mercoledì, Novembre 30, 2022
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Iran – Gianna Gancia al palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra: “Reagire contro il fondamentalismo”

Targatocn.it, Sabato 20 settembre

La presidente leghista nella sede dell’Onu non risparmia critiche alla stessa Organizzazione internazionale: “Troppe volte l’Onu ha finto di non vedere, in nome del multiculturalismo che si sostanzia anche nel diritto a pratiche criminali contro le donne”

 

 Gianna Gancia, presidente della Lega Nord nel Consiglio regionale del Piemonte, è intervenuta venerdì 19 settembre al Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra sul tema “Donne e fondamentalismo”, un incontro voluto dalla Women’s Human Rights International Association, dalla Association des Femmes Iraniennes en France e dall’International Educational Development per sensibilizzare gli operatori del settore e l’opinione pubblica internazionale sulla violazione dei diritti umani in Iran e contro l’integralismo islamico che sta colpendo anche l’Occidente. 

Un argomento sul quale la presidente Gancia in questi anni si è impegnata personalmente in numerose occasioni, in provincia di Cuneo, come a Parigi, dove nella scorsa primavera ha incontrato la presidente del Consiglio nazionale della Resistenza iraniana, Maryam Rajavi, per manifestarle la piena condivisione del suo percorso di lotta al regime teocratico iraniano: “La rivoluzione contro il fondamentalismo passa attraverso le donne – ha detto Gianna Gancia -, ne siamo pienamente consapevoli, non c’è altra via. Da qui bisogna partire, e non dai carri armati e dalle bombe “intelligenti”, per costruire un nuovo mondo che abbia al centro l’umanità e la libertà”. 

La decisione dell’Onu di porre all’ordine del giorno questi temi, ha osservato non senza polemica la presidente Gancia, “arriva in ritardo”: “Troppe volte l’Onu – ha detto Gianna Gancia – ha finto di non vedere, in nome del multiculturalismo che si sostanzia anche nel diritto a pratiche criminali contro le donne (e gli uomini), in nome di chissà quali dèi o tradizioni. Sappiamo che in alcuni casi anche i reparti inviati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite come forza di interposizione tra contendenti, quando è arrivato il momento del dramma, si sono voltati dall’altra parte e hanno lasciato fare”. 

Alla conferenza è intervenuta anche l’avvocata cuneese Enrica Giordano, presidente di Libere, l’associazione delle donne italiane a sostegno delle donne della Resistenza iraniana, che ha invitato a distinguere tra “religione e fondamentalismo”, tra “fede e criminalità”: “Nessuna atrocità umanitaria – ha detto l’avvocata Giordano – può essere compiuta in nome della religione. Le persecuzioni sulle donne vanno combattute per quello che sono, azioni criminali”. 

Al tavolo dei relatori hanno inoltre preso la parola la presidente dell’Associazione delle donne iraniane in Francia, Simin Nouri, e la storica e parlamentare svizzera Erica Deuber Ziegler. 

Le testimonianze riportate in sala da uomini e donne perseguitati dal regime iraniano, hanno più volte commosso alle lacrime gli stessi interpreti linguistici, che si sono trovati in difficoltà nel riferire la crudezza di quanto ascoltavano.

 

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