mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Processato Ahmad Montazeri, che aveva rivelato una registrazione audio sul massacro del 1988 in Iran

CNRI – Iran: Il processo ad Ahmad Montazeri, senza un avvocato, in un Tribunale Religioso Speciale, per il reato di “atti contro la sicurezza nazionale”.

Secondo alcune notizie Ahmad Montazeri, figlio dell’Ayatollah Hossein-Ali Montazeri (ex-vice del leader supremo e all’epoca successore designato di Khomeini), è stato processato dal Tribunale Speciale per i Religiosi (SCC) a Qom, mercoledì 19 Ottobre, per aver pubblicato un file audio dell’incontro di suo padre con la “Commissione della Morte” responsabile del massacro di 30.000 prigionieri politici nel 1988 in Iran. 

I familiari di Montazeri hanno annunciato la notizia sul loro canale Telegram, aggiungendo che l’udienza in tribunale si è svolta “a porte chiuse, senza la presenza di un avvocato difensore e di una giuria”. Il comunicato dice che Ahmad Montazeri è stato accusato di “atti contro la sicurezza nazionale” e che le accuse sono state lette da Ansari-Zadeh, rappresentante del procuratore.

Ahmad Montazeri ha respinto le accuse ma “su richiesta della autorità competenti, è stato deciso di non pubblicare il contenuto dell’incontro fino a che non verrà annunciato il verdetto della corte”, aggiungono i familiari dell’Ayatollah Montazeri.

L’udienza è iniziata alle ore 09:00 ed è finita intorno alle 13:00. Il Tribunale Speciale per i Religiosi non esiste nella Costituzione della Repubblica Islamica, ma questo tribunale si occupa dei casi di presunti reati commessi da questa classe sociale da anni. Il tribunale risponde solo al leader supremo.

Ad Agosto 2016, il sito ufficiale dell’Ayatollah Montazeri ha pubblicato un file audio dell’incontro di questo defunto ayatollah con i membri della “Commissione della Morte”, formata da Hossein-Ali Nayeri, Morteza Eshraghi, Ebrahim Raeisi e Mostafa Pour-Mohammadi (attuale ministro della giustizia nel governo Rouhani), i quali presiedevano e approvavano tutte le esecuzioni durante il massacro del 1988 dei prigionieri politici, dopo la fatwa emessa dall’allora leader supremo ayatollah Khomeini. In questo incontro, l’Ayatollah Montazeri definisce l’esecuzione di massa dei prigionieri politici “il più grosso crimine commesso durante il governo della Repubblica Islamica” e dice loro che saranno ricordati in futuro come criminali.

La diffusione di questo file audio ha provocato grosse reazioni in Iran e negli altri paesi. La maggior parte dei personaggi e degli esponenti della Repubblica Islamica, sia della fazione intransigente che di quella riformista, che hanno preso posizione su questa questione, hanno difeso la decisione di Khomeini di dare il via all’esecuzione di massa dei prigionieri politici nel 1988. Tuttavia, personaggi come Ali Motahari, hanno chiesto le scuse degli autori di questo crimine.

L’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI o MEK), i cui membri e sostenitori rappresentarono la maggior parte dei giustiziati quell’anno, ha chiesto ancora una volta giustizia e il processo ai leaders della Repubblica Islamica con l’accusa di “crimini contro l’umanità”.

Inoltre 100 esponenti della società civile iraniana, accademici e attivisti per i diritti umani che vivono all’estero, in una lettera al Consiglio dell’ONU per i Diritti Umani e al Tribunale Penale Internazionale, hanno sollecitato queste istituzioni a riconoscere il massacro del 1988 dei prigionieri politici “un crimine contro l’umanità”.

Durante l’esecuzione di massa dei prigionieri politici dell’estate del 1988 in Iran, diverse migliaia di membri e sostenitori del PMOI e di altri gruppi di opposizione, vennero giustiziati dal regime iraniano nel giro di pochi mesi.

 

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