martedì, Dicembre 6, 2022
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Iran: un ragazzo di vent’anni impiccato nonostante il perdono dei familiari della vittima

CNRI – I boia del regime iraniano hanno impiccato pubblicamente un ragazzo di 20 anni giovedì nel nord est dell’Iran per “atti immorali” nonostante il perdono della famiglia della vittima assassinata. 

Il ragazzo, identificato con le iniziali M. Gh., è stato impiccato nella città di Joghatay, nella provincia del Khorasan, dopo che il suo appello per commutare la sua condanna a morte era stato respinto dalle autorità.

Il procuratore generale della città, le cui dichiarazioni sul caso sono state trasmesse dai media, ha detto che “la sentenza è stata eseguita in pubblico per essere sicuri che fosse di esempio” per gli altri.

Ali Akbar Rahimi ha detto: “M. Gh. era stato accusato di omicidio e condannato a morte per atti immorali”.

Non ha approfondito gli “atti immorali”.

Nell’ultima settimana almeno 20 prigionieri sono stati impiccati in Iran.

Un gruppo di dieci prigionieri è stato impiccato nella prigione di Ghezelhesar, nella città di Karaj martedì, secondo informazioni ottenute da fonti interne iraniane.

Mercoledì, due uomini identificati solo come Ali M e Ali Q. sono stati impiccati in pubblico per “vandalismo” nella città nord-orientale di Mashhad.

Un gruppo di cinque detenuti è stato impiccato nella prigione di Gohardasht nella città di Karaj. Questi facevano parte di un gruppo di nove che erano stati trasferiti in isolamento martedì. Gli altri quattro sono stati riportati nelle loro celle dopo che la loro esecuzione è stata rimandata.

Un video fatto girare su internet questa settimana, mostra i familiari affranti di otto prigionieri giustiziati che piangono i loro cari, i cui corpi sono stati allineati di fronte a loro dentro a dei sacchi neri, nella camera mortuaria.

Il video è stato ripreso di nascosto con un telefono cellulare da un testimone oculare, il quale ha detto che un gruppo di persone viene impiccato in segreto ogni giovedì nella città di Kerman.

Questo testimone oculare ha detto: “Molte esecuzioni in questa città sono per reati legati al possesso di droga. Di solito si tratta di ragazzi cresciuti orfani e che, a causa della povertà in cui versano, sono l’unica fonte di sostentamento per le loro famiglie”.

La rapida crescita delle violazioni dei diritti umani in Iran, tra i quali vi sono questo aumento senza precedenti delle esecuzioni, l’ondata di aggressioni con l’acido, organizzate dallo stato contro le donne e l’incessante repressione delle minoranze etniche e religiose, dei bloggers, dei reporters ed attivisti, sta avvenendo in un clima di malcontento popolare nei confronti del regime, ma anche in assenza di un’azione internazionale riguardo a questa continua violazione dei diritti umani.

 

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