martedì, Febbraio 7, 2023
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Il nuovo complotto del regime dei mullah e dei suoi agenti iracheni per confiscare le proprietà dei residenti di Ashraf

Il disumano regime dei mullah, tramite i suoi burattini in Iraq, sta cercando di usare i suoi agenti nella magistratura irachena per confiscare le proprietà dei residenti di Ashraf. Secondo le informazioni ricevute, il piano di questo complotto è stato fornito dalla forza terroristica Quds e dall’Ambasciatore in Iraq del regime dei mullah, al Comitato per la Soppressione di Ashraf dell’Ufficio del Primo Ministro. E questo nonostante l’assicurazione delle minime necessità umanitarie per il trasferimento dei residenti a Liberty, compresa la vendita delle proprietà mobili ed immobili, abbia ottenuto un vasto appoggio da parte dei leaders politici,  gruppi parlamentari e giuristi statunitensi, europei, arabi e iracheni.

Il Vice-Presidente del Parlamento Europeo, nonché Presidente del Comitato Internazionale “In Search of Justice”,  a nome di 4000 parlamentari e citando otto requisiti minimi per i residenti ha dichiarato: “Noi crediamo fermamente che la continuazione e il completamento del trasferimento debbano essere attuati dopo che questi minimi requisiti verranno soddisfatti”. ISJ nel suo dettagliato rapporto al Consiglio di Sicurezza ha scritto: “.. trasferire o vendere tutte le loro proprietà mobili e immobili – di un valore stimato di 500 milioni di dollari –  è la condizione necessaria per lasciare Ashraf e chiuderlo”.

I membri del Congresso americano si sono così espressi il 25 Luglio: “Noi siamo seriamente preoccupati che l’Iraq possa esercitare pressione sui residenti di Liberty per rendere la loro vita miserabile  su ordine di Tehran, allo scopo di costringerli a sottomettersi a Tehran e rinunciare alla loro opposizione al regime iraniano”. Hanno anche sollecitato il loro governo a realizzare “un intervento attivo e immediato per obbligare il governo iracheno a rispettare i suoi impegni e fornire i requisiti minimi chiesti dai residenti prima di qualunque ulteriore trasferimento di residenti di Ashraf a Camp Liberty”.

Struan Stevenson, Presidente della Delegazione del Parlamento Europeo per le Relazioni con l’Iraq, a nome dei membri anziani del Parlamento Europeo ha scritto il 25 Luglio 2012 ai funzionari dell’UE che, fino a che questi requisiti minimi non verranno soddisfatti “… noi non possiamo sollecitare il trasferimento finale dei rimanenti 1200 residenti di Ashraf con queste vergognose condizioni a Liberty”.

Il Comitato Parlamentare Britannico per la Libertà in Iran, che gode dell’appoggio della maggioranza della Camera dei Comuni e di oltre 200 Pari, ha scritto il 25 Luglio che, Martin Kobler “.. nella sua ultima roadmap non fissa alcuna data specifica per l’allacciamento di Camp Liberty alla rete elettrica  nazionale o  per i lavori idrici” e il fatto che “..l’Iraq abbia impedito ai residenti di Ashraf di vendere alcuna delle loro proprietà mobili o immobili” è stato ignorato. Perciò  “… il Comitato Parlamentare Britannico per la Libertà in Iran consiglia ai rimanenti 1300 residenti di Campo Ashraf di non trasferirsi a Liberty finché il campo non ricada sotto il mandato delle Nazioni Unite e l’Iraq implementi i minimi requisiti umanitari”.

Il Dr. Saleh Mutlaq, Vice Primo Ministro iracheno, ha dichiarato il 28 Luglio: “I residenti di Ashraf non dovranno essere trasferiti a Camp Liberty con la forza… noi condanniamo le pressioni esercitate su di essi affinché rinuncino ai loro diritti…. Io sollecito le Nazioni Unite a rimandare il loro trasferimento fino a che delle condizioni di vita decenti non verranno fornite loro a Liberty”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
29 Luglio 2012

 

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