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Iran: appello per salvare la vita di un prigioniero politico curdo, Mansour Arvand

La Resistenza Iraniana chiede alle organizzazioni in difesa dei diritti umani un’azione efficace che risponda alle richieste fatte dai detenuti in sciopero della fame nella prigione di Orumieh e da altri detenuti politici nelle prigioni del regime iraniano

Sabato 29 Novembre, che ha segnato il 10° giorno dello sciopero della fame lanciato da 29 detenuti politici nella prigione centrale di Orumieh, le autorità del regime hanno improvvisamente trasferito il detenuto politico Mansour Arvand nella prigione di Mahabad. Arvand è accusato di “moharebeh” (inimicizia verso Dio), la sua condanna a morte è stata recentemente confermata dalla Corte Suprema dei mullah e rischia perciò l’esecuzione.

Dopo di ciò gli agenti della Squadra Speciale armati di manganelli e di pungoli elettrici, hanno circondato la sezione dei detenuti politici della prigione centrale di Orumieh, temendo le proteste dei compagni di cella di Mansour Arvand e per intimidire i detenuti.

Inoltre, per tormentare e umiliare ulteriormente i detenuti, le autorità della prigione li hanno costretti a spogliarsi completamente e a subire ispezioni “inusuali” prima delle visite dei familiari.

29 detenuti politici della sezione 12 della prigione centrale di Orumieh, sono in sciopero della fame dal 20 Novembre per protestare contro il trasferimento di delinquenti comuni nella sezione dei prigionieri politici, per aver mandato dei detenuti politici nella sezione dei criminali pericolosi e per aver imposto enormi pressioni ai detenuti e ai loro familiari. Tra i dimostranti vi è anche Ali Afshari, attualmente in gravi condizioni di salute dopo essere stato privato delle cure mediche necessarie dato che soffre di varie malattie.

Per impedire che la notizia dello sciopero della fame trapelasse all’esterno, le autorità della prigione hanno tagliato tutte le linee telefoniche della struttura sin dal pomeriggio di sabato. Gli aguzzini hanno minacciato i detenuti in sciopero della fame che se continueranno la loro proteste, verranno trasferiti ancora più delinquenti comuni nella loro sezione.

In seguito a ciò tutti i detenuti politici della prigione di Gohardasht e molti delle prigioni di Sanandaj, Zahedan e Bandar Lengeh hanno dichiarato il loro appoggio allo sciopero della fame dei prigionieri politici di Orumieh.

La Resistenza Iraniana chiede a tutte le organizzazioni in difesa dei diritti umani di intraprendere un’azione efficace per salvare la vita del prigioniero politico Mansour Arvand e per rispondere alle richieste dei detenuti in sciopero della fame e degli altri prigionieri politici detenuti nelle carceri del regime iraniano.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

30 Novembre 2014

 

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