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La gradale uccisione dei pazienti di Ashraf e il divieto a trasferire i malati terminali a Baghdad e Baquba

CNRI – Con delle misure disumane, le forze repressive irachene hanno intensificato l’assedio ad Ashraf impedendo ai pazienti terminali di recarsi negli ospedali di Baghdad e Baquba.
Lunedi mattina 12 Marzo, otto pazienti dovevano essere trasportati negli ospedali di Baghdad e Baquba a seguito di appuntamenti presi e già concordati con le forze irachene. Nonostante questo, su ordine del comitato incaricato della soppressione di Ashraf, sono stati respinti e rimandati indietro all’ospedale New Iraq ad Ashraf che si trova sotto il controllo delle forze irachene. Questo loro viaggio era stato coordinato con l’Ospedale New Iraq già da Mercoledi 7 Marzo; inoltre i militari iracheni e l’ospedale stesso avevano confermato che non vi erano problemi a riguardo. Ma il comitato per la soppressione di Ashraf ha cancellato ieri questo viaggo senza specificare nessun altra data. E questo mentre la maggior parte di questi pazienti sono in condizioni critiche e necessitano di trattamenti immediati.
Ancora in un’altra occasione Domenica 11 Marzo, le forze repressive irachene avevano impedito a tre pazienti di Ashraf, Hamid Reza Masoumi, Ali Akbar Mardani e Rashid Karimi, di andare in ospedale per sottoporsi a chemioterapia o interventi chirurgici sebbene tutti e tre i pazienti avrebbero dovuto essere trasferiti in ospedale il  giorno stesso e gli accordi necessari fossero già stati presi sia con l’ospedale che con le forze irachene. Nonostante ciò, le forze irachene Domenica mattina hanno rimandato il loro viaggio alla prossima settimana su ordine del comitato per la soppressione di Ashraf.
Nel sottolineare che questa lenta uccisione rappresenta una flagrante violazione delle leggi internazionali ed un chiaro esempio di crimine contro l’umanità, la Resistenza Iraniana richiede l’intervento immediato del Governo degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite per porre fine a questo assedio tirannico e ribadisce che gli Stati Uniti e le Nazioni Unite sono responsabili di ogni danno inflitto ai residenti di Ashraf e Liberty.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
12 Marzo 2012

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