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Iran: Giustiziati 21 prigionieri tra cui una donna e due in pubblico

La fustigazione pubblica di un ragazzo

Il disumano regime dei mullah ha mandato al patibolo 21 persone tra il 1° e il 5 Luglio. Almeno sette prigionieri sono stati impiccati il 5 Luglio nel carcere di Gohardasht a Karaj. Di questi Omid Rostami, 28 anni e Abbas Yusefipur sono stati prima selvaggiamente picchiati dalle guardie carcerarie e portati in ospedale per ordine di Dariush Amiriyan, il direttore interno al carcere. Molti prigionieri sono stati giustiziati sulla base di confessioni estorte sotto tortura.

Le famiglie dei giustiziati che si erano riunite per protestare contro l’esecuzione dei loro figli e parenti fuori dal carcere di Gohardasht, sono state attaccate dalle forze repressive. Gli agenti di polizia hanno cercato di disperdere i familiari delle vittime sparando in aria.

Il 4 Luglio sono stati impiccati sei prigionieri. Due, di 24 e 27 anni, sono stati giustiziati in pubblico nella Abshar street di Torbat-e-Heidarieh nella provincia di Khorasan-e-Razavi. Omid Rajabi, vice-procuratore generale di Torbat-e-Heydarieh, ha minacciato dicendo: “La magistratura eseguirà sicuramente le condanne e tratterà gli anarchici senza alcuna tolleranza”. Un ragazzo di 24 anni è stato giustiziato nell’istituto centrale di Kerman, due detenuti nel carcere centrale di Orumieh e un altro prigioniero nel carcere di Qa’emshahr.

Il giorno prima, quattro prigionieri erano stati impiccati ad Isfahan e Zahedan. Il 2 Luglio un prigioniero di 38 anni, sposato, è stato impiccato nel carcere centrale di Zanjan. Il primo di Luglio tre prigionieri, tra i quali una donna, sono stati impiccati nel carcere centrale di Rasht.

In un’altra occasione, il 3 Luglio, un prigioniero di 30 anni è stato colpito con 74 frustate in Khayyam Street a Malayer, nella provincia di Hamedan.

Khamenei, leader supremo del regime dei mullah, in difesa di questi crimini e della repressione ha definito il capo della magistratura del regime, il mullah Larijani, “una figura illustre”, lodando “il lavoro importante e di valore della magistratura”. Anche il mullah Larijani ha definito questo record vergognoso della magistratura del regime nella repressione e nell’oppressione, e soprattutto queste pene brutali, come “un tentativo di rinvigorire i diritti umani islamici”.

Fino a che il diabolico sistema del velayat-e faqih resterà al potere, il popolo dell’Iran non otterrà altro che oppressione, tortura ed esecuzioni. La Resistenza Iraniana chiede a tutte le organizzazioni internazionali per i diritti umani di intervenire immediatamente per fermare la pena di morte in Iran. Qualunque relazione con il fascismo religioso al potere in Iran, dovrà essere condizionata alla fine delle violazioni dei diritti umani in Iran.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

5 Luglio 2017

 

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