domenica, Dicembre 4, 2022
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Gli iraniani manifestano per il secondo giorno di fila davanti al Vertice di Varsavia: chiedono un cambio di regime

Giovedì, un vasto gruppo di sostenitori del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), si è riunito per il secondo giorno consecutivo, manifestando davanti al Vertice di Varsavia sul Medio Oriente, e chiedendo sostegno a favore di un cambiamento democratico in Iran, sotto la guida di Maryam Rajavi, presidente eletta del CNRI.

Nella capitale polacca, intanto che le delegazioni governative partecipavano al Vertice di Varsavia, apertosi Mercoledì, i dimostranti intonavano lo slogan: “No all’accomodamento, sì ad un cambio di regime”.

I manifestanti hanno espresso il loro supporto per la leader dell’opposizione iraniana Maryam Rajavi e per il suo programma in dieci punti, per una repubblica libera, basata sulla separazione tra religione e stato e la parità di genere, e per un Iran non nucleare.

Mercoledì (il giorno precedente) dignitari americani e polacchi hanno partecipato ad un’analoga manifestazione, organizzata sempre dai sostenitori del CNRI.

La Sig.ra Maryam Rajavi, in un video messaggio rivolto al raduno, ha dichiarato:

“La politica di inserimento delle istituzioni criminali e delle figure di spicco del regime nella lista nera sarà efficace solo quando il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica sarà integralmente inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti e dell’UE.

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica è a capo dei gruppi terroristici di mercenari al servizio del regime, ed è quindi responsabile dei massacri da loro compiuti in tutta la regione; esso è inoltre a capo del programma missilistico, delle attività per l’ottenimento di armi nucleari e degli attacchi informatici; infine, è responsabile della repressione della popolazione e del saccheggio dei beni del paese.

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica è la colonna vertebrale del regime clericale. Per queste ragioni esso deve essere, senza alcuna esitazione, inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche.

Elenco quindi con il presente atto le rivendicazioni del popolo e della resistenza iraniani:

1. L’inserimento integrale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica e del Ministero delle Informazioni e della Sicurezza Nazionale nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti e dell’Unione Europea.
2. L’espulsione degli agenti dei servizi segreti iraniani dall’ONU e della Forza Quds dagli Stati Uniti.
3. La consegna del dossier sulla violazione dei diritti umani in Iran al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
4. La consegna del dossier sul massacro dei prigionieri politici del 1988 in Iran alla Corte di Giustizia Internazionale.
5. L’espulsione del regime illegittimo dei mullah dall’ONU ed il riconoscimento dei rappresentanti della legittima Resistenza del popolo iraniano.
6. L’espulsione delle forze del fascismo religioso al potere in Iran da Siria, Iraq, Yemen, Libano ed Afghanistan.
7. L’obbligo, per il governo iracheno, di risarcire i Mojahedin del Popolo e l’Esercito Nazionale della Liberazione Iraniano per i beni, gli equipaggiamenti, le armi ed i campi base loro requisiti.
8. Il riconoscimento del diritto, da parte della legittima Resistenza del popolo Iraniano, di rovesciare la teocrazia dei mullah, ed il riconoscimento del diritto del popolo iraniano di raggiungere libertà e democrazia, e del diritto del popolo iraniano di istituire la sovranità popolare.

Il senatore Reyszard Mayer, eminente membro del parlamento polacco e vicepresidente della commissione per gli affari esteri del partito PIS, rivolgendosi al raduno per un Iran libero, ha dichiarato: “Rispettiamo la libertà e la solidarietà, il diritto di decidere per se stessi. Inoltre la libertà del popolo iraniano in Iran è necessaria per il mondo intero. Da polacco lo capisco. Per anni, per tutti coloro che desideravano un cambiamento non ci sono state né libertà di assemblea né libertà di parola. Oggi ammiro tutti gli sforzi di Maryam Rajavi, che lavora per la solidarietà ed il benessere in Iran. Queste azioni sono molto importanti e vengono condotte in maniera pacifica. Ho avuto modo di incontrare alcune delle persone che lavorano con lei, che hanno votato al loro vita al cambiamento: sono persone che credono davvero nel rispetto della vita e della solidarietà. Possiamo parlare del futuro, guardandoci alle spalle, grazie ai vostri sforzi la vostra nazione sarà libera e democratica ed anche piena di solidarietà.”

Anche l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani ha partecipato al raduno, e rivolgendosi ai presenti ha asserito: “È per me un grande onore essere qui von coi per fare presente un punto molto importante agli ufficiali governativi che stanno partecipando al vertice di Varsavia: per avere pace e sicurezza nel Medio Oriente deve esserci un cambio di regime in Iran. Bisogna porre fine a tutto questo. Il regime iraniano è la maggior fonte di dissenso. Mi congratulo con Maryam Rajavi per la sua coraggiosa guida nella lotta per un Iran libero e democratico. Il regime dell’Ayatollah è il primo paese per il finanziamento del terrorismo non solo in Medio Oriente, ma in tutto il mondo.”

Anche Marcin Święcicki, membro del parlamento polacco, ex sindaco di Varsavia ed ex ministro per le relazioni economiche estere, ha tenuto un discorso al raduno di mercoledì, affermando: “Il movimento del Consiglio Nazionale della Resistenza ha un programma in dieci punti che chiede, tra le altre cose, l’abolizione della pena di morte. Vogliamo assistere all’instaurazione di libertà e democrazia in Iran.”

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