domenica, Novembre 27, 2022
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Il regime iraniano ostacola l’indagine dell’ONU

CNRI –  Il regime iraniano si è rifiutato di rilasciare un visto di ingresso ad un membro dell’organo di controllo sul nucleare delle Nazioni Unite, arrivato a Tehran il 31 Agosto per cercare di indagare sugli aspetti militari del programma nucleare del regime.

 

Con il rifiuto di questo visto è la terza volta che il regime iraniano blocca l’ingresso di un funzionario dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA).

In un rapporto pubblicato il 5 Settembre, l’AIEA ha detto che la partecipazione di tutti i membri del team che aveva approvato è molto importante.

“Ogni membro dello staff, identificato dall’agenzia con il requisito di esperto, può partecipare alle attività tecniche dell’agenzia”, afferma il rapporto.

Con un comunicato distribuito agli stati membri dell’AIEA questa settimana, il regime iraniano ha respinto le critiche dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica sul suo rifiuto di lasciare entrare uno dei suoi esperti nel paese.

L’agenzia di stampa Reuters ha riferito che fonti diplomatiche a Vienna hanno detto che il rifiuto del regime a rilasciare il visto ad un funzionario dell’AIEA, probabilmente un esperto occidentale sulla bomba atomica, potrebbe aggiungersi agli continui sospetti di volere ostacolare l’inchiesta dell’agenzia dell’ONU.

Nel frattempo il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), ha rivelato mercoledì che il regime iraniano ha trasferito un centro per la ricerca, la progettazione e gli armamenti nucleari per evitare che venisse scoperto dall’organismo per l’energia atomica delle Nazioni Unite.

Il CNRI ha denunciato l’esistenza dell’impianto clandestino per l’arricchimento dell’uranio di Natanz e di un altro per la produzione di acqua pesante ad Arak nel 2002. E’ stato dopo queste rivelazioni che il regime iraniano ha ammesso di avere un programma per l’arricchimento dell’uranio.

Secondo informazioni fornite da una fonte in Iran, il regime iraniano ha trasferito a Luglio l’Organizzazione per le Ricerche e le Innovazioni della Difesa (SPND) in un sito sicuro all’interno di un complesso del ministero della difesa, a circa 1,5 km (1 miglio) dalla precedente località.

Per sviare l’attenzione da alcuni elementi chiave del centro, il regime iraniano ha lasciato delle sezioni “non-sensibili” nel vecchio sito.

 

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