mercoledì, Novembre 30, 2022
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Il regime iraniano impicca nove persone nel carcere di Karaj

CNRI – Il regime fondamentalista iraniano ha impiccato altri nove prigionieri mercoledì nella città di Karaj, a nord-ovest di Teheran.

Il regime ha impiccato anche sei prigionieri nel famigerato carcere di Gohardasht (Rajai-Shahr).

Cinque prigionieri sono stati identificati come Mohsen Khan-Mohammadi, Mehdi Keshavarz, Alireza Rezai, Saeid Teymoori e Jalil Ramezani. Della sesta vittima non è stato rivelato il nome, ma è stata solo identificata come un cittadino dell’Afghanistan. 

Altri tre prigionieri sono stati impiccati lo stesso giorno nel penitenziario di Karaj. Ma non sono stati forniti i loro nomi.

Il regime dei mullah ha impiccato 18 prigionieri nel fine settimana, compresi due in pubblico. Tra quelli impiccati domenica c’era anche una donna.

Undici prigionieri sono stati impiccati in massa nel carcere di Qezelhesar a Karaj, domenica. Due di questi sono stati identificati come Saeed Saberi e Moslem Bahrami. Almeno uno degli 11 prigionieri era una donna.

Due uomini, identificati solo con le iniziali Q. J. e M. R., sono stati impiccati in pubblico a Karaj domenica. I due sono stati impiccati in una pubblica piazza nel distretto di Mehshahr, ha riportato l’agenzia di stampa ufficiale Tasnim domenica.

Altri tre uomini sono stati impiccati nel carcere della città di Birjand, Iran orientale, domenica. Sono stati identificati come Mansour Zafarani, Yousef Barahoui e Qassem Delshad. Erano accusati di reati legati alla droga.

Due prigionieri, i cui nomi non sono stati resi noti, ma di cui si sa che avevano 40 e 49 anni, sono stati impiccati sabato nel carcere di Lakan a Rasht, Iran settentrionale, secondo la rete televisiva ufficiale IRIB, che ha citato come fonte della notizia Ahmad Siavosh-Pour, capo della magistratura. I due erano accusati di reati legati alla droga.

Durante il fine settimana è anche emerso che cinque uomini sono stati impiccati l’11 Luglio nel carcere centrale di Arak, Iran centrale. Sono stati identificati come Masoud Taqi-Pour, Hassan Faraj-Pour, Mehdi Baqeri, Baqer Jalili e Hamid Haqvin. Anche loro erano accusati di reati legati alla droga.

Il regime dei mullah ha impiccato nove prigionieri tutti in una volta il 13 Luglio nel carcere di Gohardasht a Karaj.

Tre dei prigionieri giustiziati sono stati identificati come Seyyed Mohammad Taheri, Amir Khadem Rezaiyan and Saeid Ahmadi.

Oltre 270 membri del Parlamento Europeo hanno firmato una dichiarazione congiunta il mese scorso, con la quale chiedono all’Unione Europea di “condizionare” le sue relazioni con Teheran ad un miglioramento dei diritti umani.

I parlamentari europei, in rappresentanza di tutti gli stati membri dell’UE e di tutti i gruppi politici presenti in parlamento, hanno detto di essere preoccupati per l’aumento del numero delle esecuzioni Iran da quando Hassan Rouhani è divenuto presidente tre anni fa.

Amnesty International, nel suo Rapporto sulla Pena di Morte, presentato ad Aprile e relativo al 2015, ha scritto: “L’Iran ha messo a morte almeno 977 persone nel 2015, contro le almeno 743 dell’anno prima”.

“L’Iran da solo è responsabile dell’82% di tutte le esecuzioni registrate in Medio Oriente e Nord Africa”, ha detto questa organizzazione per i diritti umani.

Ci sono state oltre 2500 esecuzioni durante la presidenza di Hassan Rouhani. L’Inviato Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Iran a Marzo ha annunciato che il numero delle esecuzioni avvenute in Iran nel 2015 è stato il più alto degli ultimi 25 anni. Rouhani ha esplicitamente difeso le esecuzioni, quali esempi dei “comandamenti di Dio” e di “leggi del parlamento che appartengono al popolo”.

 

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