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Il Vice-Presidente dell’Iraq e due collaboratori di Maliki in visita a Tehran, Il piano dei mullah contro Ashraf

Nel corso del loro viaggio a Tehran e degli incontri con i leaders del regime teocratico, il Vice Presidente dell’Iraq Khozair al-Khazaie, un leader del partito al-Dawa, e un collaboratore di Maliki, hanno ribadito l’impegno di Maliki verso il fascismo religioso al governo in Iran, nell’opprimere e sopprimere i residenti di Ashraf. In questo viaggio, Khazaie era accompagnato da Adnan Asaadi, il vice Ministro degli Interni iracheno e da Shia Soudani, il cosiddetto “Ministro per i Diritti Umani”, entrambi appartenenti alla banda di Maliki e al partito al-Dawa. Dopo il suo incontro con Ahmadinejad, Khazaie ha detto: “Condividiamo la stessa visione del PMOI. Come ci testimonia il mondo intero, sono una organizzazione terroristica che ha danneggiato allo stesso modo la sicurezza dell’Iran e dell’Iraq e noi abbiamo intenzione di espellerli dal nostro Paese. Abbiamo parlato con le Nazioni Unite e abbiamo dato loro sei mesi. Fino ad ora abbiamo trasferito due gruppi di loro a Camp Liberty”. In un modo ridicolo ha poi aggiunto: il regime teocratico “ha dichiarato di essere pronto ad accettare coloro i quali vogliano ritornare in Iran, ammesso che non abbiano precedenti penali”. (Sito web del Presidenti iracheno, 10 Marzo)

Le dichiarazioni fatte da Khazaie e i negoziati della delegazione irachena a Tehran provano ancora una volta che il piano di opprimere e trasferire i residenti di Ashraf , è una imposizione iraniana nella sua interezza ed è attuata da Maliki senza fare domande. La ripetizione delle accuse inventate dai mullah contro il PMOI è una chiara indicazione dei preparativi per l’intensificare l’oppressione ai residenti di Ashraf e per il loro massacro; diversamente, per quanto riguarda il popolo iracheno, 5.2 milioni di loro nel Giugno del 2006 e  3 milioni di iracheni sciiti nel sud a Giugno 2008, nelle loro dichiarazioni considerano il PMOI come il loro alleato strategico per il raggiungimento della sicurezza, della pace e della democrazia e considerano le accuse mosse al PMOI di interferenza negli affari interni iracheni, come semplici bugie inventate dal regime iraniano.

La Resistenza Iraniana mette in guardia contro le cospirazioni del regime teocratico e dei sui affiliati in Iraq e si rivolge alla Nazioni Unite e agli Stati Uniti per vanificare queste inquietanti intenzioni ed impedire il ripetersi di un’altra catastrofe fornendo le assicurazioni minime ai residenti di Ashraf e Liberty.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
13 Marzo 2012
 

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