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Il Sindaco Rudi Giuliani – Le fonti anonime e codarde che inconsapevolmente stanno obbedendo agli ordini dei mullah non mi spaventano

Il Sindaco Rudi Giuliani – Parigi, 24 Marzo, 2012
Grazie mille. Grazie. Grazie mille. Grazie, grazie. Grazie mille. Grazie .
Vorrei iniziare unendomi a Madam Rajavi nell’esprimere la mie più sentite condoglianze, la mia vicinanza e le mie preghiere per le famiglie delle vittime del fondamentalismo estremista qui in Francia. Come sindaco di una città che ha subito lo stesso destino più di dieci anni fa, penso di avere una particolare comprensione di quanto dolore e sofferenze possa causare. Voglio anche unirmi a Madam Rajavi nel puntualizzare che questo non è un esempio dell’Islam o della religione islamica, ma di come qualunque religione o ideologia possa essere portata all’estremo dalle persone che ne abusano. E penso che il popolo della Francia lo comprenda questo, così come ha fatto il popolo americano. Voglio anche assicurarvi, parlando per me e per molti mie colleghi, che le fonti codarde nel Dipartimento di Stato o ovunque siano, che inconsapevolmente stanno obbedendo agli ordini dei mullah, non mi spaventano, non mi fermeranno, non fermeranno nessuno di noi. Mai. [applausi] Mi sembra… grazie. Mi sembra che le risorse del mio governo potrebbero essere usate meglio per cercare di scoprire chi sono questi informatori anonimi del Dipartimento di Stato, che sembrano eseguire gli ordini del regime iraniano invece di combattere per la libertà, la democrazia e la dignità in Iran. Ma se non altro, questo ci renderà più determinati. Voglio anche congratularmi con i miei colleghi che hanno mostrato un enorme coraggio nel affrontare tutto questo, ma d’altronde ne ero sicuro. E davvero, non c’è bisogno di un grande coraggio. Basta fare la cosa giusta. Noi crediamo di avere ragione. Siamo consapevoli delle pressioni. Vi dirò cosa credo e vi dirò come penso che possa essere facilmente risolto tutto questo grazie al buon senso e in modo ragionevole.
Innanzitutto io credo, credo che Camp Liberty sia un posto disumano e indecente. Non credo affatto che sia una struttura detentiva. Penso che sia un campo di prigionia, un campo di concentramento. La quantità di spazio che è stata concessa alle persone ammonta a circa mezzo metro ciascuno, ben al di sotto del minimo previsto nelle prigioni americane, parecchio al di sotto di quello assegnato ai prigioneri accusati di terrorismo a Guantanamo per esempio. Credo che sia un posto nel quale ci sono guardie carcerarie e polizia che minacciano le persone che sono ora a Camp Liberty. Ritengo che siano in pericolo. Le persone a Camp Liberty corrono il pericolo di avere lo stesso destino delle persone ad Ashraf, 48 delle quali sono già state uccise, 11 nel 2009 e 36 nel 2011. E ritengo che non ci sia una struttura a Camp Liberty per potere esaminare queste persone nel modo in cui si dovrebbero esaminare se, realmente, in buona fede, l’America e le Nazioni Unite stessero mantenendo la loro promessa.
Ora, io credo tutte queste cose con tutto il cuore. Ho avuto prova di questo. Ho visto indicazioni di questo. Ho visto tracce di questo. Ma penso che potrei avere torto. Ecco il modo per scoprirlo. Se le fonti anonime nel Dipartimento di Stato sono così convinte della validità di ciò che stanno dicendo, e dico questo con il massimo rispetto anche per il Segretario di Stato, Mrs. Clinton, per la quale nutro un enorme rispetto, mandatemi laggiù. Lasciatemi andare laggiù. Lasciatemi vedere [applausi] con i miei stessi occhi. Io ho occhi. Ho un cervello. Ho organi di senso. Quando mi riporterete indietro, mi potrete mettere sotto giuramento e chiedermi di dire la verità su tutto questo. Posso portare una videocamera con me così non dovremo discutere se io ho ragione o se voi avete ragione. Vediamo quanto spazio hanno. Vediamo quanto sono decenti o indecenti queste strutture. Vediamo se ci sono le condizioni per risistemare le persone o no. In altre parole, vediamo se il mio Paese che io amo, gli Stati Uniti d’America, sta mantenendo la promessa che ha fatto alla gente di Ashraf di proteggerli e di trattarli decentemente o se sta violando quella promessa. Io vi prometto che dirò la verità  se mi lascerete andare laggiù. [applausi] E se non volete mandare me, potete mandare il Giudice Mukasey o Tom Ridge o Patrick Kennedy o quattro o cinque di noi e poi potete portarci di fronte al Congresso metterci sotto giuramento e vi assicuro, noi diremo la verita su questo problema e  lo risolveremo. O siamo stati ingannati, o il Dipartimento di Stato sta violando la sua promessa fatta alla gente di Ashraf? Dateci una risposta una volta per tutte. [applausi]
Spero che ci prendano sul serio. E spero che vogliano risolvere questo problema perché è davvero una questione umanitaria della massima importanza, al di sopra e al di là di ogni altra questione politica. 1200 persone sono state trasferite a Camp Liberty. Sappiamo cosa è successo alle persone a Campo Ashraf nel 2009 e nel 2011, quando Maliki, eseguendo gli ordini del governo iraniano, li ha uccisi. Temiamo fortemente che in qualche modo possa accadere di nuovo e temiamo fortemente che questo non sia un tentativo dignitoso e legittimo di risistemare le persone. Questo problema deve essere risolto. Questo va oltre tutte le altre questioni coinvolte. La rimozione dalla lista, come trattare con il regime iraniano. Questa è solo una questione di semplice civiltà  e io sono così deluso. Non so spiegarvi quanto sia deluso del mio governo e del modo in cui ha agito. Avevano fatto la promessa di proteggere queste persone e non hanno intenzione di mantenere questa promessa. Ma noi abbiamo intenzione di lottare molto, molto duramente per essere sicuri che lo facciano. [applausi]
Il secondo punto che vorrei affrontare è che temo che tutto questo sia parte di un approccio pericoloso e maldestro che produrrà molti, molti altri problemi oltre questo. Io credo che il mio Presidente e il mio Paese, quantomeno riguardo a questa politica, abbiano l’errata convinzione che si possa negoziare con i mullah, che si possa negoziare con Ahmadinejad. Io credo che il Presidente stia ancora tentando di fare questo. Scrive ancora lettere all’Ayatollah. Non riesco ad immaginare cosa ci possa essere in quelle lettere. Non so proprio come si possa iniziare una lettera ad un ayatollah. Caro Ayatollah, Sua Eminenza, Sua Santità, o comunque si chiami, ma in ogni caso, Presidente … [applausi] In ogni modo non credo che le lettere lo convinceranno a diventare umano, civile, ad abbracciare la democrazia, e gli impediranno di cercare di sviluppare armi nucleari. Ho la sensazione che l’unica cosa che lo fermerà e la sola cosa che fermerà Ahmadinejad, è vedere la forza, vedere la potenza, vedere la determinazione, vedere un’America che è disposta ad appoggiare la gente che vuole rovesciare il regime in Iran. [applausi] Noi siamo … [acclamazioni]
Noi siamo stati con l’America quando ha partecipato e ha contribuito al cambio di regime in Egitto, al cambio di regime in Libia. Ora si parla di un cambio di regime in Siria. Tutto questo è giusto, specialmente per la Siria. Ma ancora peggiore di tutti e tre questi regimi messi insieme è il regime in Iran degli ultimi 20-30 anni. Perciò come è possibile che siamo a favore di un cambio di regime in questi tre paesi e non siamo a favore di un cambio di regime nel peggiore protagonista di tutta la regione, il maggiore sostenitore del terrorismo di stato del mondo ed il maggiore oppositore degli Stati Uniti d’America, almeno dal 1980? Perciò che ne dite ora di essere a favore di un cambio di regime in Iran e di essere al fianco di persone come voi che sperano di poterlo realizzare? [applausi]
C’è gente che dice che voi non avete alcuna influenza in Iran. Le stesse fonti anonime del Dipartimento di Stato poi dicono che voi siete responsabili dell’identificazione degli scienziati atomici iraniani che gli agenti israeliani stanno uccidendo. Bene, voi lo negate. Gli israeliani lo negano. Ma, in ogni caso, non riesco ad immaginarmi se queste fonti anonime parlano fra di loro. O non avete influenza in Iran, nel qual caso non avreste potuto essere responsabili di aver individuato e identificato quegli scienziati, oppure voi avete molta influenza in Iran, cosa che, sapete, dovremmo tenere in considerazione. Quindi, queste fonti sono così contraddittorie che non capisco come chiunque possa fidarsi di loro.
Ecco quello che so. Lei, Madam Rajavi e tutti voi, lottate per la democrazia. Che è un valore americano. Lottate per la libertà di religione. Che è un valore americano. Lottate per un governo secolare. Che è un valore americano. Lottate per la legge del giusto processo. Voi lottate per un Iran non nuclearizzato. Voi lottate per i diritti delle donne. E quello che vi odia di più è il governo iraniano. L’UE vi ha tolto dalla lista. Il Regno Unito vi ha tolto dalla lista. Non riesco a trovare nessun altro posto che vi tenga nella lista come gruppo terroristico tranne due. L’Iran, che sta giustiziando persone che ritiene essere membri del PMOI. Uno sta per essere giustiziato proprio ora. Questo mostra quanto l’Iran vi ritenga pericolosi. Io mi sento piuttosto incoraggiato dai gruppi che l’Iran trova pericolosi.
Perciò, penso che sia ora che il Segretario di Stato prenda una decisione. Quasi un anno fa, le era stato ordinato di prendere una decisione. Doveva essere fatto il 180 giorni. E ancora, da quello che vedo, dai fatti che vedo – non sono in possesso di tutti i fatti segreti –  ma fino ad ora ogni singolo fatto che ho visto prova che questa organizzazione difende tutto ciò che ci dona la speranza di una vita dignitosa e un futuro dignitoso in Iran. E se c’è qualche fatto che prova il contrario, allora perché richiede un tempo così maledettamente lungo prendere questa decisione che avrebbe dovuto essere presa otto, nove o dieci mesi fa? Se avere dei fatti contrari a questo, è davvero facile scriverli ed è davvero facile farli venire fuori ed è davvero facile presentare questa decisione.
Perciò, io spero che nel corso dei prossimi mesi riusciremo a raggiungere due cose. Che potremo proteggere la gente di Ashraf che si sta trasferendo a Camp Liberty. Che potremo andare laggiù. Che potremo andare a vedere e potremo consentire loro di fare quei cambiamenti necessari a renderlo un luogo dignitoso e vivibile. Che riusciremo a risistemarli in posti dove potranno essere al sicuro. E che potremo finalmente vedere l’annullamento di una decisione sbagliata fin dall’inizio. Era una decisione intesa a placare. Era una decisione intesa ad accomodare. Era una decisione intesa a cercare di intraprendere un dialogo anni fa e che non ha mai funzionato. E proprio ora il nemico, il nemico che impedisce di fermare la nuclearizzazione dell’Iran, è l’accomodamento. Questo è il nemico. Questa è il falso concetto che ha reso l’Iran più spavaldo, più forte e più determinato a diventare un Paese nuclearizzato. Smettiamola con l’accomodamento. Smettiamola di cercare di negoziare. Smettiamola di scrivere lettere all’ayatollah. E alziamoci, uniti come veri americani, per dire che noi siamo per un cambio di regime in Iran  e che faremo ogni passo necessario per impedire all’Iran di diventare un Paese nuclearizzato. Grazie.

 

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