mercoledì, Novembre 30, 2022
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Iran: Esecuzione di massa di 14 prigionieri in un solo giorno

Il disumano regime dei mullah ha mandato 14 prigionieri nel carcere di Qezel-Hessar (a Karaj) al patibolo il 19 Ottobre. Questi prigionieri erano stati trasferiti dalle carceri della Grande Teheran e di Qezzel-Hessar in isolamento due giorni fa e messi nel braccio della morte. Anche per le leggi di questo regime medievale, le modalità con cui sono stati condannati a morte questi prigionieri sono state ingiuste e a molti di loro è stato persino negato di avere un avvocato. 

In un momento in cui le rivelazioni sulla corruzione e le astronomiche ruberie si sono trasformate in una questione di lotta di potere tra le fazioni al governo e in cui i leaders del regime si mettono in guardia tra loro sulle conseguenze sociali di questa situazione, il regime dei mullah, nel tentativo di prevenire le sollevazioni popolari, non ha trovato altra via se non quella di aumentare il tasso di esecuzioni e di intensificare l’atmosfera di terrore. Ahmad Tavakkoli, ex-membro del parlamento dei mullah e membro della ristretta cerchia di Khamenei, ha detto: “Se non combattiamo questa corruzione sistematica, il regime collasserà definitivamente. Abbiamo già superato la fase dalla minaccia e ora siamo in una fase in cui la corruzione è divenuta sistematica” (TV di stato – 1° Ottobre)

Anche Ghassem Ahmadi, membro del parlamento dei mullah, ha espresso la sua preoccupazione per l’entità di queste enormi appropriazioni, come i diversi miliardi di toman del Fondo di Riserva per i Docenti, che interessa 900.000 persone, i 1.500 miliardi di toman della Sarmayeh Bank, i 123.000 miliardi di toman della Saderat Bank- filiale di Tajrish e l’appropriazione di 500 miliardi di toman dalle banche di Saderat, Sepah e Mellat (radio ufficiale Farhang – 16 Ottobre).

In  un momento in cui i leaders del regime manovrano i fili delle reti del traffico e dello spaccio dei narcotici, sempre più prigionieri vengono giustiziati ogni giorno con accuse legate al traffico di droga. La maggior parte è povera gente vittima delle politiche repressive e truffaldine del fascismo religioso al potere in Iran. Hamid Nazari, uno dei prigionieri impiccati il 19 Ottobre, era un operaio e unico sostegno della sua famiglia. Non poteva neanche permettersi di pagare le cure per suo figlio malato.

La Resistenza Iraniana chiede al popolo iraniano, soprattutto ai giovani coraggiosi di tutto il paese, di protestare contro la pena di morte e di aiutare le famiglie dei prigionieri e dei giustiziati.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

20 Ottobre 2016

 

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