mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Iran: Per il secondo giorno consecutivo i dervisci e le loro famiglie si sono radunati nei pressi dell’ufficio del procuratore. 800 arrestati

Il numero dei dervisci arrestati negli ultimi due giorni, 20 e 21 Settembre, per essersi radunati di fronte all’ufficio del procuratore a Tehran, è di oltre 800. Per impedire questa manifestazione di protesta dei dervisci, le forze repressive hanno picchiato e ferito molti di loro con pungoli elettrici, umiliandoli, insultandoli ed arrestandoli. Tra gli arrestati anche molte donne anziane e bambini. Alcuni sono stati trasferiti nella prigione di Evin.

 

Dopo gli arresti di ieri moltissimi dervisci provenienti da diverse città sono giunti a Tehran per esprimere la loro solidarietà agli arrestati. Si sono radunati nei pressi dell’ufficio del procuratore a Behesht Street sin dalla mattina del 21 Settembre.

Gli agenti dell’intelligence e le guardie anti-sommossa, hanno tentato di bloccare queste centinaia di persone a Behesht Street, per impedire che si tenesse una  manifestazione di protesta dei dervisci Gonabadi per il secondo giorno consecutivo. Da questa zona si sono udite provenire le grida dei manifestanti, tra i quali vi erano decine di donne.

Queste manifestazioni vengono fatte per protestare contro l’oppressione dei dervisci ed in particolare per esprimere solidarietà ai nove detenuti dervisci in sciopero della fame nelle prigioni di Evin, a Tehran, e Nezam a Shiraz. I dimostranti chiedono di poter incontrare i loro parenti in carcere, in gravi condizioni dopo tre settimane di sciopero della fame.

Molti prigionieri politici della prigione di Gohardasht, hanno emesso un comunicato con il quale hanno espresso la loro solidarietà alle richieste dei detenuti dervisci e delle loro famiglie. Hanno espresso anche la loro preoccupazione per il massiccio arresto di dervisci, scrivendo: “Che crimine hanno commesso?… La moderazione e la flessibilità eroica valgono solo per le forze delle potenze straniere, ma la porzione per il popolo e i cittadini iraniani, e quindi per i dervisci che sono musulmani e credono nei 12 imam sciiti, non è che patibolo, tortura, oppressione e carcere?”

Ieri Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha espresso il suo più profondo sdegno per le misure disumane e anti-islamiche prese dai leaders del sistema del Velayat-e faqih contro questi dervisci innocenti ed ha chiesto a tutti gli organismi internazionali e a quelli in difesa dei diritti umani, in particolare all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, di adottare misure immediate per garantire un rilascio veloce e senza condizioni di tutti gli arrestati, nonché il rilascio dei detenuti dervisci e il soddisfacimento delle loro richieste. Ha chiesto inoltre che il dossier sui crimini commessi dal fascismo religioso al potere in Iran venga presentato al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

21 Settembre 2014

 

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