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Iran, Il mullah Rouhani minaccia l’Assemblea Generale: “Se oggi il lavoro non verrà affidato a dei professionisti ( dei mullah ), domani il mondo non sarà sicuro per nessuno”

Il mullah Rouhani, presidente del fascismo religioso al potere in Iran, nel suo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha tentato di fuorviare la comunità internazionale evitando di essere specifico e ripetendo le solite bugie.

 

Dato che l’enormità dell’ingerenza del regime in Siria ed Iraq si va sempre più rivelando ogni giorno che passa e nonostante ampie porzioni dello Yemen, compresa la sua capitale Sanaa, siano praticamente cadute sotto il controllo del regime iraniano e dei suoi complici, Rouhani dice sfacciatamente: “Parlare del dominio dell’Iran sui paesi musulmani della regione non è altro che una favola strombazzata negli ultimi anni in questo clima di Iran-fobia”.

L’esponente dell’IRGC e membro del parlamento dei mullah Alireza Zakani, il 20 Settembre ha annunciato: “Dopo la vittoria nello Yemen, certamente ora sarà il turno dell’Arabia Saudita. Oggi ci sono due milioni di uomini armati e organizzati nello Yemen… Oggi la Rivoluzione Islamica ha tre capitali arabe sotto il suo dominio e a breve, conquisterà Sanaa e renderà operativo il sistema per unificare i musulmani”.

In questo contesto, all’Assemblea Generale Rouhani ha definito il regime dei mullah un elemento “di stabilità e serenità” ed ha incolpato l’Occidente di essere la causa che ha trasformato la regione in un “paradiso per terroristi”.

Rouhani, infuriato perché al regime non è stato permesso di partecipare alle conferenze di Jeddah e di Parigi, perché gli è stato impedito di divenire un membro della coalizione ed è preoccupato che le conquiste del regime nella regione vadano perdute, ha detto all’Assemblea Generale: “Se qualche paese che afferma di guidare la coalizione sta cercando di ottenere il dominio della regione, ha compiuto un grave errore strategico”. Rouhani ha sconsideratamente chiesto che la leadership nella lotta contro il terrorismo venga affidata ai mullah. “Le nazioni della regione che conoscono meglio il problema, mediante la collaborazione e la coalizione, possono meglio assumersi la responsabilità di questa battaglia e della sua leadership. E se altre nazioni vogliono prendere delle misure contro il terrorismo, dovranno farsi avanti per aiutarle”, ha aggiunto. 

Rouhani ha minacciato: “Io dichiaro che se oggi…. questo compito non verrà affidato a dei professionisti, domani il mondo non sarà sicuro per nessuno”.

Rouhani si è vantato del vero messaggio dell’Islam nonostante il numero dei giustiziati durante il suo mandato abbia superato 1000 e che Khomeini, il fondatore di questo regime, avesse esplicitamente dichiarato nel 1982: “Noi vogliamo un califfo che tagli le mani, frusti e lapidi a morte”.

Rouhani ha accusato la comunità internazionale di “domandare troppo nei negoziati sul nucleare” e ha detto sfacciatamente che un accordo sul nucleare renderà possibile “concentrarsi sulla risoluzione di importanti questioni regionali, come quella importantissima della lotta alla violenza e al fanatismo nella regione”. 

Solo pochi giorni prima, alcuni importanti esponenti del suo governo avevano detto alla Reuters: “L’Iran è pronto a collaborare con gli Stati Uniti e i suoi alleati per fermare l’ISIS, ma vuole vedere più flessibilità verso il suo programma di arricchimento dell’uranio”.

Oggi, in un messaggio alla grande manifestazione degli iraniani a New York contro la presenza di Rouhani all’Assemblea Generale Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha detto che l’ISIS è un sotto-prodotto dell’esportazione del fondamentalismo e del terrorismo del Velayat-e faqih, delle lacune e della debole risposta degli stati occidentali verso le politiche aggressive di questo regime nella regione. “Questo regime è il padrino dell’ISIS. E’ il cuore del problema e non può essere parte della soluzione… Perciò, qualunque partecipazione di questo regime alle questioni dell’Iraq con il pretesto di combattere l’ISIS è un abbaglio fatale e irreversibile. Il requisito fondamentale per il successo della campagna contro l’ISIS e l’estremismo mascherati da Islam, per il ristabilimento della pace e della democrazia nella regione, è l’adozione di una politica decisa nei confronti del regime del Velayat-e faqih ed il taglio della sua lunga mano dall’Iraq e dalla Siria”.

Maryam Rajavi ha sottolineato che i mullah stanno subendo un impasse nel loro programma nucleare. Se decideranno di abbandonare il loro progetto sulle armi nucleari, dovranno affrontare una crisi interna e la prospettiva di un’implosione, ma se decideranno di portare avanti il loro programma nucleare, dovranno affrontare la comunità internazionale. Perciò stanno cercando di sfruttare gli sviluppi nella regione per guadagnare tempo. Ha aggiunto che l’unica soluzione è che il regime dia piena attuazione alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e accetti le ispezioni a sorpresa e senza condizioni di tutti i centri e i siti sospetti in Iran.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

25 Settembre 2014

 

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