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Iran: Appello per salvare la vita del prigioniero politico Ali Moezzi

Recentemente gli aguzzini del disumano regime dei mullah hanno improvvisamente trasferito il prigioniero politico Ali Moezzi, cui rimangono solo pochi mesi di pena da scontare prima del suo rilascio, dalla prigione di Gohardasht  a Karaj alle celle di isolamento della sezione 209 della famigerata prigione di Evin e lo hanno sottoposto a tremende pressioni.

Gli aguzzini dell’intelligence del regime hanno detto moltissime volte ad Ali Moezzi che alla fine lo avrebbero “tormentato a morte ed eliminato” in prigione e che non avrebbe lasciato vivo il carcere. Tormentare a morte e assassinare i detenuti politici è un metodo comune e notoriamente utilizzato dal regime teocratico. Questi aguzzini si sono rifiutati di rispondere ai familiari di Ali Moezzi preoccupati per la sua vita. Il fratello, Mohammad Moezzi, è stato giustiziato nel 1981 a causa del suo sostegno al PMOI.

Ali Moezzi, che soffre di varie malattie tra cui gravi problemi renali e un’ostruzione intestinale causate dagli anni di prigionia e dalle torture subite, ha perso conoscenza il 30 Settembre per dei forti dolori allo stomaco. Dopo le proteste dei suoi compagni di cella i suoi carcerieri sono stati costretti a trasferirlo in ospedale a Karaj. Per tormentarlo ulteriormente lo hanno incatenato mani e piedi persino nel suo letto d’ospedale. Una settimana dopo il ricovero, nonostante non avesse completato le cure, è stato riportato in prigione dove è stato privato anche delle cure minime necessarie. Il 12 Ottobre, quando doveva essere trasferito in ospedale per delle cure, è stato improvvisamente portato alla prigione di Evin a Tehran.

Ali Moezzi, prigioniero politico negli anni ’80, è stato arrestato nel 2008, condannato a due anni di carcere e a tre anni di pena sospesa per aver visitato i suoi due figli a Campo Ashraf. E’ stato arrestato una terza volta a Giugno 2011 per aver partecipato alla cerimonia funebre di Ali Saremi, un detenuto politico e sostenitore del PMOI, giustiziato dal regime teocratico.

A causa del suo appoggio al PMOI e alle sue posizioni contrarie alle misure repressive del regime contro la Resistenza Iraniana, Ali Moezzi è stato sottoposto costantemente alle più tremende pressioni fisiche e psicologiche.

La Resistenza Iraniana chiede a tutti gli organismi in difesa dei diritti umani, in particolare all’Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umani, all’Inviato Speciale sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran e agli inviati sulle Detenzioni Arbitrarie e sulla Tortura, di intraprendere un’azione efficace per salvare la vita di questo detenuto politico, che ha subito le più tremende pressioni e torture negli ultimi mesi e che sta per essere torturato a morte.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

15 Novembre 2014

 

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