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Iran: La lettera di denuncia di un prigioniero politico, contro cinque autorità carcerarie, all’Inviato dell’ONU per i Diritti Umani

a cura dello staff del CNRI

CNRI – In una lettera all’Inviato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, il 31 Gennaio il prigioniero politico Arash Sadeghi, che sta praticando lo sciopero della fame, ha avvertito della gravità della situazione in cui si trovano Atena Daemi e Golkorki Iraee, accusando cinque autorità dell’Organizzazione Carceraria del regime.

Questo è un estratto della lettera di Arash Sadeghi:

All’Onorevole Zeid Raad al-Hussein, Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umani

e ad Asma Jahangir, Inviato Speciale sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran

Come ben sapete, è passato più di un anno da quando mia moglie è stata arrestata e in tutto questo tempo ho ripetutamente scritto varie lettere a questo riguardo.

Lo scorso anno, dopo 72 giorni, ho terminato il mio sciopero della fame dopo che la magistratura mi aveva promesso il rilascio di mia moglie e un riesame del suo caso.

A causa di questo sciopero della fame ho molti problemi di salute, tra cui problemi renali e digestivi, problemi cardiaci, aritmia, un rimpicciolimento dei reni, ulcera gastrica, colite ulcerosa all’inizio e alla fine del colon, a causa dei quali devo assumere più di 15 medicine, tra cui Mezalazine, Sulfasalazine, Warfarin, Propranolol 40 e…

Pochi mesi dopo la fine dello sciopero della fame, a causa delle pressioni dell’ufficio di intelligence delle Guardie Rivoluzionarie, il riesame del caso di mia moglie e l’istanza per un nuovo processo, sono stati respinti dalla Corte Suprema.

E negli ultimi giorni, mentre veniva presentato un nuovo caso per lei e per una nostra amica, Atena Daemi, dopo essere state convocate nella sezione di sicurezza 2A del carcere di Evin (che si trova sotto il controllo dell’intelligence dell’IRGC), sono state portate nel carcere di Qarchak (a Varamin), dopo essere state picchiate. Ma questo carcere è dedicato ai prigionieri comuni e pericolosi.

Nonostante il disaccordo dei miei amici e compagni di cella e nonostante le mie inadeguate condizioni fisiche, che tutti hanno constatato in questo periodo, in risposta ai maltrattamenti, alle percosse e al trasferimento di mia moglie Golrokh Ebrahimi e della nostra amica Atena Daemi, ho iniziato il mio sciopero della fame sabato (27 Gennaio).

Per questo motivo io dichiaro che, in caso di qualunque incidente occorso a me o alle signore Golrokh Ebrahimi e Atena Daemi, la diretta responsabilità ricade sulla magistratura e sull’intelligence dell’IRGC, nonché su Asghar Jahangir (Capo dell’Organizzazione Carceraria), Mustafa Mohebbi (Direttore Generale dell’Organizzazione Carceraria della provincia di Teheran), Chahar Mahali (Direttore del carcere di Evin), Youssef Mardi (capo della sicurezza del carcere di Evin) e Abbas Khani (capo dell’infermeria del carcere di Evin), dato che le azioni di questi ultimi tre, grazie alla falsificazione di nuovi casi e alle percosse, hanno portato al trasferimento di Golrokh e Atena.

Questo trasferimento è stato senza alcun dubbio coordinato dall’Organizzazione Carceraria e dal Direttore Generale delle Carceri della provincia di Teheran.

Faccio appello a tutte le organizzazioni e ai tribunali internazionali contro questi individui e chiedo a voi, a tutti gli avvocati per i diritti umani e a tutte le coscienze vigili, di indagare su questa denuncia, continuando ad occuparsi della situazione di Golrokh e Atena.

Grazie mille

Arash Sadeghi

Mercoledì 31 Gennaio 2018

Carcere di Gohardasht (Rajai Shahr) a Karaj

 

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