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IRAN/IRAQ: NESSUNO TOCCHI CAINO, TRATTAMENTO E SILENZIO INACCETTABILI SUI RESIDENTI DI ASHRAF

COMUNICATO STAMPA
 
Roma, 20 marzo 2012
 
“Il Governo italiano, l’Unione europea e le Nazioni Unite intervengano immediatamente per assicurare ai residenti di Ashraf il rispetto dei loro diritti umani fondamentali a partire dal loro status di rifugiati.” E’ quanto chiedono il Segretario di Nessuno tocchi Caino Sergio D’Elia e la Tesoriera dell’Associazione radicale oltre che parlamentare Elisabetta Zamparutti, dopo la morte avvenuta stamattina, appena giunto a Camp Liberty trasferito da Ashraf, dell’ingegnere Bardia Amir-Mostofian, un membro dei Mujahedin del Popolo Iraniano. “La morte di Bardia Amir-Mostofian è l’ennesima prova del trattamento crudele e disumano riservato dal regime di Al Maliki ai membri della Resistenza iraniana residenti in Iraq, una morte che – secondo D’Elia e Zamparutti – non può essere classificata tra quelle per cause naturali, perché il suo arresto cardiaco è avvenuto alla fine di un pesante processo di trasferimento da Camp Ashraf a Camp Liberty, durato quasi due giorni e durante il quale il gruppo di residenti è stato sottoposto a una serie intollerabile di sforzi fisici, umiliazioni e violenze messe in atto dalle forze irachene.” “E’ evidente – continuano i due esponenti Radicali – la volontà del governo di Al Maliki, sempre più succube del regime dei mullah, di giungere alla soluzione finale del problema della Resistenza iraniana.” “Ma quel che è più inaccettabile – per D’Elia e Zamparutti – è il silenzio e l’accondiscendenza dei governi occidentali e delle Nazioni Unite.” “Al senso di responsabilità dimostrato dai residenti di Ashraf nell’accettare, pur in assenza di garanzie minime, il piano ONU del loro trasferimento a Camp Liberty, di fatto in una prigione, non ha corrisposto – concludono i due dirigenti di Nessuno tocchi Caino – la dovuta opera di controllo e tutela da parte degli organismi internazionali.”

 

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