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Maryam Rajavi: Le oltre 1000 esecuzioni in Iran durante la presidenza di Rouhani tradiscono l’illusione di moderazione del regime dei mullah

in occasione della Giornata Internazionale Contro la Pena di Morte:

Maryam Rajavi :

 L’indifferenza verso le esecuzioni quotidiane con la scusa dei negoziati sul nucleare incoraggia questi criminali

 Il dossier sui crimini commessi dal regime iraniano deve essere presentato al Consiglio di Sicurezza dell’ONU e i leaders del regime devono affrontare la giustizia

 

In un messaggio in occasione della Giornata Internazionale contro la Pena di Morte, il 10 Ottobre, Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha dichiarato che l’esecuzione di oltre 1000 prigionieri durante la presidenza di Rouhani, tra i quali molti detenuti politici, tradisce ancora una volta l’illusione di moderazione di questo regime e quelli che lo compiacciono. Rende inoltre ancor più pressante la necessità di presentare il dossier sulle barbare e sistematiche violazioni dei diritti umani in Iran al Consiglio di Sicurezza dell’ONU e che i leaders del regime dei mullah affrontino la giustizia.

Maryam Rajavi ha anche affermato che la dittatura religiosa al potere in Iran è un governo forcaiolo come dimostrano la sua storia, la sua ideologia, le sue leggi e le sue politiche quotidiane. Ogni otto ore impicca almeno una persona ed è incapace di sopravvivere senza queste esecuzioni. Questo regime ha impiegato la crudele pena di morte, in particolare quella in pubblico, per creare un’atmosfera di orrore e terrore che tenga a freno le fiamme della rabbia di una popolazione stufa di oppressione, inflazione, povertà e disoccupazione.

Il trend in crescita delle esecuzioni è direttamente collegato allo stato di crisi che avviluppa questo regime e il fatto che lo scorso anno in Iran sia stato praticato il più alto numero di esecuzioni dell’ultimo quarto di secolo, indica la debolezza senza precedenti di questo regime nei confronti della resistenza di un popolo infuriato. L’indifferenza dimostrata dalla comunità internazionale verso questi crimini, con la scusa dei negoziati sul nucleare, equivale ad approvare questi criminali al potere in Iran e ad incoraggiarli a continuare le loro atrocità.

Maryam Rajavi ha elogiato le dimostrazioni e i movimenti di protesta delle famiglie dei giustiziati, dei detenuti e dei giovani valorosi contro le esecuzioni dei prigionieri ed ha chiesto alla popolazione di aumentare queste proteste. Ha aggiunto che la Resistenza Iraniana propugna l’annullamento della pena di morte in Iran dopo la caduta dei mullah ed il ristabilimento di una società basata sui diritti umani, dove la tortura e le esecuzioni apparterranno al passato.

Durante la presidenza di Rouhani, oltre 1000 prigionieri sono stati giustiziati, benché le notizie delle esecuzioni di molti di loro non vengano mai date. Tra questi ci sono almeno 27 donne e 12 detenuti minorenni all’epoca del loro arresto, 20 prigionieri politici e 57 di queste esecuzioni sono state pubbliche. Durante questo stesso periodo molti prigionieri sono stati uccisi sotto tortura.

Oltre all’esecuzione dei detenuti, durante l’anno passato l’omicidio è stato un metodo utilizzato per eliminare i dissidenti. Inoltre, molti sono stati uccisi dalle forze di repressione in diverse parti del paese. Pene atroci, come il taglio della mano, l’accecamento e il taglio delle orecchie, hanno completato il ciclo di atrocità e orrore nel regime dei mullah.

L’indifferenza della comunità internazionale e il suo immobilismo di fronte alle atrocità commesse da questo regime medievale, ha fatto sì che i suoi leaders si siano sfacciatamente vantati dei loro crimini. Il mullah Rouhani definisce l’esecuzione “legge di Dio” e “legge del popolo”. (agenzia di stampa Tasnim, legata alla forza terroristica Quds – 19 Aprile 2014)

E Javad Larijani, capo della cosiddetta “sezione diritti umani” della magistratura dei mullah dice: “Noi non ci vergogniamo della lapidazione o di altri dettami islamici…. nessuno ha il diritto di dire ad un giudice di evitare di emettere certi verdetti perché disturbano le Nazioni Unite”. (10 Aprile 2014) Allo stesso modo ha chiesto “fermezza” nelle esecuzioni in quanto  “un grande servizio all’umanità” e “una sorgente di vita”. E ha detto: “Questa questione è motivo di orgoglio per il nostro sistema giudiziario e per i nostri organi di sicurezza. Ci aspettiamo che le istituzioni internazionali e il mondo ci siano grati per questo enorme servizio all’umanità”.

Questo stesso criminale ha orribilmente definito l’ultimo rapporto del Dr. Ahmed Shaheed, l’Inviato Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei Diritti Umani in Iran, un sostegno al terrorismo e ai terroristi dicendo: “La sua difesa del terrorismo è perseguibile e noi non possiamo lasciar cadere facilmente la cosa. Ha dichiarato tutti gli individui arrestati o puniti in Iran per il reato di terrorismo, difensori dei diritti umani. Ciò può essere perseguito legalmente. Secondo le norme delle Nazioni Unite, nessuna istituzione può difendere il terrorismo”. (TV di stato – 8 Ottobre)

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

10 Ottobre 2014