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Iraq: Il Repubblicano Rohrabacher paragona il campo degli esuli iraniani ad Auschwitz

di Agence France-Presse
Mercoledi 1° Agosto 2012
WASHINGTON – Alcuni membri del Congresso a Washington mercoledi, hanno accusato i leaders statunitensi ed iracheni, per il perpetuarsi delle vergognose condizioni degli esuli iraniani alloggiati vicino Baghdad, con un repubblicano che ha paragonato questa struttura ad Auschwitz. L’indignazione per queste condizioni  si è accesa quando il Dipartimento di Stato Americano ha espresso preoccupazione per le minacce irachene di chiudere forzatamente Campo Ashraf, dove 1200 membri dei Mojahedin del Popolo Iraniano (MEK) si trovano ancora nonostante un accordo stabilito con le Nazioni Unite di lasciarlo come primo passo verso la definitiva risistemazione.
Il governo iracheno è rimasto invischiato in un’amara disputa con il MEK sui piani per trasferirli a Camp Liberty, una ex-base militare americana, e 1900 persone vi si sono già trasferite.
Ma il resto si rifiuta di trasferirsi, e nessuno è stato trasferito da Maggio, secondo il piano per cui tutti gli esuli alla fine verranno espulsi dall’Iraq.
Molti membri del Congresso  hanno parlato in questa sessione sottolineando le gravi condizioni nei due campi, compreso il Repubblicano Dana Rohrabacher che ha descritto la situazione  come “vergognosa”.
Ha citato la violenza letale a Campo Ashraf, situato a 80 kilometri (50 miglia) a nordest di Baghdad, realizzato negli anni ’80, e le orribili condizioni nella nuova struttura di Liberty, vicino all’aeroporto della capitale irachena.
“Non sembra Auschwitz?” ha detto Rohrabacher, indicando una grossa fotografia  che mostrava file di bianchi fabbricati a Liberty.
“Questo sembra un campo di concentramento. Abbiamo mandato delle persone in un campo di concentramento”.
Rohrabacher ha anche accusato l’Amministrazione del  Presidente Barack Obama di “tradire” le persone in questi campi non lavorando più duramente per risolvere questa disputa e quella dello status del MEK.
Questo gruppo si trova sulla lista nera americana del terrorismo dal 1997, ma dice di aver rinunciato alla violenza e ha chiesto a Washington di rimuoverlo da questa lista –  decine di membri del Congresso hanno firmato il 26 Luglio una lettera sollecitando il Segretario di Stato Hillary Clinton a farlo.
Il governo americano ha detto che gli esuli devono lasciare Ashraf se il loro gruppo dovrà essere rimosso dalla lista. Il Dipartimento di Stato in una sua dichiarazione ha sollecitato “che venga ricercato un dialogo continuo al posto di misure coercitive”.
Il Repubblicano Dan Lungren ha espresso preoccupazione sul “ripugnante comportamento” del governo iracheno che ha accusato di maltrattare gli esuli.
“Vorrei vedere gli Stati Uniti togliere il MEK dalla lista terroristica, e vorrei che le persone coinvolte nei due campi venissero trattate umanamente”, ha detto all’AFP.
La Democratica Judy Chu ha definito le condizioni del campo “oltraggiose” e ha detto di stare scrivendo al Segretario Clinton per sollecitarla a far sì che migliori l’accesso all’acqua potabile e agli altri beni essenziali.
Il MEK fu fondato negli anni ’60 per opporsi allo Scià dell’Iran appoggiato dagli Stati Uniti, ma imbracciò le armi contro il nuovi governanti religiosi del paese, dopo la Rivoluzione Islamica del 1979.

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