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Iran: L’approvazione della 61° risoluzione di condanna del regime dei mullà all’ONU per la forte violazione dei diritti umani

Maryam Rajavi: bisogna spedire il terribile fascicolo dei diritti umani del regime al Consiglio di Sicurezza dell’ONU 

Maryam Rajavi presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, il 18 novembre, accogliendo positivamente l’approvazione della 61° risoluzione di condanna al regime iraniano per la forte e sistematica violazione dei diritti umani in Iran da parte del III Comitato dell’Assemblea generale dell’ONU e ha dichiarato che: “con l’approvazione di questa risoluzione non ci sono più dubbi che bisogna spedire il terribile fascicolo dei diritti umani del regime al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, dove si deciderà di intraprendere i necessari provvedimenti e di consegnare alla giustizia i responsabile di 120.000 impiccagioni politiche”.

La signora Maryam Rajavi ha aggiunto che: “sebbene questa risoluzione non comprenda tutti gli atti criminali del nefasto regime di velayat-e faghih, ma dimostra come il regime dei mullà calpesta tutti i 30 punti della Carta internazionale dei diritti umani.  Inoltre afferma che  il regime dei mullà viola la Convenzione dei diritti dell’Infanzia, il Patto internazionale dei diritti civili e politiche e le leggi internazionali”. Rajavi ha continuato che: “la crescita della violazione dei diritti umani in Iran come l’aumento delle impiccagioni, l’ondata organizzata dello sfregio con l’acido, la perpetua oppressione nei confronti delle minoranze etniche e religiosi, dei blogger, dei giornalisti e degli attivisti palesa il fatto che il regime teme il malcontento crescente della popolazione”. 

Visto che nella risoluzione dell’ONU s’afferma la sistematicità della violazione dei diritti umani da parte del regime teocratico al potere in Iran, ogni rapporto politico e diplomatico e economico con esso è del tutto illegittimo. Effettuare la sporca politica del compiacimento e offrire gli incentivi al regime disumano, e inviare le lettere al criminale vali-e faghih, Khamenei,  e farlo partecipare alla lotta contro l’Isis o continuare l’assordante silenzio di fronte al manifesto sostegno dei mullà al terrorismo e ai gruppi paramilitari in Iraq e in Siria non altro che esortarlo a continuare la violenza. 

Di fronte a questa mole d’indifferenza nei riguardi di questo malvagio regime il mondo intero è addolorato. Soprattutto perché questa indifferenza delle cancellerie occidentali è diventato una fonte dello sviluppo del terrorismo e fondamentalismo in Regione e ha causato guerre che minacciano seriamente la pace e sicurezza in tutto il mondo.  Perciò affermiamo che i negoziati per la questione nucleare non devono essere un alibi per chiudere gli occhi alla violazione dei diritti umani in Iran.

La presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, riferendosi alla risoluzione dell’18 novembre, in cui si riporta che negli ultimi 9 anni le richieste dei relatori dell’ONU per visitare l’Iran non ha mai ricevuto risposta ha detto che: “se il regime dei mullà accettasse di aprire i siti nucleari alle ispezioni, non sbottonerà mai i terribili luoghi delle torture alle visite internazionali. Perché il mondo scoprirà che nel buio delle prigioni il regime compie molto peggio dell’Isis. Perciò il rispetto dei diritti umani in Iran avverrà solo dopo il rovesciamento della dittatura teocratica e con instaurare della democrazia nel Paese”. 

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana 

18 novembre 2014

 

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