mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Iran: rapporto del Consiglio Supremo di Sicurezza dei mullah rivela strategia di Khamenei per la Siria e altri paesi arabi

Presentato ai leaders del regime un rapporto del Consiglio Supremo di Sicurezza dei mullah sugli ultimi sviluppi in Siria

La Siria è il nostro limite imprescindibile e l’anello Iraq, Siria, Libano e Yemen deve essere difeso e completato a tutti i costi per essere utilizzato per circondare il resto dei paesi arabi

Dopo la visita in Siria di Ali Shamkhani, Segretario del Consiglio Nazionale Supremo, il 30 Settembre 2014 e il suo incontro con Assad ed altri funzionari di governo, il Consiglio ha preparato un rapporto sugli sviluppi in Siria per i leaders del regime teocratico.

Questo rapporto sottolinea che la Siria è il limite imprescindibile di Khamenei, il quale negli ultimi tre anni ha convogliato tutte le risorse per salvare Bashar Assad ed ha ordinato che dovranno essere fatti tutti i passi necessari per difendere e completare l’anello Iraq, Siria, Libano e Yemen in modo da poter circondare il resto dei paesi arabi. 

Alcuni punti di questo rapporto sono:

1. La strategia del regime iraniano resta quella di investire e mantenere il regime di Bashar Assad al potere a tutti i costi. Khamenei ha sottolineato che “l’asse Iraq, Siria, Libano e Yemen” è cruciale “per la Repubblica Islamica dell’Iran e non ci dovranno essere indietreggiamenti a questo proposito”. Dovranno essere applicate tutte le “misure necessarie” a questo scopo. E’ attraverso questo anello che “possiamo circondare il resto dei paesi arabi, in particolare l’Arabia Saudita e la Giordania” e fare pressione su paesi come l’Egitto.

2. Il rapporto sottolinea che fino a qualche mese fa, l’equilibrio di potere in Siria pendeva in favore di Assad e che i suoi nemici si erano indeboliti. Gli sviluppi in Iraq, in particolare la perdita del potere da parte di Maliki e i problemi interni del paese, hanno creato problemi al regime in Siria, dato che si è presentata la questione del trasferimento delle truppe e delle munizioni ai siriani attraverso il territorio iracheno. Inoltre, il regime è stato costretto a riportare una parte delle forze para-militari terroristiche, come Asa’ib al-Haq, Kata’ib Hezbollah, Abulfadhl al-Abbas e le brigate Zolfaqar presenti in Siria, in Iraq.

3. Ma lo sviluppo più importante è stato l’inizio dei raid aerei della coalizione che ha cambiato lo scenario. Il rapporto continua aggiungendo che esiste la preoccupazione che se gli Americani riusciranno a contenere l’ISIS e a rafforzare l’Esercito Libero Siriano, la situazione si rivolterà contro Assad. Secondo il rapporto di Shamkhani, durante la sua visita l’argomento “come utilizzare i raid aerei a beneficio del regime di Bashar Assad è stato discusso nei minimi dettagli” con Bashar Assad stesso ed altri funzionari siriani.

4.Secondo questo rapporto, dopo i raid aerei contro l’ISIS in Siria, il morale di Bashar Assad e dei suoi comandanti è divenuto molto fragile e la visita di Shamkhani per risollevarlo è stata proprio necessaria. Inoltre attraverso la sua visita, il regime iraniano ha voluto “portare il suo messaggio agli Stati Uniti e agli altri nemici della Siria, che l’Iran continuerà ad appoggiare Assad con tutte le sue forze”.

5.Il Consiglio Supremo per la Sicurezza dei mullah ha precisato che ha bisogno di ottenere informazioni sui raid aerei della coalizione contro la Siria in ogni modo possibile, dato che queste informazioni sono “vitali per la sicurezza della Repubblica Islamica dell’Iran”. Le informazioni fornite dal Governo U.S.A. al governo siriano sui bombardamenti sono state passate direttamente al regime, dice il rapporto.

6. Da quando tre anni fa l’Esercito Libero Siriano è divenuto un fattore determinante e l’opposizione ha guadagnato forza, il comandanti e i consulenti dell’IRGC sono andati in Siria e di fatto hanno preso il controllo “della pianificazione e del comando delle operazioni”. I rapporto afferma che “il problema in Siria non può essere risolto con una guerra convenzionale. Perciò l’IRGC ha utilizzato tutta la sua esperienza nelle azioni di guerra convenzionale, urbana e non-convenzionale, oltre a tattiche di intelligence e sicurezza per salvare la Siria. Altrimenti l’esercito siriano non sarebbe stato in grado di affrontare l’opposizione e Bashar Assad sarebbe stato rovesciato già nei primi mesi”. Due anni fa le forze di Bashar Assad vennero circondate dalle forze di opposizione. Persino gli uffici dell’IRGC e di Khamenei vennero circondati dall’Esercito Libero Siriano.

7. Durante le operazioni più complesse, i comandanti dell’IRGC e le forze operative sono stati presenti per dirigere la battaglia. Molti ufficiali dell’IRGC, della Forza Quds (FQ) e comandanti in congedo o che erano impegnati in altri posti di governo, sono rientrati nell’IRGC e sono stati trasferiti in Siria. I droni dell’IRGC raccolgono una gran quantità di informazioni sull’opposizione per permettere alla forze di Bashar Assad di attaccarla.

8. Secondo questo rapporto, tutte le misure in Siria sono coordinate da Khamenei e dal suo ufficio e lui direttamente impartisce ordini alla FQ e ai suoi comandanti. Khamenei ha ordinato a Qasem Soleimani, comandante della FQ, di considerare la Siria il suo incarico principale. Inoltre “il Comandante Hamedani, del quale tutti voi signori conoscete la fama e la reputazione, è totalmente devoto alla Siria”. Soleimani si reca costantemente in Siria è c’è questo detto tra gli ufficiali siriani: “Quando Haj Qasem Soleimani è qui, noi dormiamo meglio la notte”.

9. Secondo questo rapporto Khamenei ha destinato alla Siria le spese e il budget militare e politico di un paese e pertanto “Agha (Khamenei) ha dichiarato che la Siria è il nostro limite imprescindibile. Se non fosse stato per la saggezza del nostro leader, tutto sarebbe finito ora” e in quel caso, avremmo dovuto affrontare il disastro in Iraq e in Libano e “persino Tehran ne sarebbe stata colpita”.

10. Nella maggior parte delle zone militari e operative, ad ogni checkpoint sulle strade e tra una città e l’altra, esiste una corsia preferenziale utilizzata dai membri dell’IRGC in Siria che l’attraversano mostrando la loro “Iran National Card”. Le forze militari e della sicurezza siriane nutrono grande rispetto per le guardie rivoluzionarie e le considerano i loro comandanti.

11. Oltre alla presenza delle forze dell’IRGC e dei loro comandanti in Siria, impegnati ad addestrare le truppe di Assad in Siria, l’IRGC trasferisce a Tehran, a gruppi, un gran numero di questi militari provenienti perlopiù dalla setta degli Alawiti e li riporta in Siria dopo averli sottoposti a dei rigorosi corsi di addestramento (da una a sette settimane). In Siria vengono organizzati in gruppi operativi simili alle forze Basij iraniane per combattere contro l’Esercito Libero Siriano. All’inizio prendevano parte alle battaglie con il pretesto di difendere Zeynabieh, ma in seguito sono stati impiegati nella lotta per la difesa del regime di Assad. Le truppe siriane vengono addestrate nella caserma Imam Ali in Iran.

12. La partecipazione della Turchia alla coalizione, il voto del Parlamento turco per la partecipazione alla coalizione ed in particolare il possibile coinvolgimento delle truppe di terra turche in Siria, sono fattori molto pericolosi per il futuro di Assad. Il regime iraniano dovrà impedire un intervento più attivo della Turchia, utilizzando tutte le sue risorse.

Il suddetto rapporto dimostra chiaramente che la crisi siriana, il prolungamento del conflitto e dei massacri in quel paese, sono la diretta conseguenza dell’ingerenza del regime teocratico. Altrimenti il regime di Assad sarebbe stato rovesciato molto tempo fa e non ci sarebbe stato posto per la crescita e l’espansione di forze estremiste dell’entità che vediamo oggi. Il fondamentalismo e l’estremismo mascherati da Islam sono apparsi nella regione 35 anni fa, con la nascita del regime teocratico e scompariranno dalla regione con la caduta dei mullah. Pertanto, la creazione e l’espansione dell’ISIS in Siria e Iraq sono dirette conseguenze della subdola ingerenza e del giogo imposto dal regime dei mullah a queste nazioni. La totale sconfitta dell’ISIS dipende dalla completa cacciata del regime teocratico dall’Iraq e dalla Siria.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

12 Ottobre 2014

 

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