, e Orumiyeh.

E salutiamo le mie giovani figlie in tutto l’Iran che stanno gettando le basi della rivolta per la libertà.

Care Amiche,

negli scorsi 11 mesi, secondo fonti internazionali, almeno 300 coraggiose donne siriane e più di 500 bambini sono stati assassinati dalla dittatura di Assad.
Le donne, gli uomini e i bambini in Siria stanno lottando con le unghie e con i denti contro questa alleanza tra il male e le tenebre.

L’asse di questa sinistra unione è la dittatura religiosa al governo in Iran, che è terrorizzata dell’espadersi delle rivoluzioni, specialmente dal popolo della Siria che sta lottando per guadagnarsi la libertà. Questo perché la caduta di Assad distruggerebbe l’alleanza dei mullah in quella regione. Distruggerebbe anche l’equilibrio di potere all’interno del regime iraniano a scapito di Khamenei.

E, similmente alla rivolta del 14 Febbraio dell’anno scorso in Iran, prepara una base adeguata per lo scoppio delle rivolte a Tehran e in altre città.

 Questo in particolare perché la caduta del regime siriano creerà uno scisma che si estenderà fino al regime di Khamenei.

Care Amiche,

le primavere del Medio Oriente e del Nord Africa mostrano il desiderio di libertà e uguaglianza delle nazioni in queste regioni. Questi movimenti sono scaturiti da un conflitto di base.

In realtà, per il progresso e l’evoluzione, le società in quella parte del mondo, richiedono una serie di relazioni basate sulla libertà e sulla democrazia. Quindi, le dittature in declino, che non sono in grado di governare senza la repressione e il terrore, hanno bloccato il loro cammino.

Come ha detto il leader della Resistenza Iraniana Massoud Rajavi: “Il cammino verso la crescita industriale e il capitalismo in questi paesi, senza libertà politiche – indispensabili per il cammino verso lo sviluppo economico e sociale –  è arrivato ad un punto morto. Il regime fondamentalista e pre-capitalista in Iran si trova di fronte a questo impasse da più tempo degli altri, per questa ragione gli allarmi sul suo rovesciamento sono iniziati a risuonare”.

Devo sottolineare che questi movimenti, per loro natura ed essenza, sono anti-fondamentalisti. Ciononostante, con il rovesciamento delle tirannie, corrono  il rischio di essere portati fuori strada dal fondamentalismo.

Per distruggere la Primavera Araba, i mullah attendono dietro le quinte con il sinistro motto di “risveglio islamico”. Ed è ancora più vero in questo caso, perché in Iran i mullah sono giunti all’impasse e per mantenere il potere hanno bisogno di prendere in ostaggio le sorti della Primavera Araba.

Per questa ragione, molti cautamente si chiedono se queste rivoluzioni culmineranno con l’ascesa al potere dei fondamentalisti come è accaduto in Iran 33 anni fa. E le donne, che hanno preso parte alle rivolte così coraggiosamente, risulteranno le maggiori perdenti?

Il destino ultimo delle nostre nazioni non è altro che dittature e teocrazie?

La lotta per il cambiamento e il movimento per la libertà è arrivata ad un punto morto?

No. Non lo sarà mai.

Perché?

Perché oggi noi abbiamo una risposta. Una risposta che si presenta come una svolta per la libertà e l’uguaglianza. E’ una alternativa che guida la società verso un progresso e uno sviluppo reale.

Questa risposta sta nell’assunzione della responsabilità da parte delle donne e nella loro attiva partecipazione alla leadership.

Consentitemi di parlare dell’esperienza della rivoluzione iraniana. Proprio mentre la rivoluzione veniva “rubata” da Khomeini, una resistenza magnifica emergeva a sfidarla. Questa resistenza annuncia libertà e democrazia per il futuro dell’Iran ed è imperniata sul ruolo di leadership delle donne.

 I fondamentalisti iniziano con l’oppressione e la degradatione delle donne allo scopo di piantare i pilastri del loro potere.

Ciononostante, il fondamentalismo sarà sconfitto dalla lotta e la rivolta nella quale saranno coinvolte proprio queste donne oppresse.

Questa realtà è l’essenza di ciò che il nostro movimento di resistenza ha sperimentato. Questa esperienza testimonia il fatto che, nel momento in cui la lotta per ottenere la libertà e la democrazia diventa più difficile e il confronto con il fondamentalismo religioso diviene più forte, l’uguaglianza tra i sessi e la partecipazione delle donne, in particolare il loro ruolo di leadership nella lotta, diviene maggiormente indispensabile.

Vorrei approfondire cosa significa nella pratica la leadership delle donne e quali sono stati i suoi risultati.

Significa che gli uomini sono emarginati e che la resistenza dovrebbe essere fatta solo dalle donne?

Significa che gli uomini devono lasciare la gestione del movimento di resistenza alle donne?

No. Niente affatto. Questo fenomeno non intende né eliminare gli altri, né competere con lo status quo in essere. Ma, cerca di costruire una serie di relazioni basate sulla libertà, l’uguaglianza e sulla democrazia.

Per questa ragione nella resistenza, un movimento guidato dalle donne, gli uomini non sono stati emarginati. Al contrario, sono divenuti più emancipati e responsabili, più risoluti e costanti nella lotta per la libertà. Perché l’assunzione di responsabilità delle donne si basa sulla libertà di scelta e di espressione e sulla reale partecipazione delle donne al fianco degli uomini.

La partecipazione dei giovani a tutti gli aspetti dell’impegno economico e politico della società, non è la risposta più urgente e necessaria ai loro problemi?

Quindi, è necessario un approccio alternativo che assicuri la reale partecipazione delle donne: una serie di relazioni basate sul tener conto e ascoltare attentamente la gente. Un insieme di relazioni basate sulla tolleranza e l’indulgenza. Per questo le donne sono la risposta.

Davvero, siamo entrati in un’epoca in cui la responsabilità di liberare la società umana dal giogo dell’oppressione, del despotismo e dello sfruttamento ricade sulle spalle delle donne.

Le donne sono degne di questa responsabilità e sono senza alcun dubbio in grado di assumere questo ruolo.

Care Amiche,

il ruolo chiave delle donne nella Resistenza Iraniana è il risultato della complessa e costante lotta intrapresa contro la più malvagia tirannia del mondo.

Le donne iraniane hanno resistito alle più grandi sfide e, allo stesso tempo, hanno dato alla società umana il massimo impegno.

La conquista più brillante della nostra resistenza, è la decennale perseveranza a Campo Ashraf, in Iraq, sotto la incessante pressione dei mullah determinati a distruggerla.

Il regime non ha solo beneficiato del governo suo dipendente in Iraq, ma nel tempo ha annoverato la collaborazione di 12 diversi governi contro il movimento di resistenza.

Ciononostante, le donne di Ashraf hanno superato due orribili massacri nel Luglio del 2009 e nell’Aprile del 2011. Hanno ridotto in pezzi la più grossa cospirazione dei mullah che era quella di distruggere le fila dei Mojahedin del Popolo. Che hanno preservate anche sotto il brutale assedio degli ultimi tre anni.

Questo è l’effetto collaterale del loro impegno verso l’ideale di libertà e di un leader che rifiuta ogni abuso.

In questo modo, una nuova serie di relazioni basate sull’uguaglianza, con le donne che si fanno carico delle responsabilità e assumono la leadership, è divenuta una possibilità.

Questa serie di relazioni, libere da ogni abuso, consentono alle donne di esprimenre il loro carattere umano.

Questa serie di relazioni sono basate sul sacrificio di sé, sul dare la priorità agli interessi degli altri anziché ai propri; a compensare le debolezze e le mancanze degli altri; una serie di relazioni basate sull’aprirsi attivamente agli altri, cosa che innalza gli esseri umani fino a raggiungere le loro massime risorse umane.

Una tale umanità ha permesso alle donne della Resistenza di resistere alle pressioni più grandi e alle circostanze più difficili, senza sentirsi scoraggiate e disperate e senza divenire passive.

Al contrario, più grandi erano le difficoltà e più dure divenivano le condizioni, e maggiore era lo sforzo intrapreso delle donne della Resistenza per aprirsi la strada ed avanzare.

E questo ha dato alle donne una fede tale che ora non guardano alla sorte, o alla volontà di questo o quel potere. Invece di divenire disperate e sfiduciate, contano sul loro stesso potere e sul potere della solidarietà con il loro popolo per migliorare nella loro lotta.

Davvero, senza arrendersi, senza rinunciare, senza accontentarsi, correndo dei rischi, fallendo di volta in volta, ma sempre rialzandosi di nuovo, sempre desiderose di nuove vie e idee, scoprendo e dando compimento anche al più piccolo attributo umano e dimostrando tolleranza, questo è ciò che caratterizza le donne.

 Da questo origina ciò che può essere fatto in confronto a ciò che deve essere fatto.

 Vorrei fare riferimento qui alla efficace presenza delle donne nelle fila della Resistenza Iraniana che ha portato anche ad un maggiore impegno nel rivelare l’interpretazione reazionaria dell’Islam. Le donne hanno dimostrato che l’Islam non è una religione che schiavizza le donne. Non è una religione misogina e discriminatoria. Non è una religione di inganno, monopolio, repressione, di frustate, di esecuzioni e lapidazioni fino alla morte. Al contrario, hanno mostrato che l’Islam è una religione di uguaglianza, di emancipazione delle donne e del farsi carico delle responsabilità. E’ una religione di tolleranza, compassione, amore e pietà. E’ una religione dove non c’è costrizione.

Le donne della Resistenza Iraniana hanno creato un movimento senza confini basato su un nuovo livello di solidarietà umana. Questo è un movimento composto da nobili esseri umani che sono la personificazione della fede nella democrazia nei loro paesi; coloro  i quali hanno messo da parte gli interessi partigiani e politici e si sono sollevati a difendere la resistenza per la libertà del popolo iraniano.

A questo proposito, mi riferisco alla formazione di un fronte globale contro il fondamentalismo e la dittatura religiosa, nella cui formazione voi, mie care sorelle, avete avuto un nobile ruolo. In questa lotta, voi siete al fianco di 1000 pioniere ad Ashraf e nelle fila della Resistenza come un tutt’uno, comprese anche quelle nelle prigioni iraniane. Voi avete il ruolo più efficace nel movimento per l’uguaglianza.

Le donne costruiranno il 21mo secolo e il futuro è nelle vostre mani.

La lotta delle donne è assolutamente contro l’accondiscendenza. Per questa ragione, respingere la politica di accondiscendenza del fascismo religioso è stato il loro traguardo.

La campagna politica e legale degli ultimi anni, che è riuscita a rompere le catene della denominazione terroristica, è parte di questa lotta. Questa campagna ha prima e soprattutto confermato il diritto del popolo iraniano a resistere e realizzare un cambiamento di regime.

La presenza attiva e responsabile delle donne a tutti i livelli nella Resistenza ha trasformato questo movimento in un forza politica di grande impatto in grado di ribaltare l’equilibrio del potere internazionale in favore del popolo iraniano. Per la prima volta, ha trasformato una forza morale in una fonte di potere politico.

Lasciatemi riassumere,

in un mondo che si trova ad affrontare la minaccia del fascismo religioso al governo in Iran;

in un mondo in cui i politici occidentali fuori da tutte le considerazioni geopolitiche e commerciali, sottostanno al fascismo religioso;

in un mondo in cui la resistenza e il sacrificio per la libertà vengono umiliati, e perciò i movimenti indipendenti e alla ricerca della libertà non trovano spazio per sopravvivere;

le pioniere iraniane hanno creato una reale e inarrestabile resistenza, che è la soluzione verso una nuova era. E’ la risposta delle donne e dei giovani per il progresso e la liberazione. Questa resistenza ha sconfitto quei punti morti dei quali hanno sofferto gli altri movimenti e le altre rivoluzioni. 

Care Amiche,

le donne e gli uomini di Ashraf hanno tracciato una nuova era nella storia della nostra Resistenza e della nostra nazione attraverso la loro perseveranza e determinazione.

Tre giorni fa, il secondo gruppo di residenti di Ashraf è partito per Camp Liberty. Il nemico vuole trasformare Liberty in una prigione per i residenti di Ashraf. Ciononostante, a dispetto di tutte le difficoltà e le carenze, i combattenti per la libertà dell’Iran hanno aumentato la loro resistenza contro i mullah.

Invece di garantire gli standards umanitari e dei diritti umani, il governo iracheno ha invaso il campo con i militari armati e un assortimento di telecamere di sorveglianza e apparecchi per le intercettazioni. Ha negato ai residenti la libertà di circolazione, l’accesso libero ai dottori, agli avvocati e ai familiari. In breve, nel nuovo campo mancano le più fondamentali condizioni di vita come l’acqua potabile e l’elettricità.

Ciononostante, per dare alla soluzione pacifica un’altra possibilità e neutralizzare le cospirazioni del regime iraniano, il secondo gruppo di residenti di Ashraf ha dimostrato la massima flessibilità e senso di responsabilità e si è trasferito a Liberty.

Ora è tempo che il governo degli Stati Uniti e le Nazioni Unite garantiscano l’attuazione delle assicurazioni minime e facciano in modo che i residenti godano di tutti i loro diritti a Liberty. Altrimenti, la mancata firma di un accordo o la mancata messa in opera di queste garanzie da parta del governo iracheno, impedirà l’ulteriore  trasferimento di residenti da Ashraf a Liberty.

Garantire i loro diritti fondamentali pone di fronte alla comunità mondiale delle realtà importanti, come l’impegno delle Nazioni Unite a far fronte alle proprie responsabilità di proteggere le vittime dei crimini contro l’umanità. Dimostra anche il rispetto delle leggi internazionali da parte degli Stati Uniti e il mantenere i suoi impegni per proteggere i residenti di Ashraf.

Sono sicura che voi, i partecipanti a questa conferenza, e quelli impegnati nei sit-in a Ginevra, Washington, DC, e tutti i sostenitori di Ashraf in tutto il mondo, grazie alla vostra perseveranza, realizzerete questi obbiettivi.

Mie care Sorelle,

la determinazione dei Mojahedin ad Ashraf e nella Resistenza Iraniana riflette l’incontenibile desiderio della società iraniana di raggiungere la libertà e rovesciare la teocrazia al governo.

Questi si sono sollevati per costruire una società democratica, una repubblica fondata sulla separazione tra chiesa e stato, sul rispetto dei diritti umani, sull’abolizione della pena di morte, sull’annullamento delle leggi della Sharia dei mullah, sull’uguaglianza dei sessi, sulla attiva e paritaria partecipazione delle donne alla leadership politica, sull’assicurare tutte le libertà sociali ed individuali, compreso il diritto di scegliere come vestirsi e chi sposare, ma anche su questioni come il divorzio e la custodia dei figli e la proibizione della violenza e dello sfruttamento.

Ora la questione fondamentale è questa:

le donne iraniane hanno una storia di 150 anni di lotta per la libertà e l’uguaglianza; possiedono una cultura ricca e rivolta al futuro; hanno un ruolo impareggiabile nella resistenza contro il fascismo religioso; sono state in prima linea nelle rivolte; e sono la maggioranza tra gli studenti universitari in Iran.

Perché allora le loro libertà e i loro più elementari diritti sono stati calpestati dai mullah misogini?

Perché la loro possibilità di sostentamento è stata distrutta dalla violenza e dall’umiliazione?

Perché vengono considerate cittadine di seconda classe in casa, nel luogo di lavoro e nei luoghi di istruzione?

Perché hanno un così piccola parte nel mondo del lavoro e nelle attività economiche?

Perché vengono trattate come esseri inferiori dalle leggi e dalla politica?

Perché viene loro impedito di partecipare alla conduzione degli affari del loro Paese?

Perché così tanti diivieti, così tante privazioni e così poca parità? Perché?

Perché il velo obbligatorio, questo tenore di vita e la sottomissione obbligatori? Quanto ancora dovrà durare tutto questo?

La causa di tutta questa repressione, indegnità e crimini è la dittatura religiosa in Iran. Questa degradante situazione deve essere assolutamente sovvertita e noi la sovvertiremo.

La società iraniana merita e ha bisogno di libertà, democrazia e uguaglianza fra i sessi. E così sarà.

Le donne iraniane meritano una uguale partecipazione nella leadership politica del Paese. Noi conquisteremo questo diritto.

Di conseguenza, dico ai leaders di questo regime misogino,

Non dovete pensare neanche per un momento di poter impedire la caduta del vostro decadente e fragile governo, fondato sulla tortura, sulle violazioni e le intimidazioni!

Non dovete pensare di poter impedire la Primavera in Iran più di quanto avete già fatto!

La tremenda forza per la libertà e l’uguaglianza è pronta dietro il muro dell’oppressione.

Questo muro verrà distrutto. Verrà abbattuto.

Queste donne così illuminate e resistenti, costruiranno una società libera e democratica sulle rovine del regime misogino dei mullah.

Perciò dico alle mie sorelle in  Baluchistan, Khuzestan, Kurdistan, Azerbaijan, Gilan, Mazandaran, o Tehran, Khorassan, Isfahan, Kerman e in tutto l’Iran

Guardate alle donne di Ashraf e alzatevi per assumere le vostre responsabilità. Voi avete la responsabilità di conquistare la libertà e l’uguaglianza e stabilire la democrazia in Iran.

Siete voi che dovete rovesciare il fascismo religioso al governo. Voi avete il compito di liberare il vostro popolo e la vostra nazione.

In questa lotta, le donne che hanno guidato la lotta negli anni scorsi della storia dell’Iran sono venute in vostro aiuto. Donne come Marzieh Oskoui, Azam Rouhi Ahangaran, Merhnoush Ebrahimi, Fatemi Amini e Ashraf Rajavi.
Le decine di migliaia di eroine, torturate e giustiziate dal regime dei mullah nei 33 anni trascorsi, Sediqeh Mojaveri e Neda Hassani, con i loro corpi in fiamme e Neda Agha-Soltan, il simbolo della rivolta iraniana.
Davvero, la libertà e l’uguaglianza stanno per essere raggiunti,
Gli oppressi trionferanno,
Il fascismo religioso dell’Iran cadrà nelle vostre mani, e la libertà sorgerà sulla nazione iraniana.
Grazie mille a tutti voi.

 

 

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