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Iran: Scoperta di un nuovo complotto del Ministero dell’Intelligence e della forza Qods ai danni de i residenti di Liberty

Invio di mercenari in Iraq sotto le mentite spoglie dei familiari dei residenti

Secondo informazioni ricevute da fonti interne all’Iran, il Ministero dell’Intelligence dei mullah (MOIS) e la forza terroristica Qods (QF) si stanno preparando ad inviare molti dei loro agenti e mercenari in Iraq con la scusa di essere familiari dei membri del PMOI e di organizzare delle visite tra di loro, per inscenare una sporca campagna contro i membri del PMOI a Camp Liberty. 

A questo scopo il regime teocratico ha incaricato la Nejat Association, una ramificazione del MOIS, di inviare mercenari di diverse province in Iraq. Inoltre ad Ottobre ha già mandato in Iraq molti suoi noti agenti, come Abrahim Khodabandeh, per incontrarsi con esponenti iracheni del regime e con il suo ambasciatore, Danaifar, per preparare il terreno a questa campagna di demonizzazione.

Secondo alcune notizie pubblicate sui siti web del MOIS il 22 Novembre, durante un incontro con Abrahim Khodabandeh all’ambasciata del regime a Baghdad il 16 Ottobre, Danaifar  “ha promesso di proseguire i suoi sforzi per stabilire contatti tra i membri prigionieri della setta di Rajavi e le loro famiglie e di utilizzare a questo scopo tutta l’efficienza dell’ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran in Iraq”.

Inoltre il regime dei mullah ha in programma di sfruttare, direttamente e indirettamente, i funzionari dell’ONU e della Croce Rossa Internazionale per questo suo progetto. Secondo il piano del MOIS, la Nejat Association prima invierà i suoi mercenari, che si faranno passare per i familiari dei residenti di Camp Liberty, al Ministero degli Esteri. Poi il Ministero degli Esteri li manderà all’ufficio della Croce Rossa di Tehran per farli registrare come familiari dei residenti di Camp Liberty. E in seguito verranno mandati in Iraq.

Il tal modo il regime teocratico ha in programma di dare inizio ad un altro round di torture psicologiche ai danni dei residenti. Da Febbraio 2010 a Dicembre 2011, mediante l’invio di un gruppo di suoi mercenari in Iraq, che si facevano passare per familiari dei residenti di Campo Ashraf, piazzati nei pressi di Ashraf, il regime ha torturato psicologicamente i residenti giorno e notte con 320 altoparlanti. A questo atto disumano collaborarono gli agenti dell’intelligence del regime nella sua ambasciata di Baghdad.

Ricordando i ripetuti impegni scritti presi da Stati Uniti e Nazioni Unite riguardo alla sicurezza dei residenti di Camp Liberty, la Resistenza Iraniana mette in guardia contro i minacciosi obbiettivi del MOIS, della QF e dell’ambasciata dei mullah a Baghdad e chiede che il regime iraniano, i suoi agenti e i suoi mercenari mettano fine a queste misure contro i residenti di Camp Liberty, qualunque ne sia il pretesto.

Dato che il regime dei mullah progetta di sfruttare organismi internazionali allo scopo di torturare psicologicamente i residenti di Camp Liberty con la scusa dei loro familiari, come già tante volte dichiarato all’epoca di Kobler, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, i residenti e i loro rappresentanti non incontreranno, non collaboreranno e non stabiliranno alcun contatto con qualunque parte che coinvolga il regime iraniano nel caso del PMOI e dei residenti di Camp Liberty. Coinvolgere il regime iraniano nella questione del PMOI e dei residenti di Camp Liberty, membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), essendo una cosa che minaccerebbe la sicurezza e il benessere dei residenti e delle loro famiglie, rappresenta un atto criminale e non è in nessun modo argomento di discussione.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

27 Novembre 2014 

 

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