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Iran: Le scioccanti confessioni di Ali Fallahian, ex-ministro dell’intelligence del regime dei mullah, riguardo al massacro del 1988

“Secondo una dichiarazione chiara di Khomeini, processare l’opposizione non ha alcun senso e la condanna per i Mojahedin del Popolo Iraniano ( PMOI ) e per i gruppi di opposizione è l’esecuzione”

• Il verdetto per il massacro dei membri e dei simpatizzanti del PMOI in carcere era già stato emesso da Khomeini nel 1988

• Agenti dell’intelligence operano dentro e fuori dall’Iran spacciandosi per corrispondenti e uomini d’affari

Ali Fallahian, ex-ministro dell’intelligence del regime, in un’intervista ad Aparat Internet TV ha detto: “Per il PMOI e a tutti i gruppi militanti, il verdetto è la pena di morte… l’Imam (Khomeini) lo ha detto… la condanna per loro è la morte… Mousavi (Tabrizi), procuratore generale della Rivoluzione, diceva che non era assolutamente necessario un processo… non ha alcun senso processarli… l’Imam ha ripetutamente insistito che bisogna stare attenti a non lasciarli andare… l’Imam ha sempre sottolineato che bisogna stare attenti a questi gruppi… La sentenza per loro è sempre l’esecuzione. Questo è stato il suo verdetto (di Khomeini) quale leader supremo, sia prima di questa questione del 1988 che dopo”.

Le dichiarazioni di Fallahian giungono mentre il massacro dei 30.000 prigionieri politici avvenuto nell’estate del 1988 e il movimento per ottenere giustizia per le vittime di questo massacro, sono diventati un problema sempre più grosso per tutto il regime dei mullah negli ultimi mesi. Ali Khamenei, leader del regime, è intervenuto personalmente il 4 Giugno, esprimendo il suo avvertimento per la crescita del movimento per ottenere giustizia, e ha detto: “… quelli che meditano, riflettono e giudicano gli anni ’80, sappiano che il ruolo del martire e del carnefice non può essere scambiato”.

Fallahian ha risposto alla domanda sulle vittime dei massacri del 1988 che stavano scontando la loro pena, dicendo: “Dovete tenere questo a mente, e cioè che la sentenza per loro (il PMOI) è la morte. E se un giudice religioso non li condanna a morte, la sua sentenza è illegale… perciò tutti noi dobbiamo tenere a mente che il verdetto per un Monafeq (termine utilizzato dal regime per definire un membro o un simpatizzante del PMOI) è la condanna a morte. Questa è stato sia la fatwa dell’imam, che il suo verdetto… c’è stata una discussione su quelli che dovevano essere giustiziati ma non lo furono, e su quelli che dovevano essere giustiziati ma non ottennero un verdetto, l’opinione dell’Imam fu ‘allora perché li avete arrestati’…”.

Questo criminale ha ammesso che molti dei detenuti furono giustiziati unicamente per aver distribuito giornali o fornito attrezzature e cibo ai sostenitori della Resistenza. E ha detto: “Se qualcuno fa parte di un gruppo militare, quel gruppo combatte con le armi, a prescindere se quella persona sia armata o no… Ora, qualcuno può andare a comprare il pane per le persone in quella casa segreta. O qualcuno, per esempio, fornisce altre strutture… Alla fine è uno di loro”.

Fallahian, con una disgustosa presa in giro, ha detto che molti agenti del ministero dell’intelligence stanno operando sotto le mentite spoglie di giornalista. “Il ministero dell’intelligence ha bisogno di copertura” ha detto. “Per raccogliere informazioni sia all’interno che fuori, ad esempio, noi non mandiamo un agente dell’intelligence diciamo in Germania, negli Stati Uniti o in Russia, che là direbbe “Bene, io sono del ministero dell’intelligence. Vi prego di dare le vostre informazioni a me. (E lo farebbero) sotto le spoglie di un’attività imprenditoriale o giornalistica. Molti giornalisti sono agenti dell’intelligence… Un giornalista non viene pagato molto, perciò deve lavorare con un servizio di intelligence”.

Ali Fallahian è un criminale che è stato a capo del ministero dell’intelligence per tutti gli otto anni di presidenza di Rafsanjani (1989-1997) e che, oltre a compiere omicidi a catena e ad uccidere molti oppositori e intellettuali iraniani, è sottoposto a mandato di cattura internazionale a causa del suo ruolo diretto in alcuni assassinii avvenuti fuori del paese.

Fallahian è stato incriminato dal tribunale tedesco per il suo coinvolgimento diretto nell’uccisione dei leaders del Partito Democratico Curdo Iraniano, al Ristorante Mykonos di Berlino (Settembre 1992) ed è stato spiccato un mandato di arresto internazionale contro di lui. Nel 2007 l’Interpol ha inserito Fallahian nella lista dei maggiori ricercati a livello internazionale a causa del suo ruolo nell’attentato contro il Jewish Center a Buenos Aires, in cui rimasero uccise 85 persone.

Jacques Antenen, giudice investigativo svizzero, ha emesso un mandato di arresto contro di lui il 20 Marzo 2006, per aver ideato ed essere stato direttamente coinvolto nell’omicidio del Dr. Kazem Rajavi, rappresentante della Resistenza Iraniana a Ginevra, assassinato il 24 Aprile 1990, alla periferia di Ginevra dal regime dei mullah.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

18 Luglio 2017

 

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