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Iran – Maryam Rajavi Chiede Solidarietà per il Popolo Siriano e la sua Rivoluzione

Con una cerimonia che ha segnato l’inizio del Ramadan, in solidarietà con il movimento del Popolo Siriano e anche in solidarietà con i residenti di Campo Ashraf e Liberty, il Presidente eletto, Maryam Rajavi, ha sollecitato la comunità internazionale ad impedire al regime dei mullah di realizzare un’altra catastrofe umanitaria contro i residenti di Ashraf e Liberty sotto il nome delle Nazioni Unite Domenica 22 Luglio, a segnare l’inizio del mese sacro del Ramadan, una speciale cerimonia si è tenuta nell’ufficio del quartier generale del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana a Auvers-sur-Oise vicino Parigi, per ricordare quanti sono caduti del popolo della Siria e dell’Iran e anche in ricordo del massacro del 28-29 Luglio a Campo Ashraf. L’evento ha avuto luogo alla presenza del Presidente eletto Maryam Rajavi e di molte personalità siriane.

I partecipanti hanno porto i loro rispetti ai martiri delle proteste iraniane e siriane, prendendo parte ad una cerimonia floreale tenutasi sul vicino fiume Oise.
“I mullah iraniani non hanno incatenato solo il popolo iraniano”, ha detto Maryam Rajavi, oratore principale alla cerimonia, dopo essersi congratulata con tutti per il Ramadan, “…ma con tutto il loro potere, si stanno intromettendo nei paesi arabi e musulmani ed in particolare in questi giorni stanno cercando di mantenere al potere la sanguinaria dittatura della Siria”.
“Velayati, il Consigliere per gli Affari Internazionali di Khamenei, ha detto la scorsa settimana che, se Bashar al-Assad verrà rimosso dai suoi poteri, noi perderemo una roccaforte chiave nella regione”. Maryam Rajavi ha continuato aggiungendo: “loro hanno paura che con la caduta di Assad, gli assetti geopolitici della regione, dal Libano alla Palestina all’Iraq, possano cambiare in favore delle forze democratiche e che i loro piani di esportare il fondamentalismo e il terrorismo falliranno. Ma i popoli della regione, dall’Iran a tutti i paesi arabi e musulmani, sono determinati a porre fine alle dittature e rifiutano in particolare, di essere controllati dal regime dei mullah iraniani. E’ sconcertante come per impedire al popolo siriano e ai popoli di tutta la regione di conquistare la libertà, Russia e Cina stiano tenendo in ostaggio il Consiglio di Sicurezza mentre l’occidente gioca il ruolo di osservatore”.

“I mullah hanno inviato la forza Quds e i loro terroristi insieme a grosse somme di denaro in Siria. Usano il loro regime fantoccio in Iraq per fare da ponte, via aria o via terra, agli aiuti al regime di Assad.
I mullah parlano di Islam, ma contribuiscono al massacro di musulmani inermi, usando tutta la forza. In verità, loro sono i peggiori nemici di tutti i musulmani e dell’Islam”.

“Ma il popolo coraggioso della Siria sta resistendo con tutto quello che ha ed ha sacrificato uomini, donne e persino bambini per conquistare la libertà”, ha detto il Presidente eletto Maryam Rajavi.
Salutando il popolo siriano, all’inizio del Ramadan, Maryam Rajavi ha esortato tutti i musulmani  e i popoli di tutto il mondo a venire in aiuto del popolo siriano. Ha continuato dicendo che: “Il regime iraniano è disturbato dagli attuali sviluppi nella regione e intende privare i residenti di Liberty dei beni essenziali per la vita come l’acqua, l’elettricità, il cibo e le cure. Li sta privando di difesa contro il caldo, del diritto alla libera circolazione e al diritto sulle loro stesse proprietà. In questo modo il Governo dell’Iraq sta imponendo ai residenti, le condizioni di una prigione per i lavori forzati.”

Maryam Rajavi ha criticato gli Stati Uniti e il Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU, per come pressano i residenti a rinunciare ai loro diritti, anziché pressare l’Iraq a soddisfare le necessità umanitarie dei residenti. Ha espresso preoccupazione per le recenti dichiarazionei del Rappresentante Speciale alla sessione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, rendendo merito al Governo dell’Iraq quando questo non sta affatto rinunciando a fare di Liberty una prigione e a privare i residenti di necessità fondamentali come l’acqua potabile”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
23 Luglio 2012

 

 

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