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Iran: 13 esecuzioni in un giorno

Sei detenuti sono morti nella prigione di Bandar Abbas a causa delle terribili condizioni carcerarie

Domenica 19 Ottobre 2014 gli aguzzini del regime teocratico hanno impiccato 13 detenuti, nella prigione di Ghezel Hessar a Karaj, nella prigione centrale di Tabriz e in quella di Rasht.

 

Fardin Jaafarian, 18 anni, è stato impiccato nella prigione di Tabriz. Aveva 14 anni all’epoca del suo arresto e del suo presunto delitto. Questa criminale esecuzione viola gravemente molte convenzioni internazionali, tra cui la Convenzione sui Diritti del Bambino.

Otto detenuti nella prigione di Ghezel Hessar e quattro in quella di Rasht sono stati impiccati collettivamente.

Nel frattempo, almeno sei persone arrestate tra il 12 e il 17 Ottobre nelle strade di Bandar Abbas e rinchiuse nel campo di Jabal-Bor nella zona di Bissim, hanno perso la vita a causa delle atroci condizioni di questo campo di sterminio e delle disumane torture dei loro aguzzini. Questi arresti di massa vengono praticati con la scusa della lotta al narcotraffico.

Dal 18 Ottobre, cinque detenuti nel braccio della morte della prigione centrale di Urumiyeh, sono stati trasferiti in isolamento in attesa di essere giustiziati.

Il mullah Larijani, capo della magistratura dei mullah, parlando dei rapporti degli organismi internazionali sulle violazioni dei diritti umani in Iran ha detto: “Più attacchi subiamo per i diritti umani e più determinati diventiamo nell’eseguire le condanne”. (sito web di Reporters Club legato all’IRGC – 15 Ottobre 2014)

Javad Larijani, capo del cosiddetto “comitato diritti umani” della magistratura del regime, in un’intervista alla TV di stato, ha definito il curriculum di Ahmed Shaheed, Inviato Speciale delle Nazioni Unite sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran, “vergognoso” ed ha chiesto “perché è stato nominato un Inviato Speciale per l’Iran, se l’Iran è la nazione più democratica della regione!” (sito web Tabnak – 17 Ottobre 2014)

La Resistenza Iraniana sottolinea ancora una volta alla comunità internazionale che chiudere gli occhi di fronte al trend in crescita delle esecuzioni in Iran non fa altro che incoraggiare questi criminali al potere in Iran. L’unico modo di affrontare questa brutalità è adottare una politica decisa nei confronti del fascismo religioso al potere in Iran e presentare il dossier sugli abusi dei diritti umani da parte del regime, al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

21 Ottobre 2014

 

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