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Iran: Le preoccupazioni del regime per il movimento per ottenere giustizia. I tentativi di dipingere gli assassini come dei martiri

Lunedì 11 Settembre, preoccupato per il crescente slancio del movimento per ottenere giustizia in Iran, che chiede l’incriminazione dei responsabili del massacro del 1988 di migliaia di prigionieri politici, il leader supremo iraniano Ali Khamenei ha inviato il suo consigliere Kamal Kharrazi ad incontrare l’ex-ministro degli esteri francese Hubert Védrine, attualmente in visita a Teheran. Kharrazi ha fatto ricorso a note bugie contro l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) per dipingere gli assassini del regime come dei martiri.

“Il fatto che la Francia ospiti un gruppo terroristico che ha ucciso 13.000 iraniani è ingiustificabile, ha detto a Védrine.

L’Inviato Speciale delle Nazioni Unite sui Diritti Umani in Iran, nel suo ultimo rapporto presentato all’Assemblea Generale dal Segretario Generale, ha parlato delle continue violazioni dei diritti umani in Iran, tra cui le tantissime esecuzioni, gli arresti e la persecuzione dei dissidenti, le molestie e la persecuzione dei difensori dei diritti umani e… della mancanza di indipendenza della magistratura del regime. 

Sul massacro del 1988 dei prigionieri politici ha scritto: “Tra Luglio e Agosto 1988, migliaia di prigionieri politici, uomini, donne e ragazzi, pare siano stati giustiziati a seguito di una fatwa emessa dall’allora leader supremo ayatollah Khomeini… l’attuale ministro della giustizia, un attuale giudice dell’alta corte e il capo di una delle più grosse fondazioni religiose del paese e candidato alle elezioni  presidenziali di Maggio, compirono queste esecuzioni”.

“Recentemente queste uccisioni sono state ammesse da alcuni ai più alti livelli dello stato” e “un’indagine approfondita e indipendente su queste esecuzioni è necessaria”.

I media dei mullah, continuamente preoccupati per la conferenza annuale della Resistenza svoltasi il 1° Luglio di quest’anno a Parigi, hanno citato Kharrazi che nel suo incontro con Védrine ha detto: “Nonostante lo sviluppo delle relazioni tra Francia e Iran, restano delle domande… come quella sull’avere ospitato una conferenza del PMOI sul suolo francese”.

Tuttavia i media ufficiali iraniani non hanno ricevuto risposta dall’ex-ministro degli esteri francese riguardo a queste ridicole affermazioni e su altre rimostranze fatte da Kharrazi sui doveri degli Stati Uniti e dell’Europa.

Prima di questo, il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, che si era recato a Parigi pochi giorni prima della conferenza del 1° Luglio del PMOI, aveva detto: “Abbiamo sollevato questa questione con i funzionari francesi come motivo di incomprensione nelle nostre relazioni”.

Khamenei ha inviato Kharrazi a Parigi tre settimane prima della conferenza del PMOI per definire questa organizzazione “un gruppo terrorista che ha assassinato migliaia di persone”.

La Resistenza Iraniana ha emesso un comunicato il 25 Luglio rivelando che il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale sta cercando di intentare una nuova causa contro il PMOI da consegnare alla magistratura francese e che le agenzie di intelligence del regime stanno cercando di portare le autorità francesi a Teheran per influenzarle creando casi contro il PMOI. In seguito la Resistenza Iraniana ha rivelato nel suo comunicato del 27 Luglio che il procuratore di Teheran aveva incaricato il procuratore del carcere di Evin e il suo capo Hassan Amin Naseri, il 30 Maggio di quest’anno, di presentare una denuncia contro il PMOI da presentare in Francia e a questo scopo è stato mandato in Francia Eftekhar Jahromi, appartenente alla banda di Khamenei ed ex-membro del Consiglio dei Guardiani.

Queste parole assurde venivano pronunciate nonostante la magistratura francese avesse specificato nella sua sentenza di non luogo a procedere nel caso del 17 Giugno, che l’obbiettivo della Resistenza Iraniana è quello “di rovesciare il regime al potere in Iran” e che i metodi utilizzati dalla Resistenza “sono stati sia politici” che “militari, attraverso l’utilizzo di un vero esercito, l’Esercito di Liberazione Nazionale Iraniano” e “prevedono operazioni militari in Iran per le quali il PMOI si assume la responsabilità” e “che non ci sono documenti che indichino che i civili siano stati colpiti deliberatamente”. Per la legge francese, un’invasione militare che porti ad una lotta armata tra forze militari non può essere definita terrorismo”.

L’8 Maggio 2017, Rouhani ha ammesso che il regime è rimasto al potere per 38 anni commettendo esecuzioni e arresti. Il 14 Luglio 1980 durante una sessione pubblica al parlamento, Rouhani stesso chiese “l’impiccagione degli oppositori durante la preghiera del venerdì, per avere un maggiore impatto”. Questo è lo stesso regime del quale Montazeri, l’allora successore di Khomeini disse, nel mezzo del massacro dei prigionieri politici del 1988 “il popolo sarà disgustato del velayat-e faqih”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

14 Settembre 2017

 

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