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La Resistenza Iraniana ha presentato una denuncia al procuratore generale svizzero, contro Alireza Avaei

Appello all’Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umani: “Il Consiglio per i Diritti Umani deve essere un forum per indagare sui crimini di Avaei”

In contemporanea  con l’arrivo in Svizzera del ministro della giustizia iraniano Alireza Avaei, il 26 Febbrao, Marc Bonnant, un illustre avvocato svizzero, ha presentato una denuncia per conto del CNRI al procuratore generale svizzero, Michael Lauber, chiedendo un’azione penale contro Avaei per crimini contro l’umanità. Avaei è uno dei funzionari coinvolti nel massacro dei prigionieri politici del 1988.

Nella denuncia, che contiene il curriculum criminale di Avaei, si afferma che accoglierlo in Svizzera “contraddice profondamente la morale e il diritto” e che “il Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani lo sta ingiustamente accogliendo per parlare, paradossalmente, di diritti umani”. La denuncia prosegue dicendo che le azioni di Avaei “gli sono valse le sanzioni finanziarie dell’Unione Europea” e che Avaei si trova anche sulla lista nera svizzera “per violazione dei diritti umani, arresti arbitrari, negazione dei diritti dei prigionieri ed esecuzioni”.

Il dossier parla anche del ruolo avuto da Avaei nel massacro dei prigionieri del 1988, avvenuto nelle province occidentali del Khuzestan, come quella di Dezful, e basandosi sui racconti di testimoni oculari aggiunge: “A conclusione di un’analisi approfondita, i massacri degli oppositori politici perpetrati durante l’enorme ondata di repressione dalla fine del Luglio 1988, fino al Gennaio 1989, devono essere classificati legalmente come crimini contro l’umanità, nel quadro di riferimento dell’art. 7 dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale del 1998, il contenuto del quale si riflette nell’Art. 264a del CP”.

Nel frattempo Mohammad Mohaddessin, Presidente del Comitato Affari Esteri del CNRI, ha scritto all’Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umani,  Zeid Ra’ad al-Hussein, esortandolo ad annullare l’intervento di Avaei alla sessione di apertura del Consiglio per i Diritti Umani, dicendo che questo “resterebbe come una brutta macchia sul Consiglio e verrebbe considerato un affronto al popolo dell’Iran in generale, e alle famiglie delle vittime  in particolare”. Ed ha aggiunto: “E’ tempo di smettere di offrire importanti tribune internazionali sui diritti umani a questi criminali, invece di prendere misure per la loro incriminazione e porre fine alla loro impunità. Questi forum devono trasformasi in organismi per investigare sui loro crimini”, soprattutto se si considera il fatto che i crimini di Avaei proseguono ancora oggi. Quale ministro della giustizia, egli è direttamente o indirettamente responsabile dell’arresto di almeno 8000 persone avvenuto durante le proteste iniziate il 28 Dicembre 2017 e dell’uccisione di circa 50 manifestanti avvenuta nelle strade o sotto tortura.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

26 Febbraio 2018

 

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