lunedì, Gennaio 30, 2023
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L’Inviato Speciale dell’ONU al regime iraniano: “Abolite la tortura e rilasciate i detenuti”

a cura dello staff del CNRI

CNRI – Asma Jahangir, Inviato Speciale sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran, è stata intervistata negli studi di Al Arabiya alle Nazioni Unite, sull’attuale situazione nel paese.

Asma Jahangir ha detto che in molti ambiti della vita del paese avvengono gravi violazioni dei diritti umani, dalla negazione dello stato di diritto, del giusto processo, a leggi discriminatorie, a persone che vengono discriminate per motivi etnici o religiosi, alla tortura.

Ha detto di ritenere che il governo iraniano stia iniziando ad occuparsi di queste violazioni, ma che i passi che sono stati fatti in questo senso sono “molto piccoli”.

Il governo sa che ci sono questioni che devono essere affrontate, ma ha sottolineato che non può continuare a  procrastinarle, perché in tutto il mondo sta crescendo la consapevolezza.

Riguardo ai manifestanti che in Iran chiedono un miglioramento della situazione dei diritti umani, Jahangir ha detto che non li scoraggerà a parlare, nonostante rischino l’arresto e la tortura. Ha ricordato loro che è diritto di ogni cittadino del mondo protestare per i propri diritti e contro quei fatti in cui i diritti vengono violati.

Jahangir ha detto che è importante che gli attivisti creino stretti contatti con le organizzazioni per i diritti umani, con i giornalisti, con i datori di lavoro e così via, perché così ci si difenderà a vicenda e si sarà in grado di individuare modi migliori e più efficaci per combattere quegli atti che violano i loro diritti.

Nel suo ultimo rapporto Jahangir ha chiesto al governo iraniano di abolire la tortura e di rilasciare i detenuti, insieme a molte altre raccomandazioni, ma non è certa che verranno ascoltate. Ha precisato che non ci deve essere nessuna tolleranza per le violazioni dei diritti umani delle persone che vogliono solo l’affermazione dei loro diritti o delle persone che combattono per i diritti degli altri.

Parlando dei 53 prigionieri politici trasferiti in un’altra ala del carcere a Luglio di quest’anno e che hanno iniziato lo sciopero della fame per protestare contro questo trattamento, Jahangir ha detto che il governo non li classifica come detenuti politici, ma lei sottolinea che sono realmente difensori dei diritti umani e che l’ONU ha inviato degli appelli urgenti. Ha poi aggiunto che il governo iraniano deve agire perché ne deve rispondere al Consiglio dei Diritti Umani.

 

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