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Le dichiarazioni del Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite sono parte del problema o della soluzione per Ashraf?

Parlamento Europeo VICE PRESIDENTE 20 luglio 2012

In Search of Justice condanna fermamente le dichiarazioni di Kobler al Consiglio di Sicurezza dell’ONU e chiede che il Segretario Generale incarichi un Inviato Personale

Comunicato stampa

Le dichiarazioni dell’inviato delle Nazioni Unite in Iraq ambasciatore Martin Kobler nel suo discorso ieri sera riguardo a Camp Ashraf contengono affermazioni che non hanno fondamento nella realtà e sono state fatte per compiacere e rafforzare il Primo Ministro Maliki e le azioni del governo iracheno. Tali affermazioni sono in netto contrasto con il rapporto del Segretario Generale datato 11 luglio e con lo stesso precedente rapporto del signor Kobler. Il suo nuovo rapporto parla di complicazioni e problemi nel “dialogo fra l’UNAMI e i residenti e fra i residenti e il governo dell’Iraq”. Il signor Kobler è ben consapevole che i residenti dei campi Ashraf e Liberty non hanno alcun problema o non hanno causato alcuna complicazione nell’incontrare funzionari dell’UNAMI o iracheni. Il governo iracheno è il solo responsabile di avere nominato gli assassini di residenti di Camp Ashraf sovrintendenti ufficiali del campo, causando tensioni e umiliazione ai residenti. Questi ultimi si sono semplicemente astenuti dal partecipare agli incontri presieduti dal colonnello Sadeq Mohammad Kazem, un ufficiale iracheno che notoriamente aveva ordinato di sparare sui residenti in entrambi i massacri avvenuti e che è stato convocato dalla Corte Nazionale in Spagna per i crimini dei quali è imputato.
Il signor Kobler chiede ai residenti indifesi e disarmati sopravvissuti a due massacri da parte di forze irachene – quando 49 di loro furono uccisi e più di 1.000 feriti – di non provocare e non usare violenza e nello stesso tempo parla di flessibilità dell’Iraq.
Dopo due mesi e mezzo di ritardi, il governo dell’Iraq ha trasferito a Camp Liberty solo 300 condizionatori e altri effetti personali del quarto e del quinto gruppo di residenti e ha mancato di ottemperare alla maggior parte delle minime richieste umanitarie per lo spostamento di altri gruppi da Ashraf a Liberty. Il signor Kobler ha ignorato tutte le realtà, incluso il rifiuto da parte del governo dell’Iraq di trasferire attrezzature per il pompaggio dell’acqua, veicoli di servizio e personali, veicoli speciali per i disabili, carrelli elevatori, nonché attrezzature e materiali per la costruzione di strutture minime necessarie a 55 gradi Celsius come percorsi pedonali e aree verdi.
Il signor Kobler afferma: “La responsibilità ricade anche su molti sostenitori internazionali. È di grande importanza che essi contribuiscano positivamente a influenzare la posizione dei residenti”. Sembra che il signor Kobler sia piuttosto contrariato per i tentativi della comunità internazionale di prevenire la trama del governo iracheno e del regime iraniano di annientare i residenti del campo o costringerli a sottomettersi. Vorremmo ricordare al signor Kobler che anche se egli rifiuta di onorare i valori universali dei diritti umani che costituiscono le fondazioni delle Nazioni Unite, noi, d’altra parte, baandoci su quegli stessi valori e principî faremo del nostro meglio per sostenere e difendere i diritti dei residenti di Ashraf. Noi crediamo che le richieste dei residenti siano molto ragionevoli e facilmente realizzabili, ma purtroppo le azioni unilateraliste del signor Kobler sono state determinanti nel rifiuto da parte del governo iracheno di soddisfare tali legittime richieste.
Il signor Kobler scrive: “Il Luogo di Transito Temporaneo a Camp Hurriyeh” [Camp Liberty] “ha la capienza per ospitare i rimanenti 1.200 residenti e corrisponde a norme umanitarie accettabili”. Egli aggiunge: “Finora quasi nessuno Stato Membro si è fatto avanti per offrire un reinsediamento a ex residenti di Ashraf che ne hanno i requisiti”. Come potrebbe il signor Kobler spiegare questa evidente contraddizione? Egli sa e dice che il reinsediamento non potrà avvenire in tempi rapidi, ma insiste nel chiamare Camp Liberty un ‘Luogo di Transito Temporaneo’ e dichiarandolo tale giustifica la mancanza di sostegno e sistemazione umanitari essenziali nel campo.
Il signor Kobler fornisce semplicemente una falsa rappresentazione del rapporto del Segretario Generale. Egli scrive: “Vorrei ripetere quanto detto dal Segretario Generale e sollecitare i residenti di Camp Ashraf a cooperare con le autorità irachene e trasferirsi da Camp Ashraf a Camp Hurriyeh”. Tuttavia, nel rapporto del Segretario Generale è scritto: “Invito il governo dell’Iraq e i residenti di Camp New Iraq” [Camp Ashraf] e Camp Hurriyeh a continuare a lavorare insieme in modo costruttivo e flessibile al fine di completare il processo di trasferimento senza ulteriore ritardo”. Il rapporto del comitato internazionale In Search of Justice alle Nazioni Unite, basato su abbondante documentazione e dettagli fattuali, indica chiaramente la profondità della falsificazione e distorsione di fatti nel rapporto alle Nazioni Unite del signor Kobler. Questa falsificazione dei fatti è il principale pretesto per la continuazione dell’assedio del campo e forse per attuarvi un terzo massacro.
I sette mesi di gestione del proprio incarico da parte del signor Kobler e il suo rapporto indicano chiaramente che egli non è imparziale e che non rispetta il proprio dovere di proteggere la parte più debole. Tenendo conto di questo grave problema, In Search of Justice pone nuovamente in evidenza la necessità che il Segretario Generale incarichi un inviato personale obiettivo e competente ad Ashraf e a Liberty così che tutte le questioni possano essere affrontate in maniera equa e imparziale. In Search of Justice ribadisce che le necessità e le richieste umanitarie dei residenti devono essere affrontate in modo rapido senza alcuna esitazione.

Alejo Vidal-Quadras
Vice-Presidente del Parlamento Europeo
Presidente del Comitato internazionale In Search of Justice