Un membro del parlamento dei mullah: “La Rivoluzione Islamica ha conquistato tre capitali arabe. Presto conquisterà Sanaa e dopo lo Yemen sarà il turno dell’Arabia Saudita”
Alireza Zakani, un membro del parlamento dei mullah, ex-capo degli studenti Basij e stretto collaboratore di Khamenei a Mashhad, ha rivelato il ruolo del regime teocratico nei recenti sviluppi nello Yemen e i piani del regime per esportare il fondamentalismo e il terrorismo nell’intera regione, dal titolo “Il sistema per unire i musulmani attraverso al Rivoluzione Islamica”.
Zakani ha aggiunto: “Sta avvenendo un fenomeno più colossale di quello del Libano. Delle 20 province dello Yemen, 14 sono cadute nelle mani dei rivoluzionari yemeniti ed anche il 90% di Sanaa è caduto… Con ciò, hanno cambiato tutte le variabili. Dopo la vittoria nello Yemen sarà di sicuro il turno dell’Arabia Saudita, dato che questi due paesi condividono 2000 kilometri di confine. Inoltre oggi due milioni di uomini armati e organizzati si trovano nello Yemen… Oggi la Rivoluzione Islamica ha conquistato tre capitali arabe e tra poco occuperà anche Sanaa, così il sistema per unire i musulmani diverrà operativo”.
Zakani ha detto: “Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Francia, la Germania e la Giordania, insieme a molte altre nazioni, hanno tentato di distruggere la Siria e l’unico paese che si è opposto ed ha vanificato questo proposito è stato l’Iran”. Zakani ha continuato dicendo che se Soleimani, comandante della forza terroristica Quds “.. avesse raggiunto Baghdad poche ore più tardi, Baghdad sarebbe caduta. Allo stesso modo, senza l’esempio e la risolutezza dell’Iran, la Siria sarebbe caduta. Dopo la vittoria alle elezioni Bashar ha detto che invece di congratularsi con lui ci si doveva congratulare con la leadership iraniana”. (sito web di stato Tabnak–20 Settembre)
Nel frattempo il 21 Settembre, la Reuters ha citato un “alto funzionario” del regime teocratico dicendo: “L’Iran è pronto a lavorare con gli Stati Uniti e i suoi alleati per fermare i miliziani dello Stato Islamico di Iraq e Siria (ISIS), ma vorrebbe vedere più flessibilità sul programma sull’arricchimento dell’uranio dell’Iran”.
Queste dichiarazioni dimostrano chiaramente che il regime teocratico intende approfittare dell’attuale crisi nella regione per: da una parte rimediare al brutto colpo ricevuto a causa della caduta di Maliki, dall’altra per trarre vantaggio dall’intensificarsi della crisi e dalla diffusione della sua influenza nella regione per estorcere concessioni durante i colloqui sul nucleare e lasciare la via aperta al proseguimento del suo progetto per la produzione della bomba atomica.
I mullah stanno cercando di sfruttare la crisi nella regione per ritardare la firma di ogni accordo o per imporre le loro richieste in qualunque accordo finale. La Resistenza Iraniana avverte che qualunque accordo che venga meno alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, ad un totale stop all’arricchimento dell’uranio e all’accettazione di ispezioni a sorpresa, lascerà la via aperta a questo regime per ottenere la bomba atomica.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
22 Settembre 2014
