mercoledì, Novembre 30, 2022
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L’Express: Studentessa torturata per 5 anni in Iran fugge per raccontare quell’orrore 

Il giornale britannico Express ha intervistato una ex-prigioniera politica iraniana, Shabnam Madadzadeh, che ha parlato del calvario che ha vissuto durante la sua detenzione in Iran. Quello che segue è il testo della sua intervista a Express: 

Express.co.uk 

Dentro il regime iraniano: Una studentessa torturata per cinque anni fugge per raccontare quell’orrore

Una studentessa ha rivelato il terrore che ha dovuto affrontare mentre era prigioniera dei torturatori iraniani per cinque anni.

di KATIE MANSFIELD 

Shabnam Madadzadeh, 29 anni, è stata rinchiusa in una cella piccolissima, picchiata e interrogata durante i suoi anni di agonia dietro le sbarre.

Questa attivista è stata costretta ad ascoltare, dalla sua cella di isolamento, le grida delle detenute che venivano stuprate, prima che le facessero guardare le guardie picchiare e torturare con l’elettricità suo fratello Farzad, mentre le chiedevano di un gruppo di opposizione, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (MEK).

Le autorità di intelligence accusarono i due fratelli di aver protestato contro il regime iraniano e Shabnam Madadzadeh venne arrestata nel 2009 mentre andava alla Tarbiat Moalem University di Teheran dove studiava scienze informatiche.

Nel rivelare gli strazianti dettagli, Shabnam Madadzadeh ha detto ad Express.co.uk: “Sono arrivata ed ho passato tre mesi in isolamento e là sono stata torturata sia psicologicamente che fisicamente.

“La mia cella era solo 2mx3m, ero sola, senza nessun contatto con il mondo.

“Alla mia famiglia non era permesso avere contatti con me e non poteva sapere niente di me o come mi trovassi in carcere”.

Quando finalmente l’hanno fatta uscire dall’isolamento Shabnam Madadzadeh ha iniziato a inviare clandestinamente lettere dalla sua cella per attirare l’attenzione sulle brutalità commesse in carcere.

Questa studentessa si rifiutò più volte di parlare con gli inquirenti che la interrogavano per otto, dieci ore ogni giorno e si ritrovò a subire interrogatori sempre più lunghi e violenti.

Ha detto: “Mi spingevano e mi picchiavano moltissimo.

“Erano interrogatori lunghissimi, otto, dieci ore al giorno, ogni giorno.

“Mi afferravano per i capelli e mi picchiavano in testa perché gli dicessi quello che volevano sentire.

“Hanno torturato mio fratello, persino davanti ai miei occhi.

“Aumentavano la pressione e persino gli interrogatori. Dicevano che mi avrebbero ucciso e minacciavano di giustiziarmi.

“Nessuno sapeva dove fossi. Ero sola e sentivo le altre prigioniere che venivano torturate. Gridavano, e quello era il suono più orribile”.

Questa attivista afferma che altre prigioniere furono stuprate dalle guardie e molestate sessualmente quotidianamente.

Altri prigionieri venivano torturati con l’elettricità e legati ad una griglia prima di essere picchiati.

Dopo aver passato cinque anni in carcere rifiutandosi di parlare, Shabnam Madadzadeh è stata rilasciata e il mese scorso è fuggita dal paese riuscendo ad eludere le squadre dell’intelligence e della sorveglianza.

Questa attivista ora sta esortando i governi occidentali a combattere contro l’Iran e il suo presidente Hassan Rouhani e ad appoggiare il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana che opera al fianco del MEK.

E ha detto: “L’Occidente non può negoziare con questo regime.

“E’ il più criminale del mondo. Il volto di questo regime non è facce sorridenti e strette di mano.

“Il mio messaggio ai leaders europei è: ‘Smettete di negoziare con questo regime’.

 “Il numero delle esecuzioni sta aumentando.

Si stima che dalle 966 alle 1.025 persone siano state giustiziate lo scorso anno, il numero più alto in un decennio, con 170 esecuzioni registrate nei primi sei mesi del 2016.

Parlando al Parlamento Europeo dell’orrore che ha vissuto, Shabnam Madadzadeh ha detto: “Durante i mie cinque anni di detenzione, ho assistito a numerosi crimini commessi da questo regime, in particolare contro donne e ragazze iraniane innocenti, e oggi sono qui per essere la voce di chi non ha voce, la voce di quelli stretti tra gli artigli di questo regime misogino, di fronte al silenzio e all’immobilismo del mondo.

“Il messaggio del popolo iraniano ai governi occidentali, e il mio messaggio oggi, è che voi dovete rispettare i tre decenni di lotta del popolo iraniano per liberarsi dalle grinfie di questo regime ed accettare i veri combattenti per la libertà, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, come i veri rappresentanti del popolo iraniano, evitando qualunque tipo di negoziato o accordo con questo famigerato regime, perché il vero prezzo dei vostri accordi sono delle vite umane, sono le forche nelle strade dell’Iran.

“C’è una verità che ho imparato e sentito all’università, in carcere e dopo il mio rilascio, nella società iraniana. Loro hanno il desiderio è il potenziale per portare un cambiamento in Iran”.

“Il popolo iraniano ha la forza di volontà per rovesciare questo regime e con gli instancabili sforzi della resistenza iraniana riuscirà a rovesciare questo regime”.

 

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