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Un rapporto di 100 pagine rivela che il regime iraniano nasconde un progetto nucleare militare all’interno di un programma civile

Comunicato stampa – Conferenza di ISJ – Bruxelles 20-11-2014 

Il Comitato Internazionale “In Search of Justice” (ISJ) ha rivelato durante una conferenza stampa a Bruxelles oggi, giovedì 20 Novembre 2014, che negli ultimi due decenni il regime iraniano ha occultato il suo programma nucleare militare all’interno di un programma civile e lo ha portato avanti segretamente.

 

In questa conferenza ISJ ha presentato le conclusioni di una vasta indagine sui progetti nucleari del regime iraniano, durata diversi mesi, in un rapporto di 100 pagine. Secondo questa indagine, il programma nucleare iraniano degli ultimi due decenni è stato composto da due sistemi apparentemente dissimili: uno è quello civile, che comprende l’Organizzazione Iraniana per l’Energia Atomica (AEOI) e le università; e l’altro è un sistema militare che costituisce la parte principale dell’aspetto clandestino di questo programma. Queste due strutture, molto simili a due cerchi concentrici, hanno lavorato fianco a fianco al sistema militare nucleare al cuore di questo programma.

Secondo il rapporto dell’ISJ la parte pubblica del programma nucleare di Tehran ha sistematicamente supportato la parte militare. In fatti, in maniera sistematica, i risultati delle ricerche, delle scoperte e dei progressi della parte pubblica sono stati utilizzati dalla parte militare che è stata la beneficiaria ultima di questi progressi e di queste esperienze.

Il Dr. Alejo Vidal-Quadras, Presidente di ISJ e professore di fisica nucleare, nonché ex-Vice Presidente del Parlamento Europeo (1999-2014), ha annunciato in questo meeting che questo organismo non-governativo ha indagato sui 10 fattori principali del controverso programma nucleare dell’Iran. Questa conferenza si è tenuta all’approssimarsi della scadenza del 24 Novembre fissata per il raggiungimento di un accordo esaustivo tra P5+1 e regime iraniano. A causa della probabile natura militare del programma nucleare iraniano questi dieci fattori esaminati sono i più importanti.

Questo studio senza precedenti è basato sui rapporti dell’AIEA, le rivelazioni fatte dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), una coalizione di forze democratiche di opposizione iraniane, sui rapporti di altre affidabili ONG e sulle risposte fornite dal regime iraniano sui 10 fattori principali del suo programma nucleare.

Gli altri oratori intervenuti a questa conferenza sono stati: John Bolton, ex-ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite, Robert Joseph, ex-Sottosegretario di Stato americano per il Controllo delle Armi e la Sicurezza Internazionale e Mohammad Mohaddessin, Presidente del Comitato Affari Esteri del CNRI.

Robert Joseph ha definito il rapporto di ISJ estremamente importante in un momento tanto cruciale. John Bolton ha precisato che questo è un rapporto molto puntuale e ben documentato, con delle scoperte inquietanti sul programma nucleare iraniano.

Robert Joseph ha detto: “Sotto le mentite spoglie di un programma pacifico, l’Iran ha messo in piedi una capacità di arricchimento dell’uranio capace di produrre materiale fissile per armi nucleari. Contemporaneamente Tehran ha ostacolato per anni l’AIEA nelle sue indagini sulle attività sospette sulle armi iraniane, dal lavoro sui detonatori alla progettazione di testate missilistiche balistiche. Il rapporto di ISJ chiarisce che la corsa alle armi nucleari è stata, e resta, il cuore del programma iraniano. Questo rapporto documenta approfonditamente le prove del grande inganno dell’Iran e funge da monito per il futuro”.

Secondo John Bolton: “L’Iran è ancora chiaramente determinato a raggiungere il suo  obbiettivo di sempre, quello di ottenere la realizzazione di armi nucleari. Le strategie del regime sono cambiate, le sue tattiche si sono evolute e le sue dichiarazioni pubbliche sono variate, ma il suo obbiettivo non è mai cambiato. Il rapporto di ISJ lo chiarisce bene. Se il resto del mondo ignorasse questa tenace determinazione dei mullah sarebbe straordinariamente pericoloso per la pace e la sicurezza internazionale”.

Il rapporto di ISJ ha dimostrato che Tehran ha portato avanti programmi e progetti specifici su tutti gli aspetti essenziali degli armamenti nucleari (come l’arricchimento dell’uranio, l’assemblamento e il lancio di una testata nucleare).

Questo rapporto, con schemi, diagrammi e piani, dimostra che la sezione pubblica agisce da perfetta copertura per giustificare, procurare ed impiegare tecnologia ed attrezzature a doppio uso per raggiungere l’obbiettivo finale dell’aspetto militare del programma. Molte attrezzature sono state procurate per la sezione militare del progetto nucleare proprio con questa copertura e questo pretesto. Alcuni organi ai più alti livelli di governo, tra cui gli organi legati all’ufficio del presidente, sono direttamente coinvolti nell’acquisto di attrezzature proibite o nell’aggirare le sanzioni per soddisfare le necessità di questi progetti. Negli anni molti personaggi importanti di entrambi i sistemi hanno fatto la spola tra i due. Elementi della sezione civile sono stati impiegati nella sezione militare e viceversa, elementi della sezione militare sono stati mandati alla sezione civile per aumentare le loro capacità o per utilizzare le strutture della sezione civile. Le università sotto il controllo delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC) e del Ministero della Difesa, hanno avuto un ruolo cruciale nel fare da ponte tra le due sezioni.

Il rapporto di ISJ ha identificato molti individui coinvolti nel programma nucleare di Tehran, tra cui elementi militari ed, in particolare, comandanti dell’IRGC. Secondo le conclusioni del rapporto: “Gran parte del personale coinvolto nel programma nucleare di Tehran proviene dall’esercito ed in particolare dalla struttura di comando dell’IRGC. Lo studio ha sottolineato diversi segmenti di informazioni, i quali indicano che i comandanti dell’IRGC sono stati coinvolti nel programma nucleare fin dalle sue prime fasi”. Il rapporto presenta le immagini di più di una dozzina di questi comandanti dell’IRGC.

Il Dr. Vidal-Quadras ha affermato che il regime iraniano ha portato avanti uno schema strategico di inganno. Ha inoltre criticato la politica del fare concessioni al regime nell’ambito dei negoziati sul nucleare sottolineando che l’unica cosa che questa indagine ha dimostrato, è che Tehran è assolutamente determinata a voler ottenere armi nucleari e che non vi è nessuna prova di sorta che questo regime abbia mai interrotto questo progetto o che abbia nessuna intenzione di farlo. Al contrario, questo regime sta facendo ricorso ad ulteriori occultamenti per preservare il suo illegale programma nucleare clandestino, per raggiungere il suo obbiettivo finale e ottenere la bomba atomica.

Il Presidente di ISJ ha inoltre affermato che, sebbene l’obbiettivo dichiarato del Governo degli Stati Uniti sia di garantire che l’Iran non ottenga la capacità di produrre la bomba atomica, questo splendido obbiettivo non potrebbe essere più lontano dalla politica adottata da Obama finora. I risultati di questa politica negli ultimi sei anni non solo non sono riusciti ad allontanare il regime iraniano dalla bomba atomica, ma ve lo hanno addirittura avvicinato. L’unica misura efficace adottata, sono state le sanzioni imposte a Tehran dal 2011 grazie agli sforzi del Congresso, che hanno costretto l’Iran a firmare l’accordo di Ginevra. Ma la deviazione dalla politica sulla quale ha insistito il Congresso ha provocato la rimonta di Khamenei.

Vidal-Quadras ha inoltre sottolineato che in qualunque accordo possibile con questo regime dovranno essere previsti: l’attuazione di tutte le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, la totale interruzione dell’arricchimento dell’uranio in Iran, l’accettazione del Protocollo Integrativo e delle ispezioni a sorpresa nei siti sospetti. Qualunque concessione riguardo a questi requisiti o qualunque accordo che non soddisferà la loro attuazione lascerà aperta la via al regime per ottenere la bomba atomica. Un risultato che nessuna nazione democratica sulla terra potrà mai accettare a meno che non voglia suicidarsi.

Segretariato di ISJ – Bruxelles

20 Novembre 2014

 

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