Alla vigilia della Festa del Fuoco in Iran, il regime disumano dei mullah, temendo proteste popolari, ha intensificato le sue selvagge esecuzioni. Solo nel periodo tra il 7 e l’11 Marzo 2012, 10 prigionieri sono stati impiccati in varie città.
Domenica 11 Marzo otto prigionieri, tra i quali due donne, sono stati impiccati tutti insieme nella prigione di Zahedan (nel sud-est dell’Iran). Due di loro erano cittadini afghani. I boia del regime hanno tassato ciascuna famiglia delle vittime di 110.000 tomans, per riavere indietro i cadaveri. 50.000 tomans erano per il prezzo della corda! Altri due prigionieri sono stati impiccati pubblicamente il 7 e l’8 Marzo a Fardis di Karaj (ad ovest di Tehran) e a Shirwan (nell’est dell’Iran) (Agenzia giornalistica di Stato IRNA, 8 Marzo e quotidiano di Stato Jomhouri Eslami, 7 Marzo).
Le altre misure criminali del regime dei mullah per accrescere l’atmosfera di intimidazione nella società, comprendono anche la diffusione della notizia del rilascio di tre criminali e sentenze disumane di cavature degli occhi nelle province di Tehran, Isfahan e Kurdistan nel periodo dal 20 al 25 Febbraio (secondo l’agenzia di Stato ISNA tra il 20 e il 22 Febbraio; agenzia giornalistica FARS legata alle IRGC – Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Iraniana); arresti arbitrari con l’apparenza di misure di sicurezza e arresto di “teppisti e criminali”. (agenzia Fars, 8 Marzo).
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
13 Marzo 2012
