venerdì, Dicembre 2, 2022
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Le donne dell’Iran continuano a lottare per l’uguaglianza

Il 40 ° anniversario della rivoluzione islamica è stato celebrato dal regime clericale in Iran. Negli ultimi quarant’anni, il popolo iraniano ha vissuto sotto un’estrema repressione che la maggior parte delle persone in paesi liberi e democratici non può neanche concepire.

Le donne in Iran sono state particolarmente colpite dal regime e la loro sistematica oppressione ha colpito la società nel suo complesso.

Il Comitato delle donne dell’NCRI ha messo in luce la difficile situazione delle donne e lavora per migliorare i diritti delle donne in Iran in collaborazione con le organizzazioni per i diritti delle donne in tutto il mondo.

Ha puntato l’attenzione sull’ideologia del regime, dimostrando che la misoginia risale a ben prima della rivoluzione islamica. Nel 1962, Khomeini scrisse allo Scià “gli interessi dello stato sono meglio serviti preservando gli insegnamenti religiosi dell’Islam e la calma del cuore”, suggerendogli che il diritto di voto alle donn non sarebbe dovuto essere permesso.

Nel 1979, quasi immediatamente dopo la rivoluzione di febbraio, Khomeini abolì la legge sulla protezione della famiglia – la legge che conferiva alle donne diritti familiari. Molto presto, i servizi sociali per le donne furono cancellati e alle giudici donne fu impedito di lavorare.

Nel corso degli anni, il regime ha introdotto il velo obbligatorio esponendo le donne malvelate ad ogni genere di attacchi in pubblico. La commissione per le donne ha ricordato che nel 2014 si sono verificati numerosi attacchi di acido e accoltellamenti di donne. Peggio ancora, questi attacchi sono stati effettuati da bande sostenute dal governo.

Da quando è entrato in carica l’attuale presidente Hassan Rouhani, si ritiene che almeno 87 donne siano state giustiziate. Durante gli anni ottanta, decine di migliaia di donne – membri del PMOI – furono uccise. Semplicemente per aver lottato per ottenere il loro diritto alla libertà di espressione. Molte di queste donne erano anziane madri e nonne, alcune erano incinte e altre erano solo adolescenti.

Nonostante i tentativi del regime di mettere a tacere le donne, le donne iraniane hanno reso molto chiaro che continueranno a far sentire la loro voce nonostante le conseguenze. La società iraniana nel suo complesso beneficia dell’input delle donne iraniane forti e determinate.

L’NCRI saluta queste donne, con la leader femminile – Mrs. Maryam Rajavi – assicurando che non saranno mai escluse dall’essere ascoltate e trattate alla pari. Le donne in Iran, con il pieno sostegno della Resistenza Iraniana, “stanno pagando il prezzo della libertà e girano la pagina della storia nella loro patria”. Stanno facendo in modo che le loro figlie e le loro nipoti negli anni a venire possano godere di un legittimo posto nella società come e quanto gli uomini.

Il Comitato delle donne, le donne e gli uomini nelle strade dell’Iran, stanno combattendo contro la violenza nei confronti delle donne, contro i matrimoni forzati di ragazze giovani e per la protezione delle donne.

Khomeini ha detto che l’uguaglianza tra le donne e gli uomini “viola alcune fondamentali sentenze dell’Islam ed in assoluto contrasto con alcuni dei comandamenti espliciti del Corano”. L’NCRI ha criticato il regime per tale interpretazione misogina dell’islam.

Sotto il dominio del regime clericale in Iran, la violenza contro le donne e altre forme di misoginia è ancora sistematica in molti luoghi e per lo più giustificata.

Per il resto del mondo, il regime iraniano finge di essere impegnato nei diritti delle donne, ma questo non potrebbe essere più lontano dalla verità. In realtà, la misoginia è dilagante, le donne sono considerate proprietà del loro parente maschio più vicino (che sia padre, fratello o marito) e non hanno diritti legali.

 

 

 

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