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Iran: Nonostante i provvedimenti della sicurezza, gli insegnanti si riuniscono per ottenere il rilascio dei colleghi in carcere

Proteste degli insegnanti – No. 4

Il regime iraniano ammette l’arresto degli insegnanti in rivolta

Mercoledì 22 Luglio, durante una protesta, gli insegnanti hanno portato cartelli con su scritto: “Gli insegnanti protestano per la fine del pregiudizio”, “Affamati, fino a quando?, “Gli insegnanti in carcere devono essere liberati”, “Pane, casa, rispetto”, “La promozione è un inganno”, “Ministero dell’Istruzione: Più conoscenza = paga minore, minor rispetto” e “Più esperienza – paga minore!”.

La protesta degli insegnanti è scoppiata nonostante il regime iraniano abbia impiegato ogni misura repressiva e utilizzato ogni minaccia per impedirla.

 A Tehran e in altre città le forze repressive ed elementi dell’intelligence hanno usato canali ufficiali e ufficiosi, tramite telefonate o visite, per minacciare di arresto gli insegnanti se avessero partecipato alla manifestazione del 22 Luglio. Un SMS inviato dal dipartimento dell’intelligence di Ilam a moltissimi abitanti della città diceva: “Il suo comportamento sovversivo è stato scoperto. Ripeterlo porterà a provvedimenti giudiziari (arresto e detenzione)”.

Il 22 Luglio le forze repressive hanno impedito ai commercianti di affacciarsi dai loro negozi e li hanno costretti a rientrare.

Per nascondere l’infamia della massiccia repressione della manifestazione degli insegnanti, il regime iraniano l’ha definita illegale. Mohamadreza Yousefi, Direttore Generale e Politico del Governatorato di Tehran, ha detto: “Non è stato rilasciato nessun permesso per una manifestazione di fronte al parlamento e la loro assemblea è illegale”. Ammettendo la diffusione delle proteste nei vari strati della società ha dichiarato: “Allo stesso modo anche l’anno scorso si sono tenuti a Tehran circa 800 assembramenti illegali e senza permesso”. (Agenzia di stampa Fars – 22 Luglio)

Le misure repressive contro gli insegnanti sono state talmente massicce che l’agenzia di stampa di stato ILNA ha scritto: “Mercoledì 22 Luglio le forze di sicurezza hanno ‘ostacolato’ la manifestazione di molti insegnanti venuti da ‘vari luoghi’ dell’Iran, di fronte al Consiglio Islamico del Majlis. Molti insegnati che protestavano sono stati anche ‘arrestati’”. L’agenzia di stampa ha aggiunto che gli insegnanti erano giunti da diverse province, tra cui Kurdistan, Kermanshah, Hamedan, Esfahan, Gilan, Mazandaran e Khorassan Razavi, per partecipare alla manifestazione di Tehran. Il parlamentare Ali Motah’hari ha espresso il suo  timore per le conseguenze della repressione della protesta degli insegnanti: “La suscettibilità mostrata verso queste manifestazioni aggraverà la questione. Non è necessario né razionale mostrare così tanta suscettibilità verso queste manifestazioni”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

22 Luglio 2015

 

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